Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Stati Uniti. Il problema del Johnson Amendment.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-04.

Fossa dei Serpenti

«The Johnson Amendment is a provision in the U.S. tax code that prohibits all 501(c)(3) non-profit organizations from endorsing or opposing political candidates. 501(c)(3) organizations are the most common type of nonprofit organization in the United States, ranging from charitable foundations to universities and churches. The amendment is named for then-Senator Lyndon B. Johnson of Texas.

In recent years, many Republicans, including President Donald Trump, have sought to repeal it, arguing that it restricts the free speech rights of churches and other religious groups. Repeal has been criticized because churches have fewer reporting requirements than other non-profit organizations, and because it would effectively make political contributions tax-deductible.

The amendment affects nonprofit organizations with 501(c)(3) tax exemptions, which are subject to absolute prohibitions on engaging in political activities and risk loss of tax-exempt status if violated. Specifically, they are prohibited from conducting political campaign activities to intervene in elections to public office. The Johnson Amendment applies to any 501(c)(3) organization, not just religious 501(c)(3) organizations.

The benefit of 501(c)(3) status is that, in addition to the organization itself being exempt from taxes, donors may also take a tax deduction for their contributions to the organization.

According to the Internal Revenue Service, contributions to political campaign funds, or public statements of position in favor of or in opposition to any candidate for public office, are disallowed. However, certain voter education activities as well as voter registration and get-out-the-vote drives, if conducted in a non-partisan manner, are not prohibited.» [Fonte]

*

Cerchiamo di chiarire bene i termini usati ed utilizzabili, in accordo alle definizioni date da Treccani.

«làico s. m. e agg. [dal lat. tardo laicus, gr. λαϊκός «del popolo, profano», der. di λαός «popolo»] (pl. m. –ci). – 1. s. m. (f. –a, non com.) Chi non appartiene allo stato ecclesiastico; nella Chiesa cattolica, ogni persona battezzata che non ha alcun grado nella gerarchia ecclesiastica …. 3. agg. a. Che non appartiene al clero o è comunque da esso indipendente, e più genericam. che non ha carattere religioso o confessionale».

*

«laicismo Concezione volta ad affermare e valorizzare l’indipendenza della società civile e politica da ogni forma di condizionamento o ingerenza da parte della Chiesa, sviluppatasi a partire dal 19° secolo. Si differenzia da laicità (che allude alla distinzione tra Stato e Chiesa) per la presenza di una componente anticlericale e per la tendenza a considerare la religione un fatto esclusivamente privato, che non deve in alcun modo influire sulle decisioni pubbliche»

*

Come si constata, una cosa è il concetto di “laico“, un’altra quello di “laicità” ed un’altra ancora quello di “laicismo“. Usare tali termini come sinonimi genera soltanto confusione mentale.

* * * * * * *

In accordo con la teologia cristiana, la gestione della cosa pubblica dovrebbe essere di pertinenza dei laici, tranne che in situazioni emergenziali nelle quali l’autorità ecclesiale sia l’unica rimasta in essere. San Tommaso d’Aquino aveva ben descritto tale concezione nel De Regno.

Questa è una visione storicamente consolidata in Occidente, ma non è condivisa da altre concezioni religiose, quali, per esempio, l’Islam, secondo il quale i capi religiosi dovrebbero esercitare simultaneamente anche le relative mansioni politiche. Se questa affermazione è vera dal punto di vista coranico, è altrettanto vero che nel corso dell’ultimo secolo anche nei paesi islamici il potere politico è stato assunto prevalentemente da laici, pur con alcune eccezioni quali l’Iran: ma anche i politici islamici sentono molto vivo il retaggio religiosi che li esprime.

In Occidente, il fatto che non competa alla Gerarchia ecclesiale il diretto governo temporale non significa che essa non possa e debba esprimere le proprie considerazioni anche in tale settore. Infatti, sia Ordine sacerdotale sia quello laicale sono simultaneamente cittadini di una certa quale organizzazione statale. Per esempio, in Germania sussistono sia la Csu sia la Cdu, partiti politici di ispirazione cristiana, almeno nelle tavole costitutive.

*

Nel corso dell’ultimo secolo il partito democratico americano ha subito una lunga serie di mutamenti in materia, portandosi sempre più su posizioni dapprima laiche, quindi laicistiche, ed infine di netta opposizione al religioso, comunque si esprimesse.

Non solo, il rigetto di ogni forma di religiosità è negli ultimi decenni transitato da una posizione intellettuale ad una legislativa, con la promulgazione di leggi ad hoc, che di fatto proibiscono a gruppi che si rifacciano ai valori religiosi la possibilità di esprimere pubblicamente le proprie posizioni politiche.

Asserire che la religione debba essere un “fatto esclusivamente privato” è una contraddizioni di termini, essendo per definizione l’ecclesia «s. f. [dal gr. ἐκκλησία; v. chiesa]. – Nelle libere città dell’antica Grecia, l’assemblea popolare in cui si discuteva e si deliberava sulle questioni di interesse generale e alla quale partecipavano con diritto di parola e di voto tutti i cittadini nel pieno possesso dei loro diritti».

Ne consegue l’assurdo che solo gruppi che neghino i valori religiosi possano esprimere pubblicamente le proprie idee politiche. Ne deriva una vera e propria discriminazione su base religiosa, ironicamente giustificata sulla base di una presunta “non discriminazione religiosa“. Un contorsionismo logico degno del loro mentore Hegel.

*

Il Johnson Amendment è una delle ultime modalità espressive di questa volontà laicista. Ed anche una delle più subdole.

Esso colpisce la libertà di espressione dal punto di vista fiscale, ma anche esso contiene alcune vistose contraddizioni.

«The amendment affects nonprofit organizations with 501(c)(3) tax exemptions, which are subject to absolute prohibitions on engaging in political activities and risk loss of tax-exempt status if violated. Specifically, they are prohibited from conducting political campaign activities to intervene in elections to public office»

*

«However, certain voter education activities as well as voter registration and get-out-the-vote drives, if conducted in a non-partisan manner, are not prohibited»

Orbene, secondo i liberals democratici, esclusivamente le “nonprofit organizations” che siano chiaramente “laiche” agiscono in modo oggettivo, “non-partisan“.

Opinione chiaramente avvallata dalle Corti federali composte da giudici liberal.

In questa maniera quasi due terzi degli americani sono stati deprivati della libertà di esprimersi.

*

Negli ultimi otto anni della passata Amministrazione Obama questa logica ha dominato con una sequenzialità degna di Lenin. È stata una dittatura de facto del pensiero unico imposto dai liberals democratici.

La reazione è stata quindi naturale.

«President Donald Trump is expected to sign an executive order Thursday with the intention of easing restrictions imposed by the Johnson Amendment, the rule limiting political participation by tax-exempt religious groups, according to senior administration officials.

The order’s signing, coinciding with the National Day of Prayer, would fulfill a key campaign promise by Trump, who once told a crowd of religious leaders that he envisioned a future in which they would be able to openly support political candidates.» [Abc News]

Annunci

2 pensieri riguardo “Stati Uniti. Il problema del Johnson Amendment.

I commenti sono chiusi.