Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Unicredit. I fondi esteri governano il 65% del capitale.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-20.

italia

Come dovevasi dimostrare.

«il 65% del capitale, oggi, risulta infatti in mano agli istituzionali esteri; giganti del calibro di BlackRock o Capital Research, a settembre salito al 6,5%, non devono comunque denunciare partecipazioni se inferiori al 5%: per conoscerne i valori esatti si dovrà attendere la pubblicazione del verbale di oggi.»

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«Sul tavolo, ovviamente, l’oneroso aumento da 13 miliardi, che peraltro ha assottigliato il nucleo dei soci storici, la partita dei Non performing loans e alcuni casi specifici, come Alitalia»

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Ecco un’altra banca, e di non poco peso, lasciata andare in mani altrui.

Hanno pagato, sia ben chiaro, e lo hanno fatto a pieno diritto.

Ma la responsabilità di questi governicchi, da Mr Renzi a Mr Gentiloni, è severa.

Emerge immediata una domanda.

Appurato che Unicredit è adesso a completo governo straniero, per quale motivo lo stato italiano dovrebbe soccorrerlo?


Sole 24 Ore. 2017-04-20. Unicredit: il 65% del capitale in mano a fondi esteri, solo Aabar sopra il 5%. Montezemolo lascia vice presidenza

ROMA – C’è solo l’azionista arabo Aabar sopra il 5% del capitale di Unicredit. Lo ha indicato il presidente Giuseppe Vita leggendo in apertura dei lavori le risultanze del libro soci. In assemblea è presente il 49,9% del capitale e nella lista degli azionisti sopra il 3% si conferma la presenza di Aabar Luxembourg con il 5,03% del capitale. «Non risultano altri azionisti sopra il 5%» indica Vita.

Quello che è noto, però, è che la pattuglia dei fondi istituzionali, anche presenti in forze, è nutrita: il 65% del capitale, oggi, risulta infatti in mano agli istituzionali esteri; giganti del calibro di BlackRock o Capital Research, a settembre salito al 6,5%, non devono comunque denunciare partecipazioni se inferiori al 5%: per conoscerne i valori esatti si dovrà attendere la pubblicazione del verbale di oggi.

Intorno alle 12, una decina di piccoli soci è finora intervenuta ai lavori. Sul tavolo, ovviamente, l’oneroso aumento da 13 miliardi, che peraltro ha assottigliato il nucleo dei soci storici, la partita dei Non performing loans e alcuni casi specifici, come Alitalia.

Intanto Luca Cordero di Montezemolo rinuncia alla vice presidenza di Unicredit. Come anticipato da Il Sole 24 Ore oggi in edicola, la decisione, preannunciata nei mesi scorsi, è stata formalizzata nel giorno dell’assemblea dei soci, che si apre alle 10 nella sede ex Capitalia dell’Eur.

Nei fatti, è un’anticipazione della riforma della governance del gruppo dopo l’aumento di capitale da 13 miliardi che ne ha profondamente modificato l’azionariato, un cantiere tuttora apertissimo ma che ha già individuato nello snellimento del board – che dal 2018 scenderà da 17 a 15 consiglieri – e nella riduzione delle vice presidenze da tre a una alcuni punti fermi, graditi al mercato e pertanto già annunciati durante il road show che ha preceduto l’aumento.

La scelta di Montezemolo, specifica una nota della banca, è stata assunta «in coerenza con l’evoluzione della governance della banca raccomandata dal comitato Corporate Governance, nomination and sustainability, da lui stesso presieduto, anticipando così l’attuazione di una delle novità da attuare con il rinnovo del Consiglio di Amministrazione». Un paio di mesi fa un altro vice presidente, Fabrizio Palenzona, aveva annunciato a sua volta la rinuncia alla carica, dunque l’unico vice rimane Vincenzo Calandra Buonaura, che è anche vicario di Giuseppe Vita.

Proprio Vita, nell’intervista rilasciata martedì a Il Sole 24 Ore, ha anticipato alcuni degli altri temi che affronterà il cantiere della governance da qui al prossimo anno: la ridefinizione dei pesi tra maggioranza e minoranza, il tetto ai mandati, il meccanismo di presentazione delle liste. Probabile che il tema venga affrontato oggi in assemblea, la prima dopo il maxi aumento in cui pertanto si dovrebbe conoscere un po’ più a fondo il nuovo azionariato della banca.

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