Pubblicato in: Amministrazione, Economia e Produzione Industriale

Equitalia. ‘814 miliardi di arretrati, 53 quelli recuperabili.’

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-06.

Tassaert, Jean-Joseph-François. Arresto di Robespierre. Musée Carnavalet. Paris.

È interessante notare come diano la notizia tre grandi testate nazionali.

Rai News. 2017-04-06. 21 milioni di italiani hanno debiti per 817 miliardi. Metà dei quali difficilmente recuperabili.

Corriere. 2017-04-06. Tasse, in 21 milioni hanno debiti con lo Stato. Equitalia: «817 miliardi di arretrati, quasi metà irrecuperabile»

Sole 24 Ore. 2017-04-06. Fisco, Equitalia: debiti per 21 milioni di contribuenti, il 53% sotto mille euro

*

Se tutti si concorda che scrivere un titolo sintetico sia difficile, altrettanto si dovrebbe concordare che codesto titolo non dovrebbe essere menzognero.

La frase «817 miliardi di arretrati, quasi metà irrecuperabile»

è falsa, ed è smentita all’interno degli articoli.

«817 mld debiti, interventi possibili su 52mld».

In poche parole, quelli probabilmente recuperabili sono 52 miliardi, mentre gli altri 765 sono inesigibili, vuoi perché il debitore ha avuto la fortuna di morire di morte naturale e così si è sottratto al fisco, vuoi perché ha dichiarato fallimento.

Il fisco si è lasciato sfuggire dalle mani 817 miliardi, ossia grosso modo un terzo del debito sovrano nazionale.

*

Molte le possibili argomentazioni.

«Il total tax rate stimato per un’impresa di medie dimensioni – spiega la relazione Cdc – «testimonia di un carico fiscale complessivo (societario, contributivo, per tasse e imposte dirette) che penalizza l’operatore italiano in misura (64,8%) eccedente quasi 25 punti l’onere per l’omologo imprenditore dell’area Ue/Efta» [Fonte]

Con un carico fiscale complessivo maggiore di 25 punti a quello medio europeo, si potrebbero ritenere meritorie le persone fisiche o giuridiche che non abbiano versato allo stato quell’odiosa estorsione denominata “tasse“.

Se pagare le tasse è eticamente e moralmente corretto, esso lo è nei limiti in cui le tasse siano giuste: e questo non è il caso.

Una seconda amara considerazione dovrebbe essere fatta sull’organizzazione e sulla capacità professionale dei dipendenti del marchingegno fiscale.

L’Italia è letteralmente sepolta sotto una montagna di leggi, normative, circolari applicative spesso conflittuali tra di esse. Anche nella più perfetta buona fede, gli errori e le imprecisioni nelle denuncie sono la norma: queste sono la foia di quell’immane esercito di pubblicani addetto alla riscossione.

Ma una cosa sono le evasione presunte, ‘accertate‘ dalla GdF e da quanti altri ne hanno titolo, ed una completamente differente sono i denari dovuti, o non dovuti, stabiliti in sede giudiziaria.

Un rapporto talmente alto da lasciare perplessi: dei dipendenti privati così scarsamente produttivi sarebbero già stati licenziati in tronco.

Conclusioni.

Con un carico fiscale complessivo del 64.8% sarebbe davvero ingenuo che non vi fosse evasione, che peraltro risulta essere opera socialmente utile perché preserva ricchezza dallo sperpero.

Questa è una di quelle situazioni per le quali l’unico rimedio è quello propugnato dai giacobini di infausta memoria: la ghigliottina.


Rai News. 2017-04-06. 21 milioni di italiani hanno debiti per 817 miliardi. Metà dei quali difficilmente recuperabili.

Dati forniti da Equitalia in audizione parlamentare. “Ci sono infatti 147,4 miliardi dovuti da soggetti falliti, 85 da persone decedute e imprese cessate, 95 da nullatenenti” spiega l’Amministratore Delegato della società di riscossione, Ernesto Maria Ruffini.

*

Il ‘magazzino’, cioè i carichi residui da riscuotere affidati a Equitalia dal 2000 al 2016 “ammonta a 817 miliardi di euro” ma la “quota su cui azioni di recupero potranno ragionevolmente avere più efficacia” si ferma a “51,9 miliardi”. E’ quanto ha detto l’Amministratore Delegato della società di riscossione Ernesto Maria Ruffini in audizione in Commissione Finanze della Camera, spiegando che “oltre il 43% è difficilmente recuperabile”. Ci sono infatti “147,4 miliardi dovuti da soggetti falliti, 85 da persone decedute e imprese cessate, 95 da nullatenenti”. Per altri “30,4 miliardi la riscossione è sospesa per i provvedimenti di autotutela emessi da enti creditori o sentenze dell’autorità giudiziaria”, ha proseguito poi Ruffini. Restano così 459,2 miliardi di cui oltre il 75%, 384,4 miliardi, si riferisce a contribuenti” rispetto ai quali Equitalia “ha già tentato invano in questi anni azione di riscossione”. “Altri 26,2 miliardi sono pagati a rate e “l’effettivo magazzino resideo” su cui agire “si riduce a 84,6 miliardi di cui circa 32,7 riferiti a posizioni non lavorabili per effetto delle norme a favore dei contribuenti”. Ruffini poi ricorda che Equitalia ha riscosso nel biennio 2015-2016 quasi 17 miliardi (16.996,2 milioni), il 16,85% in più rispetto al risultato registrato nel biennio precedente, quando gli incassi si erano fermati poco oltre i 14,5 miliardi (14.544,7 milioni). Nel 2016 la riscossione di Equitalia ha superato gli 8,7 miliardi (+6,17% rispetto all’anno precedente). ‘A oggi sono circa 21 milioni i contribuenti che risultano avere debiti a vario titolo con gli enti creditori che li hanno affidati a Equitalia per la riscossione’ – ha spiegato ancora Ruffini – Il 53% di questi contribuenti ha accumulato pendenze che non superano i mille euro’.


Corriere. 2017-04-06. Tasse, in 21 milioni hanno debiti con lo Stato. Equitalia: «817 miliardi di arretrati, quasi metà irrecuperabile»

Sono 21 milioni i cittadini con debiti con gli oltre 8 mila enti creditori per cui Equitalia esercita la riscossione. L’ad Ruffini: 74% dei contribuenti ha debiti sotto i 5 mila euro.

*

Ad oggi «ci sono circa 21 milioni di contribuenti che risultano avere debiti a vario titolo» con gli «oltre 8 mila enti creditori» per cui esercita la riscossione Equitalia. La fotografia degli italiani e il fisco arriva dall’ad della società pubblica di riscossione, Ernesto Maria Ruffini, in audizione in commissione Finanze alla Camera. Il manager ha sottolineato che «il 53% ha accumulato pendenze che non superano i 1000 euro», ma che «il 74% dei contribuenti ha debiti sotto i 5mila euro». L’ad di Equitalia – ente che nel biennio 2015-16 ha riscosso quasi 17 miliardi, rispetto a un consuntivo del biennio precedente di circa 14,5 miliardi, il 16,85% in più – ha sottolineato che i dati del «magazzino debiti residui» imporrebbero una «riflessione in ordine alle ragioni per le quali nel 2017 ancora si discuta della possibilità di riscuotere somme iscritte a ruolo dagli enti impositori oltre 15 anni fa».

Quasi 600 miliardi di tasse «irrecuperabili»

Il carico contabile residuo, affidato dagli 8 mila diversi enti creditori a Equitalia, dal 2000 a fine 2016, ammonta a 817 miliardi di euro. L’ad di Equitalia ha precisato che oltre il 43% della somma è «difficilmente recuperabile». Ruffini ha inoltre evidenziato che tra soggetti falliti o deceduti, imprese cessate, nullatenenti, provvedimenti di autotutela e pagamenti rateizzati, «l’importo di 51,9 miliardi di euro rappresenta la quota sulla quale le azioni di recupero potranno ragionevolmente avere più efficacia». Il valore di 817 miliardi «è già al netto – si legge nel documento depositato in Commissione da Ruffini – degli importi annullati con provvedimenti di sgravio in autotutela dagli stessi enti creditori in quanto ritenuto indebito (cioè non dovuto dai contribuenti), ovvero con decisioni dell’autorità giudiziaria».

Il «magazzino debiti» nello specifico

Il 43% indicato da Ruffini come di difficile recupero è stato così precisato: «147,4 miliardi di euro sono dovuti da soggetti falliti, 85 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate, 95 miliardi di euro da nullatenenti (in base ai dati presenti nell’Anagrafe tributaria), per altri 30,4 miliardi di euro la riscossione è sospesa per provvedimenti di autotutela emessi dagli enti creditori o sentenze dell’autorità giudiziaria. Residuano 459,2 miliardi di euro, di cui oltre il 75% (348,4 miliardi) si riferisce a contribuenti nei confronti dei quali l’Agente della riscossione, come è noto, ha già tentato invano, in questi anni, azioni di recupero esecutive e/o cautelari». L’ad ha aggiunto che «ulteriori 26,2 miliardi di euro sono oggetto di pagamenti rateizzati in essere» e che di conseguenza «l’effettivo magazzino residuo su cui poter presumibilmente svolgere azioni di recupero si riduce quindi a 84,6 miliardi di euro, di cui circa 32,7 miliardi sono riferiti a posizioni non lavorabili per effetto delle norme a favore dei contribuenti». E il risultato di questa lista lascia mano libera agli agenti di Equitalia su una quota di quasi 52 miliardi di euro.

La corsa alla rottamazione delle cartelle

Questo aggiornamento sulla situazione debitoria degli italiani permette di comprendere meglio il fenomeno del boom delle cartelle esattoriali in via di rottamazione, che in base ai dati elaborati da Equitalia fino al 23 marzo risultano pari a circa 500 mila, per un controvalore lordo di 8,3 miliardi di euro. La comunicazione di Ruffini fa supporre che il numero delle cartelle da rottamare possa crescere ancora, visto che le pratiche giù esaminate da Equitalia rappresentano a questo punto circa il 3% del totale dei contribuenti non in regola che potrebbero essere interessati alla sanatoria su aggi e interessi.

Tasse a rate: 6,5 milioni di istanze dal 2008

Altro dato interessante sul mondo delle tasse che gli italiani pagano (o dovrebbero pagare) è quello relativo alle rateizzazioni: «Da quando, nel 2008, la rateizzazione è stata affidata a Equitalia – ha detto l’ad della società pubblica di riscossione – sono state gestite complessivamente circa 6,5 milioni di istanze di dilazione, movimentando, in tutti questi anni, un valore di oltre 116 miliardi di euro».

Nel 2016 «quasi il 55%» di quanto riscosso da Equitalia, oltre 8,7 miliardi, «proviene da posizioni con debiti superiori a 100 mila euro e quasi il 10% da posizioni con debiti da 50 mila a 100 mila euro». Dalle tabelle consegnate in commissione emerge che le rate hanno inciso sui risultati della riscossione per il 53,7% (rispetto al 49,6% del 2015), portando incassi per 4,69 miliardi di euro.

Verso la riforma di Equitalia

Dal primo lugio, poi, Equitalia cambierà forma, trasformandosi in Agenzia delle entrate-Riscossione, come fissato dal decreto fiscale collegato alla manovra dello scorso anno. «Sulla riorganizzazione siamo assolutamente nei tempi – ha detto Ruffini – Abbiamo già effettuato e stiamo per completare la ricognizione delle competenze del personale e l’adozione dei regolamenti interni. Dal primo luglio sarà tutto operativo». La riforma, ha sottolineato, «aiuterà il fisco a raggiungere unicità decisionale e una più efficace funzionalità organizzativa. E gli adempimenti per i contribuenti saranno ridotti e semplificati».


Sole 24 Ore. 2017-04-06. Fisco, Equitalia: debiti per 21 milioni di contribuenti, il 53% sotto mille euro

A oggi sono circa 21 milioni i contribuenti che risultano avere debiti a vario titolo con gli enti creditori che li hanno affidati a Equitalia per la riscossione». Lo ha affermato l’amministratore delegato della società della riscossione Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell’audizione sul contrasto all’evasione fiscale in commissione Finanze alla Camera. «Il 53% di questi contribuenti – ha aggiunto – ha accumulato pendenze che non superano i mille euro». Ruffini ha spiegato che ad Equitalia sono affidati 817 miliardi di debiti da riscuotere, ma che «ragionevolmente» non si potrà recuperare più di 52 miliardi.

Nel 2015-2016 riscossi 17 miliardi, +17% su 2013-2014

Nel biennio 2015-16, ha riferito Ruffini, Equitalia ha riscosso quasi 17 miliardi (16.996,2 milioni), rispetto a un consuntivo del biennio precedente di circa 14,5 miliardi. Si tratta di una differenza positiva di circa 2,5 miliardi, il 16,85% in più. Nel 2016 la riscossione di Equitalia ha superato gli 8,7 miliardi (+6,17% rispetto all’anno precedente).

Equitalia: 817 mld debiti, interventi possibili su 52mld

Il “magazzino”, vale a dire i carichi residui da riscuotere affidati a Equitalia dal 2000 al 2016 «ammonta a 817 miliardi di euro» ha detto Ruffini, ma «la quota su cui azioni di recupero potranno ragionevolmente avere più efficacia» si ferma a «51,9 miliardi». Secondo l’ad di Equitalia, infatti, «oltre il 43%» dei debiti «è difficilmente recuperabile»: ci sono infatti «147,4 miliardi dovuti da soggetti falliti, 85 da persone decedute e imprese cessate, 95 da nullatenenti», ha spiegato. Per altri «30,4 miliardi la riscossione è sospesa per i provvedimenti di autotutela emessi da enti creditori o sentenze dell’autorità giudiziaria», ha proseguito poi Ruffini. Restano così 459,2 miliardi di cui oltre il 75% – cioè 384,4 miliardi – si riferisce a contribuenti rispetto ai quali Equitalia «ha già tentato invano in questi anni azioni di riscossione». Altri 26,2 miliardi sono pagati a rate e «l’effettivo magazzino residuo» su cui agire «si riduce a 84,6 miliardi, di cui circa 32,7 riferiti a posizioni non lavorabili per effetto delle norme a favore dei contribuenti».

Per 74% contribuenti debiti sotto i 5milaeuro

Il «74% dei contribuenti ha debiti sotto i 5mila euro» ha spiegato poi l’ad di Equitalia, secondo il quale servirebbe una «riflessione in ordine alle ragioni per le quali nel 2017 ancora si discuta della possibilità di riscuotere somme iscritte a ruolo dagli enti impositori oltre 15 anni fa». I debiti tra i mille e i 5mila euro rappresentano il 20,4% del totale, ha spiegato Ruffini, il 7,1% si trova tra i 5mila e i 10mila euro, l’11,9% tra 10mila e 50mila mentre appena il 3% ha debiti tra 50 e 100mila euro e un altro 4% deve al fisco oltre 100mila euro.

Dal 2008 rate a 6,5 milioni per un valore di oltre 116 miliardi

Ruffini ha inoltre sottolineato che «da quando, nel 2008, la rateizzazione è stata affidata a Equitalia, sono state gestite complessivamente circa 6,5 milioni di istanze di dilazione, movimentando, in tutti questi anni, un valore di oltre 116 miliardi di euro».

Quanto alle riscossioni, l’ad ha spiegato che nel 2016 «quasi il 55%» di quanto riscosso da Equitalia, cioè oltre 8,7 miliardi, «proviene da posizioni con debiti superiori a 100 mila euro e quasi il 10% da posizioni con debiti da 50 mila a 100 mila euro». Dalle tabelle consegnate in commissione Finanze emerge che le rate hanno inciso sui risultati della riscossione per il 53,7% (rispetto al 49,6% del 2015), portando incassi per 4,69 miliardi di euro.

Ruffini: confidenti che riforma Equitalia scatterà dal 1° luglio

Parlando della trasformazione della società di Agenzia delle entrate-Riscossione, fissata dal dl fiscale dello scorso anno al prossimo primo luglio, Ruffini ha detto che «sulla riorganizzazione siamo assolutamente nei tempi, abbiamo già effettuato e stiamo per completare la ricognizione delle competenze del personale, stiamo attuando l’adozione dei regolamenti interni che saranno attuati dal primo luglio». «Siamo confidenti – ha assicurato – che dal primo luglio sarà tutto quanto operativo».

Annunci

Un pensiero riguardo “Equitalia. ‘814 miliardi di arretrati, 53 quelli recuperabili.’

I commenti sono chiusi.