Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale, Medio Oriente, Problemia Energetici

Accordo Giappone – Iraq. Il petrolio va alla grande.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-27.

Petrolio. Costo per produttore. 001

Si potrebbe dire ed argomentare tutto ciò che si voglia, ma alla fine contano i fatti.

Il Giappone si appresta a fare investimenti per diversi miliardi di dollari in Iraq, per ammodernare ed ampliare le raffinerie. Un altro cospicuo investimento sarà fatto nello sfruttamento del campo petrolifero di West Qurna-2 uno dei più grandi giacimenti di petrolio greggio al mondo.

«Nel 2012 la compagnia petrolifera giapponese Inpex si è aggiudicata, insieme alla russa Lukoil, la licenza per esplorare il blocco 10 del giacimento del campo di West Qurna-2 uno dei più grandi giacimenti di petrolio greggio al mondo, che secondo le stime avrebbe riserve di petrolio recuperabili pari 12,9 miliardi di barili (1,8 miliardi di tonnellate).»

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«Il blocco si estende su una superficie di 5.500 chilometri quadrati e si trova nelle province di Kar e Mutannah, 120 chilometri ad ovest di Bassora»

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«Lo scorso 26 luglio 2016 il Giappone ha concesso un prestito di 2,1 miliardi di dollari per sviluppare la raffineria petrolifera di Bassora, avviando numerosi progetti che saranno conclusi entro il 2020. Al prestito sarà applicato un tasso di interesse del 2 per cento e verrà restituito nell’arco di quarant’anni»

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«questi progetti includono l’idrogenazione del petrolio aumentando la produzione a 20mila barili al giorno, in aggiunta al progetto di unità per la piroscissione (cracking – processo attraverso il quale si ottengono idrocarburi paraffinici leggeri) catalitica (Fluid catalytic cracking – Fcc)»

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La vita è spesso ironica, ma ancor più spesso sardonica.

«Il Giappone ha reso noto che procederà alla firma dell’accordo di Parigi presso la sede delle Nazioni Unite a New York il 22 aprile, quando si terrà una cerimonia che vedrà coinvolti altri 130 Paesi. L’accordo scaturito dalla COP21 a Parigi lo scorso dicembre si propone di tagliare le emissioni di gas e effetto serra e di frenare l’ascesa delle temperature globali.

Il primo ministro giapponese lo scorso anno aveva già annunciato l’obiettivo di ridurre entro il 2030 il livello delle emissioni di gas a effetto serra del 26% rispetto al 2013.» [Meteoweb]

L’importante è essere persone pratiche.


Agenzia Nova. 2017-04-20. Energia: Iraq, ministro Petrolio ad ambasciatore giapponese “piani ambiziosi per promozione settore”

Baghdad, 20 apr 10:38 – (Agenzia Nova) – Il ministro del Petrolio iracheno, Jabbar al Luaibi, ha ricevuto l’ambasciatore giapponese a Baghdad, Fumio Iwai, con il quale ha discusso della cooperazione bilaterale fra Baghdad e Tokyo. Secondo quanto riferisce un comunicato del ministero di Baghdad, Al Luabi e Iwai hanno discusso di una serie di interessi comuni nel settore dell’industria del gas e del petrolio. “Abbiamo piani ambiziosi e strategici per il futuro della promozione del settore petrolifero iracheno”, ha affermato il ministro. L’Iraq è pronto a creare un ambiente favorevole per gli investitori stranieri e le compagnie internazionali che operano in Iraq. Nel 2012 la compagnia petrolifera giapponese Inpex si è aggiudicata, insieme alla russa Lukoil, la licenza per esplorare il blocco 10 del giacimento del campo di West Qurna-2 uno dei più grandi giacimenti di petrolio greggio al mondo, che secondo le stime avrebbe riserve di petrolio recuperabili pari 12,9 miliardi di barili (1,8 miliardi di tonnellate). Il blocco si estende su una superficie di 5.500 chilometri quadrati e si trova nelle province di Kar e Mutannah, 120 chilometri ad ovest di Bassora.
Lo scorso 26 luglio 2016 il Giappone ha concesso un prestito di 2,1 miliardi di dollari per sviluppare la raffineria petrolifera di Bassora, avviando numerosi progetti che saranno conclusi entro il 2020. Al prestito sarà applicato un tasso di interesse del 2 per cento e verrà restituito nell’arco di quarant’anni. “Il governo giapponese ha deciso di concedere all’Iraq un prestito di 2,1 miliardi di dollari per realizzare un certo numero di progetti per la riabilitazione della raffineria petrolifera di Bassora”, aveva detto ad “Agenzia Nova” il presidente della commissione per il Petrolio e il gas di Bassora, Ali Shaddad al Fares. Quest’ultimo aveva precisato che “il denaro concesso dal governo giapponese sarà investito per la realizzazione di una serie di progetti strategici e vitali all’interno della raffineria che saranno completati entro i 2020”. Infine, al Fares aveva chiarito che “questi progetti includono l’idrogenazione del petrolio aumentando la produzione a 20mila barili al giorno, in aggiunta al progetto di unità per la piroscissione (cracking – processo attraverso il quale si ottengono idrocarburi paraffinici leggeri) catalitica (Fluid catalytic cracking – Fcc)”.

Si tratta del più grande progetto di liquefazione di questo tipo. Una volta ammodernata, “la raffineria di Bassora permetterà di raggiungere una produzione giornaliera stimata di 4.500 tonnellate di benzina riformulata, 27 mila barili di olio combustibile e 40 mila barili di diesel idrogenato – che per la prima volta sarà prodotto in Iraq”, aveva aggiunto al Fares, precisando che saranno prodotte anche 500 tonnellate di gas liquido che miglioreranno l’attuale fabbisogno del paese. Lo scorso 19 luglio, il Consiglio dei ministri iracheno aveva approvato il progetto per lo sviluppo della raffineria di Bassora, che si trova nel sud dell’Iraq, circa 420 chilometri a sud di Baghdad.

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