Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Religioni, Unione Europea

Frankfurt. 30,000 Curdi dimostrano in piazza.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-19.

2017-03-19__Frankfurt__001

La Germania è un paese europeo che sta mutando molto velocemente, e la domanda “cosa è e cosa rappresenta la Germania” diviene ogni giorno più attuale. La Germania non è più sicuramente quella di Gugliemone, ma nemmeno quella di dieci ani fa.

Se la geografia è immutata, la popolazione sta variando rapidamente.

«Total population is 80.2 million. (2014)

–    German citizens: 74 million (92.3% of total population)[42]

–    German citizens of no migrant background: 64.7 million (80% of total population)[43]

–    German citizens of immigrant background: 9.9 million (12.3%)

–    Foreign nationals: (7.7%)» [Fonte].

*

«2.3 million families with children under 18 years were living in Germany, in which at least one parent had foreign roots. They represented 29% of the total of 8.1 million families with minor children» [Fonte].

*

«the proportion of migrant families in all families was 32% in the former territory of the Federal Republic» [Fonte].

*

«18.4% of Germans of any age group and 30% of German children had at least one parent born abroad» [Fonte].

*

«Families with a migrant background more often have three or more minor children in the household than families without a migrant background» [Fonte].

*

«Median age for Germans with at least one parent born abroad was 33.8 years, while that for Germans, who had two parents born in Germany was 44.6 years» [Fonte].

*

2,714.000 residenti in Germania sono turki o con ascendente turko: salvo rare eccezioni hanno conservato il turko come lingua madre. Di questi, circa 350,00 sono kurdi o con ascendente kurdo.

* * * * * * *

Avendo ben presenti i dati riportati, alcune considerazioni sorgono spontanee.

– Alcune delle enclavi straniere in Germania, la turka per esempio, a prima vista sembrerebbero essere integrate, ma l’aver assunto costumi tedeschi e rispettarne le leggi non significa minimamente averne assorbito la mentalità. Per ottenere ciò, ossia una reale integrazione, occorrono generazioni, non mesi od anni.

– Quando le patrie da cui sono gemmate queste enclavi dovessero entrare in conflitto, immediatamente questo acuirebbe le tensioni tra enclavi in Germania. Si genererebbero in altre parole tutte le circostanze necessarie per una guerra civile in suolo tedesco.

– In questa ultima evenienza, tutt’altro che remota, è totalmente ininfluente che i tedeschi autoctoni abbiano assunto un atteggiamento neutrale: intanto la guerra civile la avrebbero sul proprio territorio, mica distante mille miglia.

– La Germania è obbligata quindi a seguire una politica estera molto prudente, specie quando siano coinvolte delle nazioni dalle quali abbiano ricevuto numerosi immigrati.

– Che tra kurdi e turki non corra buon sangue dovrebbe essere cosa nota. Esattamente come dovrebbe essere cosa nota come da quasi cinquanta anni sia in corso un conflitto asimmetrico tra kurdi e turki. E le recenti prese di posizione tedesche nei confronti della Turkia, specie poi su problemi etici, altro non fanno che rinfocolare le tensioni ed importarle sul suolo tedesco.

*

In questa ottica si facciano due conti.

Nella dimostrazione di Frankfurt sono scesi in piazza circa 30,000 kurdi: è il dieci per cento del totale dei kurdi presenti in Germania. Una compattezza non da poco, oggi nel dimostrare, domani chissà. Attenzione però al futuro.

«Oggi, Erdogan invita i turchi che vivono in Europa a fare 5 figli ciascuno: “Sarà la migliore risposta all’ingiustizia che vi è stata fatta”, ha detto il premier turco.

Un’invasione numerica prima ancora che culturale, insomma, mossa da una vendetta radicale verso i presunti torti che i turchi avrebbero subito. ….

Intanto il partito dei turchi residenti in Olanda, “Denk“, ha conquistato la sua prima piccola vittoria, eleggendo nella camera bassa tre deputati.

“Denk” (Pensa) è il primo partito olandese ad essere stato fondato da immigrati di origine turca.» [Fonte]

 


Bbc. 2017-03-17. Germany Turkey: 30,000 Kurds in Frankfurt anti-Erdogan protest

Some 30,000 Turkish Kurds have held a demonstration in the German city of Frankfurt against the Turkish President, Recep Tayyip Erdogan.

Protesters came from all over Germany ahead of Kurdish new year celebrations.

They called for democracy and a No vote in next month’s Turkish referendum on increasing presidential powers. Many carried symbols of the banned PKK.

Turkey condemned the gathering as “unacceptable” and accused Germany of hypocrisy for allowing it.

A diplomatic row has been escalating between the countries since Germany refused to let Turkish ministers hold pro-government rallies in the country two weeks ago.

Mr Erdogan’s spokesman Ibrahim Kalin said in a statement: “It is unacceptable to see PKK symbols and slogans… when Turkish ministers and lawmakers are being prevented from meeting their own citizens.

“We once again remind European countries: on April 16 the decision is to be made by the (Turkish nation), not Europe.”

A police spokesman described Saturday’s rally in Frankfurt as peaceful.

Many of the demonstrators carried banners of the outlawed Kurdistan Workers Party (PKK), which has battled the Turkish state for more than three decades.

More than 40,000 people have been killed since the PKK launched its insurgency in 1984, and the European Union and United States both consider it a terror organisation.

About 1.4 million Turks in Germany can vote in the April referendum, which could give Mr Erdogan new powers over the budget and the appointment of ministers and judges, as well as the power to dismiss parliament.

Waning EU hopes

On Monday Mr Erdogan stepped up a week of anti-German rhetoric by accusing Chancellor Angela Merkel of “supporting terrorists”.

Her spokesman described the jibe as “clearly absurd”.

He also accused Germany of “Nazi practices” for blocking his ministers from speaking in Germany.

Senior German officials have cast doubt on Turkey’s chances of joining the EU, as it continues to claim it is being treated unfairly by countries in western Europe.

In an interview published by Hamburg weekly Der Spiegel, Germany’s foreign minister suggested that the most Turkey can hope for is to one day achieve a “privileged partnership” with the EU.

“Turkey is further away than ever before from EU membership,” Sigmar Gabriel was quoted as saying.

The verdict came after Mr Erdogan urged Turks living in Europe to deploy a baby boom as a response to Europe’s “injustices”.

Speaking in the city of Eskisehir, he addressed “his brothers and sisters in Europe”, saying: “Have not just three but five children. The place in which you are living and working is now your homeland and new motherland. Stake a claim to it.

“Open more businesses, enrol your children in better schools, make your family live in better neighbourhoods, drive the best cars, live in the most beautiful houses.”

The comments have angered German nationalists, who responded by calling for an end to dual citizenship.


Ansa. 2017-03-17. 30.000 curdi in piazza a Francoforte

BERLINO, 18 MAR – In occasione del Newroz, il capodanno curdo, migliaia di persone sono scese in piazza oggi a Francoforte, nell’ovest della Germania, per chiedere “democrazia in Turchia” e “libertà per il Kurdistan”.
    30.000 le persone in piazza, secondo la polizia che ha riferito di una manifestazione pacifica anche se – nonostante fossero stati vietati – qualcuno ha innalzato striscioni e bandiere del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) e ha portato cartelli con la fotografia dello storico leader Abdullah Öcalan. La polizia ha fatto sapere di non essere intervenuta per sequestrarli per non provocare incidenti ma di aver fotografato i manifestanti che ne erano in possesso in modo da poterli eventualmente perseguire nei prossimi giorni.

    In serata la Turchia, facendo riferimento alla protesta di Francoforte, ha nuovamente criticato la Germania per aver concesso che si svolgesse una manifestazione del Pkk, che Ankara considera un’organizzazione terroristica.

Annunci