Pubblicato in: Geopolitica Europea, Geopolitica Militare

Hollande ricorda la battaglia di Chemin de Dames.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-16.

2017-04-16__Chemin des Dames __Aisne_Front_1917

«La seconda battaglia dell’Aisne fu il principale e più massiccio attacco condotto lungo la strada Chemin des Dames nel 1917, durante la prima guerra mondiale.

Robert Georges Nivelle, comandante supremo dell’esercito francese, iniziò a progettare l’azione nel dicembre 1916 dopo che sostituì Joseph Joffre, reduce di numerose sconfitte. L’obiettivo era di assicurarsi un’ampia zona, circa 80 km, di trincee usate dai tedeschi per ripararsi dall’artiglieria nemica. Quando l’attacco francese prese il via nell’aprile 1917, numerose mitragliatrici e mortai tedeschi aprirono il fuoco, vanificando i futuri assalti e provocando un alto numero di perdite. La battaglia terminò in un disastro, segnando per sempre la carriera di Nivelle e causando diversi casi di ammutinamento tra le sue truppe.

Il saliente di Chemin des Dames venne catturato, seppure in misura minore rispetto ai piani di Nivelle, solamente cinque mesi dopo da Paul André Maistre durante la cosiddetta battaglia di La Malmaison.»

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«L’offensiva di Nivelle avrebbe dovuto contemplare l’impiego di circa un milione di uomini supportati da 7.000 mitragliatrici tra le città di Roye e Reims, concentrandosi più che altro lungo il fiume Aisne.

Iniziato a progettare nel dicembre 1916, il piano perse valore a causa delle numerose informazioni trapelate al Deutsches Heer (l’esercito tedesco), che alla data d’inizio delle operazioni era già a conoscenza delle sue fasi. In aggiunta, la ritirata tedesca dalla linea Hindenburg aveva fatto decadere parte delle motivazioni circa l’esistenza del piano stesso. Nonostante questi fattori e la scarsa conoscenza delle forze nemiche, Nivelle decise ugualmente di mandare all’attacco i suoi fanti»

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«Il 16 aprile 1917, dopo una settimana di attacchi inglesi (battaglia di Arras), 19 divisioni francesi appartenenti alla 5ª e 6ª Armata, guidate da Olivier Mazel e Charles Mangin, attaccarono le linee tedesche lungo un fronte di 80 km da Soissons a Reims, assistiti da un massiccio quanto inutile sbarramento di artiglieria. Consci dell’attacco di Nivelle, i fanti di Max von Böhen e Fritz von Below avevano nel frattempo concentrato in posizioni strategiche svariate mitragliatrici, tra cui le nuove MG08/15, e si erano ben difesi in bunker protratti anche abbastanza in profondità nelle linee»

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«Nel primo giorno di combattimenti i francesi persero 40.000 uomini e 150 carri armati Schneider CA1 riuscendo però a far vacillare la 7ª Armata di von Böhen. Il giorno successivo la 4ª Armata di François Anthoine puntò ad est di Reims in direzione di Moronvilliers (oggi Thiaucourt-Regniéville), ma la 1ª Armata di von Below respinse i loro tentativi di raggiungere la cittadina.

Nivelle continuò ad ordinare attacchi in larga scala fino al 20 aprile» [Fonte]

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«Fino dagli inizi del Nostro Pontificato, fra gli orrori della terribile bufera che si era abbattuta sull’ Europa, tre cose sopra le altre Noi ci proponemmo: una perfetta imparzialità verso tutti i belligeranti, quale si conviene a chi è Padre comune e tutti ama con pari affetto i suoi figli; uno sforzo continuo di fare a tutti il maggior bene che da Noi si potesse, e ciò senza accettazione di persone, senza distinzione di nazionalità o di religione, come Ci detta e la legge universale della carità e il supremo ufficio spirituale a Noi affidato da Cristo; infine la cura assidua, richiesta del pari dalla Nostra missione pacificatrice, di nulla omettere, per quanto era in poter Nostro, che giovasse ad affrettare la fine di questa calamità, inducendo i popoli e i loro Capi a più miti consigli, alle serene deliberazioni della pace, di una « pace giusta e duratura ….

Il mondo civile dovrà dunque ridursi a un campo di morte? E l’Europa, così gloriosa e fiorente, correrà, quasi travolta da una follia universale, all’abisso, incontro ad un vero e proprio suicidio? ….

non si comprenderebbe la continuazione di tanta carneficina unicamente per ragioni di ordine economico ….

cessazione di questa lotta tremenda, la quale, ogni giorno più, apparisce inutile strage ….

Riflettete alla vostra gravissima responsabilità dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini; dalle vostre risoluzioni dipendono la quiete e la gioia di innumerevoli famiglie, la vita di migliaia di giovani, la felicità stessa dei popoli, che Voi avete l’assoluto dovere di procurare»

[SS Benedictus XV, “Lettera del Santo Padre Benedetto XV ai capi dei popoli belligeranti“, Dal Vaticano, 1° Agosto 1917, AAS IX (1917) p.421-423]

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La prima guerra mondiale ha segnato l’inizio del suicidio dell’Europa.


Deutsche Welle. 2017-04-16. Franco-German Chemin des Dames battle centenary marked by President Hollande

President Francois Hollande has become the first French leader to attend the memorial service at Chemin des Dames in 100 years. The 1917 WWI battle was one of the deadliest and most disastrous in French history.

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At Chemin des Dames, in the countryside some 130 kilometers northeast of Paris, President Francois Hollande attended the memorial service of the First World War Battle of the Aisne, making him the first French leader to do so in a century.

Ahead of Sunday’s memorial, Hollande said: “This centenary must make it possible to fully reintegrate Chemin des Dames into the national memory of the Great War, which for too long has been marginalized and overshadowed by the battles of Verdun, the Somme and the Marne.”

Catastophic loss

After gathering more than one million men, on April 16, 1917, General Robert Nivelle launched an offensive against Germany at the front between Soissons and Reims. The attack – supposed to be a rapid operation thanks to the use of the first war tanks – turned into a fiasco, causing multiple mutinies.

Under the impression that the Germans had been exhausted by the Battle of Verdun and the Battle of the Somme, General Nivelle believed a breakthrough offensive at Chemin des Dames could be completed within 48 hours.

187,000 ‘poilus’ killed

But faced with roads destroyed by shelling, the French troops or “poilus” progressed with difficulty. A warren of caves and tunnels left behind by centuries of quarrying were also used by German troops to shelter and escape the French bombardment.

Some 187,000 French troops, including Senegalese infantrymen died in the battle. 

The huge defeat had a disastrous effect on morale, resulting in mutiny across many divisions. Of the 554 death sentences handed to mutineers after the Chemin des Dames, 49 resulted in execution. However, Prime Minister Raymond Poincare (1926-29) later pardoned most of those condemned.

In 1998, in the city of Craonne (Aisne), Socialist Prime Minister Lionel Jospin cleared the men who had mutinied saying they should “reintegrate in today’s collective memory.”

Day of memorial events

Commemorations on Sunday began at dawn with a 5-kilometer (3-mile) walk across the Plateau de Californie, a few kilometers from the village of Craonne.

It was there, on Hollande’s arrival, that the Chanson de Craonne was sung by a choir. Ceremonies continued at the Caverne du Dragon, home to the Chemin des Dames Museum where a sculpture by artist Haïm Kern was also to be unveiled, three years after the original was stolen.

Following a recital of the French national anthem, the Marseillaise, a remembrance at the German military cemetery was held in the presence of the German ambassador.

Ahead of a vigil on Sunday night, Hollande was also scheduled to give a speech before unveiling a commemorative plaque.

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