Pubblicato in: Banche Centrali, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Euro. Anche la Danimarca si sgancerebbe dall’euro.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-11.

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Pochi giorni or sono la Repubblica Ceka ha deciso di abbandonare il cambio fisso con l’euro.

Korona ceka. Secondo giorno slegata dall’euro.

La Korona Ceka si sgancia dall’euro, che accusa il colpo.

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Adesso sembrerebbe che anche la Danimarca stia pensando ad una soluzione simile, seguendo le orme della Svizzera prima e della Repubblica Ceka dopo.

Non ci si aspetti sconvolgimenti dei mercati. Anche la Danimarca ha una dimensione economica piccola rispetto a quella della Eurozona.

Questo è però uno dei tanti segni del malessere dell’euro.

In estrema sintesi, la politica monetaria condotta dall’Unione Europea e dall’Eurozona contrasta sempre più vistosamente con le esigenze finanziarie ed economiche di molte nazioni e, spesso, con quelle di consistenti enclavi produttive pur all’interno di uno stesso stato.

Se è vero che, date le dimensioni dell’Eurozona, sarebbe semplicemente impossibile non avere problematiche del genere, sarebbe altrettanto vero che queste hanno assunto dimensioni troppo conflittuali. Piccole discrepanze possono essere tenute sotto controllo: ma grandi discrepanze portano infine al crollo.

Tuttavia, a nostro sommesso parere, sarebbe troppo semplicistico ridurre le cause solamente a quelle finanziarie ed economiche. Il problema vero è quello politico, di una conduzione utopica e disancorata dalla realtà, imperturbabile di fronte alle esigenze emergenti.

Le responsabilità di questa dirigenza europea imbelle aumentano giorno dopo giorno: sembrerebbe quasi intravedere una ferma volontà di suicidio collettivo.

È questa rigidità decisionale che lascia perplessi. Il pragmatismo ha sicuramente i suoi limiti, ma spesso è ben più proficuo.

L’euro e la moneta unica non dovrebbe essere ritenuto essere un dogma di una fede per di più inesistente.


Sole 24 Ore. 2017-04-11. Dopo Praga ora anche la Danimarca pensa a sganciarsi dall’euro

Ci sono Paesi che condividono la moneta (come i 19 che hanno l’euro). E Paesi che, pur conservando una propria valuta e un’autonomia monetaria con tanto di banca centrale, negli ultimi anni si sono comunque agganciati all’euro fissando un ombrello (o un peg come lo chiamano gli economisti) oltre il quale la propria valuta non può muoversi. Tra questi la recente cronistoria monetaria ne conta la Svizzera, la Repubblica Ceca e la Danimarca.

Se l’euro è un sistema a cambio rigido, il peg è un sistema semi-rigido, un po’ come era lo Sme, il serpentone monetario europeo crollato nel 1992. Uscire dall’euro è una procedura finora inesplorata e in ogni caso complessa (non prevista dai trattati) mentre interrompere un peg è un battito d’ali.

Tanto che da poche ore (esattamente dalla mattina del 6 aprile) la Repubblica Ceca ha deciso di sganciare il vincolo tra corona ceca ed euro. La Svizzera invece lo ha fatto già da gennaio 2015 quando la banca centrale decise di porre fine alla politica di difesa del tasso di cambio di 1,20 franchi per euro che manteneva da tre anni.

Non c’è due senza tre. Anche la Danimarca starebbe valutando di abbandonare il vincolo che lega la propria valuta (la corona danese) all’euro. In realtà in questo caso il vincolo parte da molto più lontano e ha una storia trentennale. La corona danese era inizialmente ancorata al marco tedesco. Dopodiché l’aggancio è girato sull’euro. La sostanza non cambia. C’è una banda di oscillazione del 2,25% oltre la quale la Banca centrale danese si impegna a difendere il cambio con l’euro. Nella sostanza però il lavoro di protezione della banca di Copenaghen è più certosino, tanto che da tempo il cambio orbita intorno a quota 7,46038. E quando oscilla lo fa di pochi decimi. Non di più.

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