Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Italia. PD crolla al 26%. – Demopolis.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-24.

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– Crolla il Partito Democratico, cui la propensione di voto si attesterebbe attorno al 26%.

– M5S, con il 30% dei consensi e 195 deputati si confermerebbe essere il primo partito italiano.

– Se i partiti afferenti l’area di “destra” riuscissero a trovare una qualche forma di compattamento, sarebbero il secondo partito italiano con una percentuale attribuita del 29%.

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Alcuni commenti, tra i tanti possibili ed importanti.

– Le divisioni interne ed i perenni litigi fratricidi hanno esitato nella disaffezione degli elettori.

– PD e partiti di “destra” sono diventati espressione politica di classi di età anziane. Nulla hanno fatto per i giovani e nessun voto traggono da loro.

– La persecuzione giudiziaria nei confronti di M5S a Roma ha dato esito paradosso, richiamando voti sul M5S e sottraendoli al PD. La Magistratura politica ha solo reso simpatici i politici che sta vessando.

– Le posizioni assunte dal PD sui temi etici e morali della famiglia non solo non hanno procurato voti, ma hanno alienato fasce consistenti di consensi.

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L’Istituto Demopolis ha rilasciato il Barometro politico di marzo.

«Se si votasse oggi per le Politiche, il Movimento 5 Stelle conquisterebbe il 30% dei consensi, superando il Partito Democratico, che otterebbe il 26%. Lontani appaiono gli altri partiti, con la Lega al 12,8, Forza al 12% e Fratelli d’Italia al 5%. Al 4,6% i Democratici e Progressisti, al 3,2% Alternativa Popolare, al 2,5 Sinistra Italiana. Sotto il 2% le altre liste.

È la fotografia scattata dal Barometro Politico di marzo dell’Istituto Demopolis, in uno scenario nel quale torna a ridursi la partecipazione al voto. Dopo una ripresa registrata nei mesi scorsi, l’affluenza stimata si riduce oggi al 65%, 10 punti in meno rispetto alle elezioni del 2013. È un quadro, quello odierno, decisamente più frammentato, in cui la principale novità è costituita dall’area a sinistra del PD.

ll PD, in flessione dopo la sconfitta al Referendum e gli eventi delle ultime settimane, torna di fatto, con il 26%, sui livelli di consenso ottenuti alle Politiche del 2013. Il M5S diviene con il 30% primo partito, registrando un consenso analogo a quello conseguito nell’estate scorsa dopo i successi alle Amministrative. La soglia del 40%, in grado di garantire il premio alla Camera, è oggi decisamente lontana: e, in ogni caso, la maggioranza non sarebbe raggiungibile al Senato dove  si voterebbe oggi con un proporzionale puro su base regionale.

In base alla proiezione odierna effettuata dell’Istituto Demopolis, il Movimento di Grillo otterrebbe oggi alla Camera 195 seggi, il Partito Democratico 174. 82 seggi andrebbero a Salvini, 78 a Berlusconi. Sarebbero presenti a Montecitorio anche le altre 3 liste sopra il 3%: Fratelli d’Italia con 32 deputati, MDP con 30 e Alternativa Popolare con 21. Circa 6 seggi sarebbero attribuiti alle minoranze linguistiche.

Con questi numeri, la maggioranza di 316 seggi non sarebbe raggiungibile alla Camera da nessuno schieramento a chiusura delle urne.»

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