Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Austria rigetta piano immigrazione. Attenti alle polpette avvelenate.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-28.

Austria. Vienna. 001

L’effetto Schulz c’è stato, eccome! Solo esitando proprio all’opposto dei desiderata: un effetto paradosso.

Le elezioni di domenica scorsa in Saarland, per quanto parziali esse siano state, hanno indicato come anche il massimo nome del socialismo europeo non abbia potuto fermare il processo devolutivo della socialdemocrazia tedesca, che ha perso in termini percentuali, mentre Cdu ed AfD hanno avanzato. I Grüne non sono nemmeno riusciti a passare la soglia per essere rappresentati in parlamento.

In Austria i classici partiti tradizionali sono stati fortemente ridimensionati nelle scorse elezioni e l’Fpö alle presidenziali ha sfiorato il 46.7% dei voti validi. Al momento, l’Fpö è quotato al 30% delle propensione di voto. Le prossime elezioni politiche si terranno nell’ottobre 2018, tra circa un anno e mezzo.

I giochi sono ancora tutti aperti, ovviamente, ma Spö ed Övp, socialisti e conservatori rispettivamente, sono nelle ambasce. Lo spettro di andarsene tutti a casa li atterrisce e li terrorizza.

*

Lo “effetto Schulz” poi ha dato loro una mazzata nel cranio. Nemmeno l’ex Presidente del Consiglio Europeo è riuscito a fermare, almeno in Saarland, la devoluzione socialista. Eppure Herr Schulz aveva abbracciato molte delle tesi di AfD, rispolverato tutti i vecchi slogan della sinistra e della ultra-sinistra, copiando idee persino dalla Linke. Aveva promesso di tutto a tutti tranne l’unica cosa che veramente avrebbe fatto trionfare: scomparire.

Nulla da fare.

Quindi, per sequenziale conseguenza, Spö ed Övp abiurano tutte le idee sostenute in passato come verità assolute trasformandosi nei più destrorsi dei destrorsi dei partiti. Se quello che hanno detto ieri lo avesse detto l’Fpö li avrebbero crocefissi tutti.

«Austria is set to decide Tuesday to pull out of the EU’s migrant relocation scheme, sources said Monday after Defence Minister Hanz Doskozil’s proposal was welcomed by Interior Minister Wolfgag Sobotka»

* * * * * * * *

Si faccia molta, grande attenzione.

La posizione assunta gronda buon senso ed è l’unica ragionevole possibile, almeno al momento.

Il problema risiede nel pulpito da cui scende tale predica.

Pur di restare abbracciati all’unico vero scopo della loro vita, il potere esercitato di per sé stesso, pur mantenendo le stesse denominazioni del passato, Spö ed Övp si sono trasformate in partiti ultranazionalisti. Una miscela di termini che, mescolata con i residui socialisti, conduce alla fine al nazionalsocialismo di infausta memoria.

Una gran bella e succosa polpetta avvelenata.


Ansa. 2017-03-27. Austria verso disdetta ricollocamenti

BOLZANO, 27 MAR – Vienna potrebbe varare già domani il ritiro dal piano di ricollocamenti deciso dalla Ue. La proposta del ministro della Difesa Hanz Doskozil (socialdemocratici) è stata accolta dal ministro degli interni Wolfgag Sobotka (popolari). Secondo il ministro della Difesa, l’Austria ha “più che rispettato” gli obblighi europei.


Ansa. 2017-03-27. Migranti: Ungheria, Italia ci ricatta. Austria verso chiusura

BRUXELLES – ”L’Italia ci ha ricattati e continua a farlo facendo pressione politica su di noi e sul resto dei Paesi dell’Europa centro-orientale”. Lo ha detto il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, a Roma durante un incontro informale con alcuni media italiani, facendo riferimento alla ricollocazione dei migranti legata all’approvazione del bilancio Ue. ”Il governo Renzi – ha sottolineato Kovacs – ci dava lezioni su come applicare regole e rispetto dei valori Ue”. Oggi, ha aggiunto il portavoce dell’esecutivo guidato da Viktor Orban riferendosi al duro scontro dei mesi passati tra Roma e Budapest in merito alla ricollocazione dei migranti e alla minaccia italiana di utilizzare il diritto di veto sull’approvazione dei bilanci Ue, ”le cose non sono cambiate. Le pressioni politiche proseguono. Ma questa non è la strada giusta”.

Intanto Vienna potrebbe varare già domani il ritiro dal piano di ricollocamenti deciso dalla Ue. La proposta del ministro della Difesa Hanz Doskozil (socialdemocratici) è stata accolta dal ministro degli interni Wolfgag Sobotka (popolari). Secondo il ministro della Difesa, l’Austria ha “più che rispettato” gli obblighi europei. Vienna giustifica la decisione con il fatto di aver accolto negli ultimi due anni in proporzione “molto più domande d’asilo dell’Italia, ovvero 4.587 contro 1.998 domande per un milione di abitanti”. Il ministro ha inoltre evidenziato che “i profughi che in realtà dovrebbero trovarsi in Italia hanno presentato domanda d’asilo in Austria”, ribadendo il fenomeno dell’ingresso “illegale” di profughi dall’Italia verso l’Austria. Doskozil ha anche sottolineato che l’accordo terminerebbe comunque a settembre e che “l’Austria è uno dei paesi che porta maggior peso” nella questione dei flussi migratori. “Abbiamo fatto a sufficienza la nostra parte nella gestione umanitaria”, ha aggiunto. Il governo potrebbe varare già domani quello che – come è stato ribadito – “non è un’uscita dall’accordo Ue, perché l’Austria, visto gli impegni già presi, non sarebbe neanche più tenuta ad accogliere ulteriori profughi”.

“Sono 6000 i richiedenti asilo registrati in Italia e candidabili ai ricollocamenti, mentre quelli che possono essere ridistribuiti dalla Grecia sono 20mila”. Così il commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramopoulos alla conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri dell’Interno europei, specificando “che il numero può ancora aumentare”. “Non ci sono più scuse. Gli Stati membri devono attuare la politica dei ricollocamenti e con la primavera non c’è tempo da perdere”, ha detto Avramopoulos, spiegando che deve essere raggiunto “l’obiettivo mensile di 3000 trasferimenti dalla Grecia e 1500 dall’Italia”. Sulla riforma di Dublino “l’intenzione è quella di trovare un compromesso per la fine della nostra presidenza. Facciamo del nostro meglio per riuscirci, ma sta anche agli Stati membri”. Così il ministro dell’Interno maltese Carmelo Abela al termine dei lavori del consiglio Ue. Sulla “solidarietà non ci siamo ancora” avverte Abela, ricordando che la presidenza sta cercando di costruire il consenso attraverso consultazioni bilaterali con i Paesi.


Ansa. 2017-03-27. Austria to pull out of EU relocation

Bolzano, March 27 – Austria is set to decide Tuesday to pull out of the EU’s migrant relocation scheme, sources said Monday after Defence Minister Hanz Doskozil’s proposal was welcomed by Interior Minister Wolfgag Sobotka. Doskozil said Vienna had “more than respected” its European obligations.

    Vienna has been threatening to pull out of the scheme for some time citing “uncontrolled” migration into Italy. Doskozil said Thursday Austria would not take in refugees from Italy. “As long as there is illegal and uncontrolled immigration, and Austria is strongly hit, there can be no further legal away for asylum seekers,” he told the APA news agency. There were some 36,000 asylum applications in Austria in 2016 compared to Italy’s 120,000 or so, making Austria doubly affected compared to Italy in terms of population size.

Annunci

2 pensieri riguardo “Austria rigetta piano immigrazione. Attenti alle polpette avvelenate.

I commenti sono chiusi.