Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Politici

Francia. Le nuove oubliettes, il ‘dimenticatoio’.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-17.

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I romani avevano una speciale condanna, riservata solo a persone di rilievo cadute in disgrazia: quasi sempre persone dipinte come la personificazione del male.

«Damnatio memoriae è una locuzione in lingua latina che significa letteralmente condanna della memoria. Nel diritto romano indicava una pena consistente nella cancellazione della memoria di una persona e nella distruzione di qualsiasi traccia che potesse tramandarla ai posteri, come se non fosse mai esistita. Si trattava di una pena particolarmente aspra riservata agli hostes, ossia ai nemici di Roma e del Senato, reali o presunti o divenuti tali dopo essere caduti in disgrazia del potere politico. L’efficacia della damnatio memoriae era favorita dalla disponibilità limitata di fonti storiche in età antica.» [Fonte]

Ma gli esseri umani sono sempre stati contraddittori.

Commodo, per esempio, dapprima subì la damnatio memoriae, ma dopo poco, mutato il clima politico, su eletto fino all’apoteosi, ossia all’attribuzione di onori divini dopo morte.

Diciamo pure che gli esseri umani sono molto spigliati nell’emettere sentenze e giudizi morali.

Il potere è spietato, se no non sarebbe il potere: quindi quanti abbiano il potere e non lo esercitino, lo perdono. E gli egemoni questo lo sanno più che bene.

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Ma non ci si creda che questo tipo di condanna sia stato in auge solo in Roma.

I francesi hanno un’espressione che ha pervaso il mondo: “tomber aux oubliettes“: cadere nell’oblio.

«Oubliettes was the name given to little prisons found in medieval castles»

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«They were located deep beneath the chateau, and were places where lords used to lock up their enemies or those who disobeyed their orders, without giving them any food or water»

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«They were left to starve to death, abandoned in the dark and completely forgotten»

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Il termine italiano “oblio” deriva da quello francese Oubliettes.

Non è storicamente esatto asserire che le oubliettes avessero origine medievale: furono usate estesamente a partire dal rinascimento.

Chi non ricorda Giulio d’Este, imprigionato nel 1506 nella Torre dei Leoni, donde ne uscì 54 anni dopo: nessuno sapeva che mai fosse esistito? Ma cinquantaquattro anni di isolamento totale segnano qualsiasi mente e qualsiasi psiche.

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Le cose si complicarono alquanto con l’avvento di Hegel.

Questo filosofo prussiano postulava il divenire dell’essere, quindi un’ascesa seguita alla fine dal’immancabile scomparsa. Scomodissima asserzione, che i suoi epigoni si affrettarono a rimodellare.

L’ascesa propria sarebbe stata eterna, se fosse stata eterna la scomparsa dei nemici. Per accedere all’eternità basta solo sopprimere i nemici, fisicamente prima, nella memoria dopo. Se esistono solo gli egemoni, diventa impossibile che scompaiano, a meno che non si suicidino.

Di qui il dramma esistenziale dei liberals americani nei confronti di Mr Trump e de socialisti ideologici europei nei confronti dei vari Geert Wilders e Marine Le Pen.

L’aspetto tragico insito in un simile enunciato è che alla fine la gente credette che fosse vero. I liberals ne erano convinti, con cnvinzione maggiore di quella di un integralista islamico.

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L’illuminismo, l’idealismo dialettico e quello storico, il comunismo ed il socialismo suo succedaneo, il concetto stesso dei liberals democratici si fonda sulla damnatio memoriae del passato, unico mezzo possibile per giustificare la propria esistenza.

Le idee ed i regimi del passato erano così terribili, così violenti, così odiosamente insopportabili, che nulla di quello che è fatto ora è sufficientemente abbietto pur di non ricadere in quel passato.

Di qui consegue, inter alias, la damnatio memoriae del medioevo e del rinascimento.

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È facilmente comprensibile che i socialisti francesi, e non solo loro, guardino con astioso rancore all’emergere di movimenti di pensiero e politici che si rifanno al retaggio religioso, storico, culturale e sociale delle nazioni, pur rivivendolo in chiave attuale.

Tutte le forze che al momento sono al potere, abbandonate le diatribe ideologiche, sono obbligate per loro natura ad una Conventio ad excludendum nei confronti del nuovo emergente, che vorrebbero far cadere nell’oblio.

Prepariamoci quindi.

Nei prossimi anni il quadro politico europeo sembrerebbe essere caratterizzato da incestuose ammucchiate di tute le forze élitarie coagulate dalla terrifica paura di perdere il potere, e con esso il proprio sostentamento.

E prepariamoci anche che, qualora le forze politiche tradizionali minacciassero di scomparire, come i socialisti in Francia ed i laburisti in Olanda, entranno direttamente in campo gli uomini fedeli al grane vecchio. Macron in Francia è l’esempio lampante di devoto proselito di banca Rothschild.

Tutto diviene nel tempo, come asseriva il buon Eraclito di Efeso nel suo disprezzo per il volgo urlante come “branco di cani“.

«La vicenda cosmica in tutti i suoi aspetti e nelle sue incessanti trasformazioni è infatti regolata da una misura. La mobilità del tutto non è un divenire casuale o disordinato, ma è regolata secondo ritmi precisi».

Sarebbe utopistico che la devoluzione socialista si attui in un baleno: tutto richiede il suo tempo, come ben prima aveva argomentato Qoelet.


The Connexion. 2017-03-13. The French phrase that you will not want to forget

The French phrase meaning ‘to fade into oblivion’ has its origins in the dark and dirty underground prisons of medieval France.

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The French expression tomber aux oubliettes, referring to something that gets forgotten about, goes way back, to the Middle Ages.

Oubliettes was the name given to little prisons found in medieval castles. They were located deep beneath the chateau, and were places where lords used to lock up their enemies or those who disobeyed their orders, without giving them any food or water.

They were left to starve to death, abandoned in the dark and completely forgotten.

For a long time, tales of these oubliettes terrified people. They were described as awful, cold rooms, where prisoners lost their minds and screamed for mercy without being heard. Some stories were made yet more horrific by the addition of rats and insects.

Historians, however, beg to differ – most believe the horror of the oubliette was exaggerated. They say that they were prisons just like any others.

Used by conjugating oubliettes with the verb ‘tomber’, the expression nowadays is used to refer to something that has been forgotten or neglected, falls by the wayside, fall through the cracks or is cast aside. It is also used to refer to something that remains deep down in one’s memory and thoughts.

‘Fade into oblivion’ would be a good translation.

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