Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump

Usa, Ukraina e la domanda di Mr Tillerson: ‘Chi paga?’

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-12.

Tillerson Rex 001

La prassi di svolgere politica su basi ideologiche è stata storicamente rigettata con l’implosione dell’Unione Sovietica.

Ammettere che si stia facendo qualcosa in omaggio ad un credo ideologico altro non significa che si stia facendo qualcosa contro il comune buon senso. E tutto depone a favore del fatto che ciò che è illogico alla fine rovina miseramente.

Ma la morte del comunismo non equivale alla morte dei comunisti né alla repentina scomparsa dei suoi canoni comportamentali. Servono generazioni per consolidare il cambio di Weltanschauung.

Sono passati quasi trenta anni, una generazione, ed adesso stiamo assistendo alla devoluzione socialista. Servirà almeno ancora una altra generazione per seppellire anche questo rimasuglio ideologico.

Però sta iniziando a farsi vedere la Realpolitik, in cui i cinesi sono maestri consumati e sagaci.

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La dichiarazione fatta da Mr Tillerson meriterebbe di essere meditata non tanto per l’argomento che tratta, quanto piuttosto come mutazione metodologica nella politica estera americana.

«Why should U.S. taxpayers be interested in Ukraine?»

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In primo luogo, Mr Tillerson non parla di “America” né di “americani“: assume come punto di riferimento i “taxpayers“, ossia i Contribuenti. È una vera e propria rivoluzione culturale. Chi paga deve anche contare politicamente.

In secondo luogo, è il Contribuente che impronta la politica estera, non esigenze ideologiche in campo politico che richiedono denaro al Contribuente.

In terzo luogo, i governanti sono al posto in cui sono per far crescere economicamente i Contribuenti, non per tosarli per soddisfare le proprie ideologie. E le tasse sottraggono ricchezza al Contribuente.

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È una rivoluzione copernicana.


Bloomberg. 2017-04-12. Tillerson Asks Why U.S. Taxpayers Should Care About Ukraine

– Offhand remark an unexpected moment as foreign ministers meet

– Top diplomat still finding footing in protocol-rich meetings

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With one offhand remark, U.S. Secretary of State Rex Tillerson left European diplomats befuddled at a gathering in Italy.

“Why should U.S. taxpayers be interested in Ukraine?” Tillerson asked foreign ministers discussing Russia’s intervention there at a Group of Seven gathering Tuesday in Lucca, Italy.

French Foreign Minister Jean-Marc Ayrault, who later recounted the exchange to reporters, said he responded that American taxpayers ought to want a European Union that’s “strong politically, strong from a security point of view, and strong economically.”

But the provocative remark suggested Tillerson, the former chief of Exxon Mobil Corp., is still finding his footing in a world of diplomacy where even passing remarks are parsed for deeper meaning.

The question was sure to give pause to any European official fearful that President Donald Trump might ease sanctions and let the former Soviet state slip back into it Russia’s orbit, even as tensions with Moscow are running high.

Asked what Tillerson was driving at with his question about Ukraine, State Department spokesman R.C. Hammond responded with two words: “Rhetorical device.”

In fact, Tillerson has been explicit that the U.S. and Europe shouldn’t lift the sanctions imposed against Russia for its invasion of Ukraine and its annexation of its Crimea region.

“The reason the sanctions were put in place continue to exist,” Tillerson said in an interview with ABC’s “This Week” broadcast Sunday. “There’s been no change of the status of the situation in Ukraine or Crimea. And those sanctions will remain in place until those issues are addressed.”

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