Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Islamizzazione dell'Occidente, Religioni

Germania. I tedeschi ‘costernati’ stentano ad integrarsi con i turki.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-20.

2017-04-19__Germania. Turki integrati Col c@@o.__001

Rispetto ad altre nazioni la Germania ha il pregio di essere costantemente ripetitiva, caratteristica che la rende molto facilmente prevedibile.

Qualsiasi biblioteca degna di quel nome ha una raccolta del Völkischer Beobachter, «Osservatore popolare», organo ufficiale del partito nazionalsocialista. Leggere le edizioni di fine luglio 1943 è maieutico.

Il 23 luglio il Bomber Command lanciò contro la città di Amburgo una serie di incursioni impiegando oltre tremila bombardieri strategici, che si schermavano dietro un muro di “window“, piccole strisce di carta stagnola che misero fuori uso i radar tedeschi. Il 74% di Amburgo fu rasa al suolo, cinquemila fabbriche furono distrutte, unitamente agli otto cantieri navali: tra morti e feriti si conteggiarono un minimo di 100,000 perdite.

Il Völkischer Beobachter pubblicò articoli “esterrefatti” di come avesse potuto succedere un fatto del genere: quello di Amburgo era il primo bombardamento in grande stile degli agglomerati urbani tedeschi. Non solo: quegli screanzati degli Alleati avevano alla fine compiuto più di una decina di incursioni consecutive con perdite minime. I loro aerei da bombardamento giravano quasi indisturbati sulla Germania e bombardavano dove e quando volevano.

I fatti, e fatti ben evidenti, contraddicevano sfacciatamente quanto fino ad allora sostenuto dalla propaganda ufficiale, ossia che la Germania fosse inattaccabile, che gli alleati mai e poi mai si sarebbero azzardati a fare cose del genere, che la Luftwaffe era forza preponderante.

Il grande risultato di questi bombardamenti fu la messa a nudo di un’altra caratteristica tipica dei tedeschi: fino a tanto che non sono presi a cannonate o bombardati per benino non capiscono proprio nulla, si crogiolano nelle loro illusioni megalomani. Quando invece iniziano contare i propri morti, allora mostrano qualche barlume intellettivo. Più morti contano e meglio ragionano.

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Le elezioni turke hanno avuto sui tedeschi lo stesso effetto dei bombardamenti di Amburgo: li hanno portati a capire quello che uno scugnizzo napoletano avrebbe capito benissimo trenta anni fa. Che volete che si dica? Sono un po’ lenti di comprendonio.

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«The latest unofficial results show 51.4 percent of voters in Turkey backed plans for an overhaul of the political system which will give Erdogan sweeping new powers, while support among 1.4 million eligible voters in Germany was far higher, at 63 percent»

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«In the western city of Essen, as many as 75.9 percent backed the “yes” campaign»

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«Germany is home to some 3 million people with Turkish roots and some politicians said the loyalty many showed to Erdogan, …. pointed to a rejection of democratic values»

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«Experts say many second and third generation Turks have not successfully integrated into wider German society and language is a problem»

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«The local mosques are polling stations for (Turkey’s ruling party) the AKP»

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«They wanted to protest about what they have felt for decades … That they feel discriminated against, that they feel excluded»

Ricapitolando.

I turki se ne impippano dei ‘valori‘ tedeschi. E questo sarebbe ancora il meno. Si lagnano anche ad alta voce che in Germania si sentono “discriminated” ed anche “excluded“. In parole povere. sono i tedeschi a doveri integrare con i turki, mica il contrario.

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Ma la vetta dello stupore e della costernazione corona il Deutsche Welle, organo di stampa governativo, maso chiuso dei socialdemocratici ideologizzati, degno successore del Völkischer Beobachter nazionalsocialista.

«More than 63 percent of the Turkish population in Germany cast “yes” votes in last Sunday’s referendum on enhancing the power and scope Turkish presidency»

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«the number of votes from Germany amounted to 0.23 percent of the total, where just over 51 percent of voters agreed to give current Turkish President Recep Tayyip Erdogan sweeping powers»

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«German population with Turkish roots helps Erdogan win»

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«It wasn’t exorbitant, but the expat Turkish vote has hit a nerve»

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«hundreds of thousands of Turks living in Germany are loyal to Germany on an “economic and social level,” – but on a “political and ideological level, they are loyal to Er­do­gan»

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«existing conflict between Turkey and the EU, between a Christian and a predominantly Muslim society»

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«Germany has a community of about three million residents with Turkish roots»

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Il cuore del problema è racchiuso in pochissime parole:

«many second and third generation Turks

have not successfully integrated»

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Nessun turko e nessun musulmano potrà mai “integrarsi” nella attuale Weltanschauung tedesca ed occidentale in genere. Soltanto un tedesco liberal oppure socialista ideologico poteva credersi questa barzelletta.

Mentre turki ed islamici possono benissimo convivere con i cristiani cattolici, secoli di storia lo attestano, i “valori” basati sul rigetto attivo della religione e della tradizione, il relativismo etico e morale che consegue al processo sincretico, e quella sorta di religione cultuale della morte professata dagli attuali occidentali sono in stridente contrasto con la visione di vita islamica. Turki ed islamici non ne vogliono sapere proprio nulla. Così come non ne vogliono sapere di una “democrazia” intesa ed estinta nel “suffragio universale“. Loro vogliono Erdogan.

Tollerano la coabitazione, assorbono taluni costumi di vita, ma non ci si illuda: vestirsi all’occidentale invece che indossare il caftano non implica minimamente pensarla come pensa Frau Merkel.

Ed è stato proprio il voto dei turki che vivono in Germania quello determinante per la vittoria di Mr Erdogan. Brava Frau Merkel, li hai allevati bene.

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Ora i tedeschi iniziano a capire che se li sono presi in casa, ed iniziano anche a razionalizzare come grazie alla cultura occidentale della morte gli islamici procreino mentre loro sono sterili nella mente, nel cuore e, quindi, nell’utero.

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

Germania. Summit in Cancelleria per l’allarme demografico.

Già.

Erdogan ai turchi che vivono in Europa: “Fate almeno cinque figli, il futuro è vostro”

I turki crescono di numero, e votano. I tedeschi autoctoni decrescono di numero, ed i morti non votano.

Elezioni Olandesi. Il vero fatto nuovo. Denk.

Quindici anni, e gli equilibri numerici saranno rotti: e con il suffragio universale il voto di un turco vale il voto di un tedesco.

Oggi sono state le elezioni turke, domani saranno quelle tedesche, dopodomani quelle per il parlamento europeo, e così via. Ed ogni giorno che passa il numero dei turki e degl islamici aumenta e quello degli autoctoni diminuisce: assassinano i loro stessi figli con l’aborto generalizzato. E chi sfuggisse avrebbe un radioso avvenire di diversamente senziente ed alteramente pensante.

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Conclusioni.

Adesso che è troppo tardi i tedeschi iniziano a rendersi conto del macello che hanno fatto.

La loro Weltanschauung liberal e socialista li sta portando alla rovina, così come la loro cultura della morte. Si stanno suicidando con la loro cultura di morte.

Non sono turki ed islamici a doversi integrare con i tedeschi assimilandone gli ideali di vita: sono i tedeschi che dovranno imparare ad assimilasi ai turki ed agli islamici.

Gli anni di predominio islamico in Germania saranno terribili per gli autoctoni: la pagheranno e con gli interessi. I turki non sono per nulla buonisti. Quindici anni e le femine tedesche marceranno a passo dell’oca: ne vedremo delle belle!

A fine maggio si terrà la prima riunione dei partiti islamici che operano in Europa. Un mese dopo, a fine giugno in un ridente paesino mitteleuropeo, si riuniranno i rappresentanti di tutte le principali organizzazioni informali anti-establishment: non i partiti politici, bensì quelle che operano come supporter.

Per liberals, socialisti ideologici e per i loro sostenitori si prospettano tempi duri: il redde rationem si sta avvicinando a grandi passi.

Costernazione“? Terrore di essere trattati per come hanno trattato.

E così saranno trattati: tutti, non uno escluso. Nessuno si faccia illusioni di sorta.


Reuters. 2017-04-19. Pro-Erdogan vote among Turks in Germany unleashes integration row

Shocked by the support among Turks in Germany for handing new powers to President Tayyip Erdogan in Sunday’s referendum, several senior German lawmakers called on Tuesday for the rules on dual citizenship to be tightened.

The latest unofficial results show 51.4 percent of voters in Turkey backed plans for an overhaul of the political system which will give Erdogan sweeping new powers, while support among 1.4 million eligible voters in Germany was far higher, at 63 percent.

In the western city of Essen, as many as 75.9 percent backed the “yes” campaign, although some commentators cautioned that turnout in Germany was only 44 percent.

Germany is home to some 3 million people with Turkish roots and some politicians said the loyalty many showed to Erdogan, a leader viewed by many in the European Union as increasingly authoritarian, pointed to a rejection of democratic values.

“Those in a liberal country like Germany who vote to abolish freedom in Turkey or to limit it have obviously not accepted our values,” said Free Democrat (FDP) leader Christian Lindner, adding that Turks in Germany must respect its constitution.

Senior politicians in Chancellor Angela Merkel’s conservatives called for action.

“It is important that we reverse the changes that made it easier to get dual citizenship,” said Bavarian conservative Stephan Mayer. The rules were relaxed in 2000 and 2014.

About five months before a federal election, the right-wing Alternative for Germany (AfD), polling at between 7 and 11 percent, demanded a complete end to dual citizenship for Turks.

“That it needed a referendum in Turkey for the conservatives to realize that integration, above all of Turks, has failed, shows how removed they are,” said Emil Saenze, deputy head of the AfD parliamentary group in Baden-Wuerttemberg.

Many Turks came to West Germany after World War Two, providing labor for its “economic miracle”. Experts say many second and third generation Turks have not successfully integrated into wider German society and language is a problem.

The head of the Turkish Communities in Germany said those who backed Erdogan were protesting against their situation in the country.

“They wanted to protest about what they have felt for decades,” Gokay Sofuoglu told SWR radio. “That they feel discriminated against, that they feel excluded,” he said.

Observers also point out that many Turks in Germany come from conservative, rural areas of Turkey such as Anatolia and that the largest association of mosques in Germany, Ditib, brings in imams from Turkey.

“The local mosques are polling stations for (Turkey’s ruling party) the AKP,” sociologist Necla Kelek told Bild daily.


Deutsche Welle. 2017-04-19. Why many Turks in Germany voted ‘yes’ in Erdogan’s referendum

Hundreds of thousands of expat Turkish citizens in Germany voted in favor of giving sweeping new powers to the office of the Turkish president. Many Germans, and Turks who voted “no,” are taken aback.

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More than 63 percent of the Turkish population in Germany cast “yes” votes in last Sunday’s referendum on enhancing the power and scope Turkish presidency.

According to Yunus Ulusoy of the Essen-based Center for Turkey Studies and Integration Research (ZfTI,) the number of votes from Germany amounted to 0.23 percent of the total, where just over 51 percent of voters agreed to give current Turkish President Recep Tayyip Erdogan sweeping powers.

All the same, the percentage of “yes” votes by Turks living in Germany prompted Germany’s mass-selling daily newspaper Bild to run with the headline “German population with Turkish roots helps Erdogan win.”

Voter turnout of in Germany was about 49 percent – so all in all, less than half a million Turkish residents in Germany eligible to vote in the referendum supported President Erdogan’s bid to end the country’s current parliamentary political system.

Germany has a community of about three million residents with Turkish roots, roughly half of whom were entitled to vote in Sunday’s referendum.

Consternation in Germany

It wasn’t exorbitant, but the expat Turkish vote has hit a nerve.

The head of Germany’s Greens Party said on Tuesday that some Turkish citizens living in Germany seem to think they can “get away with touching the constitution with just the tips of their toes.” To be happy in the long run in Germany, people have to completely accept the “values and constitution of our country,” said 51-year-old Cem Öz­de­mir, himself of Turkish descent.

Germany is going to have to accept the fact that hundreds of thousands of Turks living in Germany are loyal to Germany on an “economic and social level,” – but on a “political and ideological level, they are loyal to Er­do­gan,” commented Christian Democratic (CDU) politician Wolf­gang Bos­bach.

Protest against adopted homeland

Largely, their vote was a form of protest, said Detlef Pollack, a professor of sociology of religion at Münster University who has conducted extensive studies on the integration of Turks living in Germany.

“Older men in particular like the fact that someone is finally showing the West, the EU, how things should be; it’s an expression of defiance, assertiveness and resentment,” Pollack told DW, adding he was surprised that Turks living in Germany were prepared to give in to these feelings, so frivolously jeopardizing Turkey’s democratic achievements.

Professor Pollack is convinced people want to preserve democracy in Turkey. On the other hand, he points out the existing conflict between Turkey and the EU, between a Christian and a predominantly Muslim society – “a conflict that overshadows political issues.”

“It’s difficult to cast a clear political vote because suddenly, questions of pride, nationality, identity and religion gain importance to a degree that political pragmatism takes a back seat.”

Opposed to a ‘one-man regime’

Concerned about a “one-man regime,” the Turkish community in Germany said in various newspaper interviews that they would strive to find a way to better communicate with “Turks living in freedom in Germany but who desire an autocracy for Turks living in Turkey.”

Thomas Kufen, mayor of the western German city of Essen, wonders why President Erdogan’s policies are attractive to Turks living in Germany.

The answer, the mayor told German WDR radio, appears to be that in appealing directly to Turks in Germany, Erdogan treats them with the respect they miss in German society, and from German politicians.

The number of expat Turkish voters in his city who cast a “yes” ballot was 75 percent.

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