Pubblicato in: Cina, Persona Umana, Politica Mondiale

Cina. Durissima risposta al report Usa sui ‘diritti umani’.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-03-07.

Pechino-Città-Proibita-da-Piazza-Tiananmen

Ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria.

Questo è un principio della fisica che si applica alla perfezione anche ai rapporti umani.

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Da otto anni l’Amministrazione Obama aveva assunto l’iniziativa di redigere un report pubblicato a cadenza annuale, il Country Reports on Human Rights Practices, cui dare risonanza mondiale.

Questo report dettagliava quanto ciascuno degli stati esistenti fosse o meno coerente con ciò che l’Amministrazione Obama definiva essere i “diritti umani“. Erano, e sono tuttora, giudizi tranchant, emessi per di più senza possibilità di contraddittorio.

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Da un punto di vista teoria e logico formale, etica e morale sono materia oggettiva, non soggettiva. Se infatti potessero esistere più etiche o più morali, essere sarebbero in contraddizione vicendevole, e la contraddizione è segno evidente di falsità. Di conseguenza, non può esiste che una ed una sola etica, una ed una sola morale.

Questo semplice ragionamento evidenzia la fallacia di ciò che i liberals democratici americani considerano essere i “diritti umani“, da loro ritenuti essere soggettivi. Essi infatti includono in tale categoria logica tutta una serie di asserzioni da loro ritenute essere indimostrati ed indimostrabili “diritti umani“. È una loro visione squisitamente soggettiva, che vale allora tanto quanto una che la contraddicesse in toto.

Anche se gli esempi dovrebbero essere alieni dai ragionamenti teorici, potremmo ricordare come, per esempio, la democrazia intesa come suffragio universale sia nella storia solo uno dei tanti modi eticamente corretti di reggere i popoli. Un altro chiaro esempio inerisce l’etica e la morale sessuale, nell’ambito delle quali i liberals postulano l’esistenza di assiomi da loro ritenuti essere di carattere generale, ma che sono invece contraddittori e conflittuali. E la loro principale contraddizione è la negazione del diritto alla vita. Ma senza vita, non esiste altro che il ricordo, se mai riuscise a sussistere nel tempo.

In poche parole, i così detti “diritti umani” esistono solo nella mente dei liberals e sono praticati solo dove essi siano direttamente od indirettamente al governo. Per esempio, l’Amministrazione Trump non li condivide affatto, e con lei la maggioranza del popolo sovrano che la ha eletta. Infine, non esistono diritti senza i relativi doveri: anzi, è l’adempimento di un dovere che conferisce un diritto.

Per esempio: prima si versino i conributi pensionistici e poi, dopo e solo dopo ciò, si acquisisce il diritto a percepire la pensione pattuita.

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Da un mero punto di rapporti di forza, gli Stati Uniti rendono conto di circa un ventesimo della popolazione mondiale. Con 18.6 trilioni di Usd di pil, rendono conto del 24.6% di quello mondiale, fatto che li pone come primaria potenza economica, ma molto ben lontana da quando agli inizi degli anni sessanta gli Usa costituivano il 70% del pil mondiale. Dal punto di vista militare, gli Stati Uniti sono una delle due superpotenze atomiche, ma anche una delle tante nazioni dotate di tali armi. Ma, a partire dalla guerra del Vietnam, hanno sicuramente vinto molte battaglie, ma alla fine hanno perso militarmente e politicamente le guerre. Trenta anni or sono il Mare Cinese del Sud era un loro lago personale, dal quale sono oggi praticamente banditi.

In poche parole di riassunto, non hanno più la forza di imporre i propri voleri.

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In questo contesto il Country Reports on Human Rights Practices si pone come eticamente e moralmente inconsistente e, per di più, politicamente molto inopportuno.

«La Segreteria di Stato degli Stati Uniti d’America si occupa, o dovrebbe occuparsi, della conduzione della politica estera della nazione. Un report che esprima considerazioni su nazioni sovrane è un evento di politica estera a carattere unilaterale: la sua pubblicazione potrebbe anche produrre reazioni avverse, sempre che agli Stati Uniti competa il compito di giudicare il mondo.

Già: chi mai avrebbe dato agli Stati Uniti il diritto di giudicare? E sono molte le nazioni che si pongono questo quesito, esattamente come si pongono la domanda se poi l’Occidente rispetti i diritti fondamentali dell’uomo. Infatti, gran parte del resto del mondo la pensa in modo opposto a come la sta pensando l’Occidente.» [Fonte]

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I liberals democratici, sparuta minoranza politica ancorché ancora occupante alcuni importanti centri di potere, ha reagito con grande clangore al fatto che il Segretario di Stato, Mr Tillerson, non abbia presentato i Report in prima persona e con enfasi.

«Rex Tillerson said he wanted to see facts before criticizing countries such as Saudi Arabia and the Philippines».

Invero, non sembrerebbe destituita di sano buon senso la posizione assunta dal Segretario di Stato di voler prima esaminare i fatti e poi, dopo adeguata analisi e ripensamento, esprimere giudizio, se mai fosse da esprimersi.

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Il risultato in ogni caso è stato immediato, e le critiche piovute sul Report pienamente giustificate.

«China on Monday questioned the findings of a United States human rights report and cautioned against using the issue of human rights to interfere in China’s internal affairs»

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«The U.S. State Department released an annual report on global human rights Friday, which pointed a finger at China and some other countries»

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«Foreign Ministry spokesman Geng Shuang voiced firm opposition to the “2016 Country Reports on Human Rights Practices,” which he said was full of unfounded accusations and prejudice»

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«China holds that countries should have dialogue and exchanges with one another on human rights on the basis of equality and mutual respect»

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«Geng dismissed the false accusations and stressed that the United States has no right to intervene in the internal affairs of China»

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Non sarà sfuggito a nessuno il fatto che il Ministero degli Esteri cinese abbia risposto non per voce del Ministro, bensì tramite un semplice portavoce: da un punto di vista diplomatico un ceffone a piena mano. Né sarà sfuggito che nomina il U.S. State Department , non certamente Mr Tillerson. Una sottigliezza per il volgo, un oceano di differenza in diplomazia.

Poniamoci allora una domanda.

Ha poi così grande importanza andare a cercarsi inimicizie per nulla?

Tanto poi, alla fine, ci si deve ben sedere attorno ad un tavolino e trattare, con reciproco beneficio ed accordo. Come dicono i cinesi: «on the basis of equality and mutual respect».


China Org. 2017-03-07. China rejects US criticism on human rights

China on Monday questioned the findings of a United States human rights report and cautioned against using the issue of human rights to interfere in China’s internal affairs.

The U.S. State Department released an annual report on global human rights Friday, which pointed a finger at China and some other countries.

Foreign Ministry spokesman Geng Shuang voiced firm opposition to the “2016 Country Reports on Human Rights Practices,” which he said was full of unfounded accusations and prejudice.

China has lodged solemn representations with the U.S. side, Geng said at a regular press conference.

He said anyone free of political bias about China’s human rights situation would not deny the remarkable improvements since the founding of the People’s Republic of China.

China holds that countries should have dialogue and exchanges with one another on human rights on the basis of equality and mutual respect, Geng said.

He urged the United States to view China’s human rights situation in an objective and fair manner and stop using the issue to interfere in China’s internal affairs.

Regarding the report’s accusations about the human rights situation in the Hong Kong and Macao special administrative regions, Geng dismissed the false accusations and stressed that the United States has no right to intervene in the internal affairs of China.

Since the return of Hong Kong and Macao, the “One Country, Two Systems” policy and the Basic Law have been implemented comprehensively, and Hong Kong and Macao residents enjoy full rights and freedom in accordance with the law, said Geng.

These are well-established facts and cannot be called into question, he added.

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