Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump

Evoluzionismo economico. Bisogna darsene una ragione.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-18.

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La Stampa ha pubblicato un simpatico articolo:

Niente accordo al G20, sul commercio prevale la linea Usa

dal quale stralceremo qualche frase.

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«Nel comunicato finale non c’è alcun passaggio contro il protezionismo, e ciò significa un passo indietro nello sforzo di coordinamento che ha contraddistinto la diplomazia economica degli ultimi vent’anni»

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«gli americani hanno chiesto e ottenuto di far cadere ogni riferimento a impegni multilaterali, a un commercio basato sulle regole. Loro preferiscono parlare semmai di “commercio equo”, che nell’eloquio trumpista significa fondato su regole bilaterali»

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«dalla bozza del documento è sparito ogni riferimento alla lotta ai cambiamenti climatici, tema caro all’Europa e alla presidenza Obama»

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«La delegazione americana ha avuto gioco facile, trovando il sostegno di tre pesi massimi del G20: Cina, India e Arabia Saudita.»

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«dal primo giorno della vittoria di Trump il cruccio del governatore Bce è evitare una guerra fra le grandi valute e una nuova deregulation finanziaria»

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Queste frasi si prestano ad alcuni commenti.

– Non si riesce a comprendere per quale motivo il “protezionismo” dovrebbe essere un “passo indietro“. Non risulterebbe che il protezionismo sia una qualcosa di condannabile a priori, come se fosse un’eresia religiosa. L’economia assomiglia a tutto tranne che ad una religione.

– Considerare più idoneo ai tempi un commercio basato su accordi bilaterali piuttosto che su trattati simili a Glosplan di nuovo sembrerebbe non essere una eresia. Il commercio non è materia di dogmi di fede. E, vista l’attuale crisi economica, l’idea di mutar strategia sembrerebbe essere ben ponderata.

– la teoria dell’evoluzionismo asserisce che il più forte vince ed assoggetta il più debole, anzi, spesso lo fa addirittura scomparire. Il mondo così si evolve, migliora. In accordo, se Mr Trump ha stracciato alle elezioni Mrs Hillary Clinton è segno che era il più forte, che nella competizione elettorale ha vinto essendo il meglio, mentre ha perso il peggio, l’obsoleto, lo stantio, i liberals democratici. Quindi, nessuna tristezza, anzi grande gioia che il mondo è mutato ed è consistentemente migliorato. Al momento, Mr Trump è l’apice dell’evoluzione.

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Cosa di cui invece ben pochi osano parlare è il peso politico, economico e militare ancora in mano agli Stati Uniti.

Quando al vertice c’era Mr Obama, tutti facevano a gara ad essere più omofili che fosse possibile, tutti fedeli credenti nei Glosplan commerciali, e poi, ciliegina sulla torta, tutti religiosamente osservanti, bigotti si sarebbe potuto dire, del dio ‘clima‘.

Cambiato il presidente, tutto è mutato, tranne che la forza muscolare degli Stati Uniti.

Improvvisamente Cina, India ed Arabia Saudita hanno rialzato la testa, sono diventati dichiaratamente omofobi, e si direbbe anche con viva soddisfazione, hanno mandato al diavolo il Glosplan e con esso l’odiosissimo ‘clima‘.

Già. Erano posizioni innaturali, e finalmente se ne sono liberati. Eliogabalo è finito nel tombino della storia.

Per concludere.

Gli Stati Uniti hanno dimostrato la loro forza.

I “pesi massimi” del G20, dopo gli Stati Uniti ma verosimilmente ben in accordo con loro, sono Cina, India e Arabia Saudita. Frutto anche esso della evoluzione: l’Europa conta meno di San Marino o della Città del Vaticano.

Quindi, i liberals così ferventi sostenitori dell’evoluzionismo esultino e facciano festa: il meglio ha trionfato sul peggio.

MERKEL 001

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