Pubblicato in: Geopolitica Militare, Geopolitica Mondiale

L’Ukraina chiede formalmente lo status di alleato esterno Nato.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-23.

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La Verkhovna Rada, il parlamento ukraino, ha approvato con un ridotto margine di maggioranza, 232 / 450, un appello indirizzato al Congresso degli Stati Uniti volto a farsi riconoscere lo status di principale alleato al di fuori della Nato. Il testo fa notare come questa concessione non dipenda dal Consiglio Nato, bensì dai soli Stati Uniti.

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Il problema è delicato e complesso.

Domandiamoci intanto chi, cosa e dove sia l’Ukraina.

Regno più che millenario, con una tradizione invidiabile, l’Ukraina ha conosciuto tempi di splendore, quando i suoi confini arrivavano a Mosca e Novgorod, così come conobbe la dominazione polacca, prima, e quindi quella russa.

Nell’attuale Ukraina, nelle regioni ad ovest si parla polacco, ungherese e rumeno, mentre in quelle orientali si parla il tataro di Krimea ed il russo. Alle differenze linguistiche corrispondono differenze di mentalità.

Da oltre quattro secoli la Russia considera l’Ukraina zona strategica per la sua difesa, ed infatti ha combattuto numerose guerra per assumerne il controllo.

Annessa forzatamente all’Urss, negli anni trenta subì l’Holodomor: lo sterminio sistematico per fame di oltre sette milioni di ukraini, i kulak. È impossibile che un ukraino posa dimenticare l’Holodomor.

Nel 1954, l’allora Segretario Generale Nikita Chruščëv annetteva all’Ukraina i territori russofoni e la Krimea, facendole assumere i confini attuali. Fu un’annessione amministrativa, ma contro natura dal punto di vista etnico, culturale e linguistico.

Nel 1990, con la caduta dell’Urss, l’Ukraina si dichiarò indipendente. Per sua disgrazia non si dette una struttura federale, comprendente uno stato a cultura polacca, uno stato orientale a cultura russa, la Krimea ed, infine, l’Ukraina vera e propria. Aveva posto le basi per severi contrasti e conflitti sociali.

Se la pacifica convivenza avrebbe potuto essere possibile, non resse alle pesanti interferenze di stati esteri.

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Adesso cerchiamo di ragionare, aiutandoci con la cartina.

I russi non permetteranno mai che l’Ukraina entri nell’orbita occidentale e, massimamente, che aderisca alla Nato. Il problema è geopolitico, ma anche militare. Se così fosse, sarebbe possibile schierare missili a testata nucleare in Ukraina, ossia in una zona che si incunea in profondità nel territorio russo. Ma i missile a gittata intermedia sono più difficilmente intercettabili dalla contraerea per i tempi ristrettissimi che intercorrono tra il loro rilevamento radar ed il loro impatto al suolo.

Per essere chiari, la Russia si sentirebbe così minacciata nella sua esistenza da ricorrere anche ad una guerra atomica globale. Ed anche al momento attuale, la possibilità che la Russia invada la Ukraina è tutt’altro che remota.

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Di ieri la richiesta dell’Ukraina al Congresso degli Stati Uniti.

Non sappiamo come potrebbe reagire l’Amministrazione Trump.

Sinceramente, ci si stupirebbe se concedesse lo status di alleato maggiore esterno alla Nato.


Agenzia Nova. 2017-03-22. Difesa: l’Ucraina ha chiesto agli Stati Uniti lo status di alleato esterno della Nato.

Kiev, 22 mar 14:59 – (Agenzia Nova) – Il parlamento ucraino (Verkhovna Rada) ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti un approfondimento sostanziale del partenariato per la sicurezza bilaterale tra i paesi e la concessione dello status di alleato maggiore esterno alla Nato. L’appello è stato sostenuto da 232 deputati necessari su 450, con una soglia minima di 226. Nella risoluzione si osserva che in contrasto con la domanda a lungo termine per ottenere l’adesione alla Nato la concessione dello status di principale alleato al di fuori della Nato è un diritto sovrano degli Stati Uniti e non richiede il consenso di tutti i paesi membri dell’Alleanza atlantica. Nel documento si afferma inoltre che lo status è riconosciuto agli stati che si trovano in aree diverse del mondo, come Australia, Nuova Zelanda e Giappone, così come paesi che sono sotto la minaccia di un’azione militare, come Corea del Sud, Afghanistan e Israele.

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