Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Il muro turko-siriano completato per 290/511 km.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-02-27.

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L’unico modo efficace, ed anche doveroso, per risolvere il problema dei migranti sarebbe quello di smettere di fomentare guerre, rivoluzioni e miseria nei loro paesi di origine. È inutile illudersi: fino a tanto che i governi occidentali continueranno a finanziare ribelli di ogni sorta e tipo, governi fatiscenti e surreali, impedire il regolare sviluppo economico dei paesi medio – orientali ed africani, un elevato numero di persone cercherà in ogni mezzo di sottrarsi a quell’inferno.

Ondata migratoria sostenuta anche, sia pur al momento parzialmente, dal fatto che mentre l’Europa è senescente i paesi islamici hanno una larga quota di giovani: l’emigrazioni ha anche una sua componente di pressione demografica.

Si aggiunga infine che questo flusso migratorio richiama una quota di non indifferente portata di migranti economici, ossia di persone che non cercano di fuggire da teatri bellici, bensì dalla miseria.

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L’intero fenomeno è reso ancor più complesso dal fatto che liberals americani e sinistre europee hanno fatto della migrazione un cavallo da battaglia politica. Sono loro che fomentano, indirizzano, guidano i fenomeni migratori. Molte le motivazioni.

Islamizzare l’Europa è un progetto ben chiaro, volto sia a rimpiazzare le perdite numeriche della popolazione senescente del vecchio continente, sia soprattutto per imporre una visione multiculturale che contrasti ed avversi la tradizione religiosa, storica, culturale e sociale delle nazioni europee. La migrazione islamica è utilizzata come arma di distruzione di massa.

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Siamo chiari.

Fino a tanto che i liberals democratici occuperanno ruoli politicamente rilevanti delle strutture pubbliche e fino a tanto che le sinistre ideologiche saranno al governo in paesi europei il problema dei migranti non potrà mai essere risolto.

Sono loro i fomentatori, i patroni e, cosa non da poco, i beneficiari.

Sicuro: i migranti sono un business non da poco. Una marea di fondi pubblici si è riversata su tutte le organizzazioni non governative che ufficialmente dovrebbero “assistere” i migranti.

Con tecnica semplice quanto ripetitiva, si fonda una ong dal nome altisonante ed umanitario. Immediatamente governi ed enti internazionali la riconoscono come interlocutore privilegiato, e la finanziano con regale munificenza, con fondi pubblici, ovviamente. Queste satrapie sono stipendifici di alto livello, che costituiscono un tessuto oltremodo resistente ad ogni possibile cambiamento. I loro quadri direttivi si rinnovano per cooptazione, i loro bilanci sono oscuri, le loro azioni sordide.

Senza mutamento del quadro politico, esse continueranno a parassitare il sistema occidentale.

Al tutto si aggiunga la beffa.

Human Rights Watch, quattro ricchissimi gatti spelacchiati con emolumenti da Alì babà ed i suoi quaranta ladroni, è presentata dalla stampa liberals come voce popolare, indignata di quanto stia accadendo.

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Non ci si stupisca quindi se la Turkia adesso si stia costruendo un fence, un muro, al confine con la Siria.

Non è un muro contro i migranti: è un vallo contro i liberals e le sinistre europee.


Deutsche Welle. 2017-02-26. Turkey builds more than half of Syrian border wall

Turkey has completed more than half of a planned 511-kilometer wall along its border with Syria. The government says it will improve security, but rights groups warn refugees fleeing war will be stuck on the Syrian side.

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Turkey has erected 290 kilometers (180 miles) of a planned 511-kilometer (317 miles) “security wall” along its border with war-torn Syria, local media reported on Sunday, quoting the head of the body building the structure.

The wall is made from portable concrete blocks each weighing seven tons. The blocks are 2-meters thick (6.5-foot) at the base and 3-meters (10-foot) high, topped by a meter of razor wire. Along the entire wall roads are being built for military patrols and watch towers are being erected.

Ergun Turan, the head of the massive state housing developer TOKI that is tasked with building the wall in coordination with the defense and finance ministries, said the wall stretches along border sections in Hatay, Kilis, Sanliurfa, Mardin, Sirnak and Gaziantep provinces.

He said the portable nature of the blocks would allow Turkey to move them in the future when the security situation improves.

Turkey shares a 911-kilometer (566 miles) border with Syria. Ankara is concerned about the Syrian Kurdish YPG militia and has been under pressure from the United States and Europe to seal its porous southern border, which has been used by the so-called “Islamic State” (IS) and other rebel groups for smuggling weapons, supplies and fighters. After a military intervention into northern Syria in August, the Turkish military and allied rebel groups cleared IS from a section of the border.

However, human rights groups have voiced concern the wall will trap Syrian civilians fleeing conflict on the other side of the border, at a time Turkey tightens its open door refugee policy. Human Rights Watch and other groups have documented security forces shooting on fleeing civilians.

Seeking to stem migration to Europe, the EU has remained largely silent about the wall’s impact on refugees. 

Turkey has taken in more than three million Syrian refugees.

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