Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Senza categoria, Trump

Trump. White House non chiederà più parere consultivo alla Bar.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-06.

silla

«Usquequo judicatis iniquitatem, et facies peccatorum sumitis? 

Judicate egeno et pupillo; humilem et pauperem justificate.»

«Fino a quando sentenzierete iniquità ed assolverete i malfattori?»

Pslamo 82

Il problema del potere giudiziario è antico quanto antico è il mondo.

Avere giudici competenti ed imparziali è sempre stata una utopia: il salmo di Ashaph ce lo ricorda da quasi tremila anni.

Da che mondo è mondo i tribunali ci sono per condannare i nemici del potere. Il motivo della sentenza è lasciato solo alla fantasia della corte giudicante: le leggi si “interpretano“.

Plinio nel XXX libro della sua Storia Naturale racconta la disavventura di un certo G. Furio Crisimo portato in giudizio dai vicini, perché di anno in anno i suoi raccolti si facevano sempre più abbondanti, mentre i loro diventavano sempre più miseri. I vicini, pensando che c’entrasse qualche formula magica, lo denunciarono.

Al processo l’uomo si difese, spiegando che i suoi abbondanti raccolti erano dovuti a “tante notti di lavoro, veglie e sudori“, non alla magia. Per sua fortuna i giudici gli credettero e fu assolto. Ma con la “Lex Cornelia de sicariis et veneficiis” promulgata Lucio Cornelio Silla nell’81 a.C. non si scherzava affatto. Sotto quel dittatore chiunque, specie se ricco, era incriminato di stregoneria, condannato ed i sui beni distribuiti ai seguaci di Silla. Bastava la denuncia per essere condanna. Ricordiamoci le parole di Caifa in Sinedrio: «che bisogno abbiamo di prove?»

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Questa breve premessa sembrerebbe essere necessaria per affrontare serenamente il problema delle Corti Federali statunitensi.

Le Corti Federali giudicano, o dovrebbe farlo, sulla costituzionalità di un certo quale provvedimento, norma o situazione. I Giudici sono in taluni stati elettivi, in altri di nomina politica, ma le cariche apicali sono nella grande maggioranza dei casi di nomina Presidenziale. Solo per la Corte Suprema le nomine devono avere il placet del Senato federale.

Il potere di questi giudici è immenso: in talune evenienze la Corte di uno Stato può anche emettere sentenza con valore su tutti gli altri stati della Federazione. Sotto il regime di Mr Obama le Corti di Giustizia Federali sono diventate il gruppo di fuoco dei liberals democratici americani, i quali hanno governato tramite esse con man così pesante da innescare la reazione della nomina a presidente dell’outsider Mr Trump.

Repubblicani e democratici fanno a gara a colonizzare le Corti Federali con persone di fidata militanza: è intuitivo che avere un giudice amico vale molto di più della così detta “certezza del diritto“.

Dal 1878 esisteva negli Stati Uniti la American Bar Association, ed i liberals democratici la colonizzaro: era ed è tuttora una libera associazione, alla quale ci si può iscrivere, e si viene quindi accettati, solo ed esclusivamente se si appartiene al credo liberal. È di fatto un Politburo liberal democratico.

«The American Bar Association is one of the world’s largest voluntary professional organizations, with over 400,000 members and more than 3,500 entities.  It is committed to doing what only a national association of attorneys can do: serving our members, improving the legal profession, eliminating bias and enhancing diversity, and advancing the rule of law throughout the United States and around the world.

The ABA is committed to supporting the legal profession with practical resources for legal professionals while improving the administration of justice, accrediting law schools, establishing model ethical codes, and more.  Membership is open to lawyers, law students, and others interested in the law and the legal profession.» [American Bar Association]

Appena pronti, nel 1953 i liberals democratici partorirono un’idea brillante, da ‘magister iniquitatum’. Il Presidente degli Stati Uniti avrebbe sottoposto le nomine a Giudici Federali al vaglio di questa associazione, approvando quindi solo quelle che da essa fossero state ritenute essere consone. Manco a dirla che non ne sbagliarono uno che fosse uno di giudizio: era sine qua non la condizione che i candidati fossero dichiaratamente liberal.

In questa maniera il Presidente degli Stati Uniti era de facto destituito del suo potere decisionale: un potere vidimato dal consenso elettorale era surrogato da un’organizzazione privata partitica, inccessibile agli Elettori.

Le conseguenze sono facilmente immaginabili.

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«Out of the 890 authorized federal judgeship judgeships, 125 posts are vacant»

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«President Trump will not ask the American Bar Association to evaluate candidates for federal judgeships prior to formally nominating them»

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«White House Counsel Donald McGahn wrote to the ABA to say that, although there is interest from “countless” legal and professional groups in evaluating Mr. Trump’s nominees, the administration does “not intend to give any professional organizations special access to our nominees.”»

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«According to the ABA, its judicial evaluations do not “consider ideology or political philosophy.” However, at least one prior study concluded that the ABA is more likely to give Democratic or liberal nominees a “well qualified” rating than their Republican counterparts.»

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Questo è il cuore della lettera:

«the administration does “not intend to give any professional organizations special access to our nominees.”»

Il potere esecutivo vidimato dal consenso elettorale non può né deve essere demandato ad un qualsivoglia ente non altrettanto elettivo ed allo stesso livello di responsabilità.

La democrazia consiste nel lasciar governare gli eletti. I liberals democratici se ne diano una ragione: il loro usbergo è terminato.


The Washington Times. 2017-04-01. Trump White House curtails bar association’s pre-nomination vetting of judges

President Trump will not ask the American Bar Association to evaluate candidates for federal judgeships prior to formally nominating them for the more than 100 existing judicial vacancies — a departure from a practice that has been previously criticized for bias against Republican nominees.

ABA President Linda Klein announced Friday that the association was “notified that the White House does not intend to follow the long-standing practice of inviting the independent ABA Standing Committee on the Federal Judiciary to review the professional qualifications of prospective nominees to the lower federal courts on a pre-nomination basis.”

A trade group with more than 400,000 members, the ABA first began evaluating potential nominees in 1953. The decision by the Trump administration to drop the pre-nomination evaluations follows in the footsteps of President George W. Bush, who was the first president to break from the long-standing practice.

White House Counsel Donald McGahn wrote to the ABA to say that, although there is interest from “countless” legal and professional groups in evaluating Mr. Trump’s nominees, the administration does “not intend to give any professional organizations special access to our nominees.”

“Like previous Administrations, we will release information regarding each nominee in a manner that provides equal access to all interested groups,” Mr. McGahn wrote in a letter published by the New York Times.

The ABA recently gave its highest marks to Mr. Trump’s nominee for the Supreme Court, federal appeals court judge Neil Gorsuch, calling him “well qualified.” But the association has recently been critical of other administration actions — with Ms. Klein speaking out against Mr. Trump’s rebuke of judges who ruled against his executive order on travel and refugees.

“Personal attacks on judges are attacks on our Constitution,” Ms. Klein said during an association meeting in February.

The ABA has also been critical of the travel order.

According to the ABA, its judicial evaluations do not “consider ideology or political philosophy.” However, at least one prior study concluded that the ABA is more likely to give Democratic or liberal nominees a “well qualified” rating than their Republican counterparts.

The top Democrat on the Senate Judiciary Committee, Dianne Feinstein, said she was disappointed by the White House’s decision and urged the committee not to hold hearings on future nominees until the ABA has weighed in.

“The ABA for decades has played an independent, nonpartisan role in evaluating the professional qualifications of the lawyers and judges nominated to lifetime positions on our federal courts,” said Mrs. Feinstein, California Democrat. “In the 24 years I’ve served on the Judiciary Committee, I’ve found the ABA evaluations of judicial nominees to be very helpful.”

Out of the 890 authorized federal judgeship judgeships, 125 posts are vacant.

Aside from his nomination of Judge Gorsuch for the Supreme Court, Mr. Trump has put forth one nominee for a seat on a federal appellate court. Mr. Trump nominated Judge Amul R. Thapar, of the U.S. District Court for the Eastern District of Kentucky to a seat on the 6th U.S. Court of Appeals.

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