Pubblicato in: Problemi militari, Putin, Senza categoria

Russia. Barguzin porta sei RS-24 Yars ICBMs da 10 testate l’uno.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-02-27.

1_RG_44,375

Quando l’Ammiragliato chiese all’ammiraglio Horatio Nelson, duca di Bronte, di quante navi avesse bisogno per vincere la quadra francese, si sentì rispondere che solo il numero annienta.

I russi questo concetto lo hanno capito più che bene.

A tutto il 2016 i russi dovrebbero poter disporre di circa 326 missili balistici intercontinentali, armati con almeno 1,050 testate sempre pronte per il lancio.

Negli ultimi anni il Presidente Obama, di accordo con Mr Hollande e Frau Merkel, hanno collocato su schieramento avanzato il Prompt Global Strike della Nato. Mossa da molti ritenuta essere molto azzardata, oltre che minacciosa nel cuore stesso della Russia.

La Russia si è sentita immediatamente minacciata, ed ha sia ricollocato il proprio arsenale atomico, sia lo ha ammodernato in modo consistente con notevole rapidità.

Ci vorrà molto tempo e pazienza per ritornare ad uno status ante che sia meno pericoloso.

In ogni caso, di fronte ai nuovi sistemi d’arma russi, gli aumenti del budget militare varati dai tedeschi fanno ridere i sargassi.

* * *

«Commentando i recenti successi del test di lancio del missile balistico intercontinentale russo dell’avanzato complesso missilistico strategico su rotaia Barguzin, i media tedeschi hanno lanciato un allarme, definendolo “incubo”, tuttavia osservando che si tratta della risposta all’aggressività occidentale ai confini della Russia»

*

«Incubo»

*

È di questi giorni la notizia che stanno per diventare operative delle nuove unità mobili di lancio di missili balistici a testata multipla.

Le rampe mobili di lancio sono sicuramente più vulnerabili delle postazioni in silos, ma essendo mobili dovrebbero riuscire abbastanza bene a farsi localizzare dagli avversari con molta maggiore difficoltà.

Le unità mobili dovrebbero essere almeno cinque. Un totale quindi di trecento testate.

«Le forze missilistiche strategiche russe, poche ore fa, hanno effettuato un test lanciando con successo un RS-24 ‘Yars’. Il nuovo missile balistico intercontinentale è stato lanciato da una rampa mobile, dal centro spaziale di Plesetsk.

Il test è stato confermato dal Ministero della Difesa russo.

Le testate hanno colpito con successo il bersaglio designato presso il Kura Test Range, un’area nella penisola di Kamchatka utilizzata fin dagli anni 50 per testare gli Icbm russi.

L’RS-24 ‘Yars’ (nome in codice Nato SS-29) è un missile balistico intercontinentale di quinta generazione. E’ una versione aggiornata del missile balistico ‘Topol-M’ ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia.

L’RS-24 è dotato di una testata Mirv (verosimilmente Marv) in grado di trasportare testate multiple indipendenti progettate per eludere tutti i sistemi di difesa missilistica esistenti e colpire bersagli ad una distanza massima di dodici mila chilometri con un errore di 50 metri.

La divisione Teikovo, nella Russia centrale, è stata la prima a ricevere nel settembre del 2012 i nuovi missili di quinta generazione con due reggimenti e 18 missili pronti al combattimento. Altri due reggimenti mobili equipaggiano la 39a Guards Rocket Division, a Novosibirsk, in Siberia, mentre la 28th Guards Rocket Division, a Kozelsk, nella Russia centrale è stata equipaggiata con la versione “silo-based”. Sarebbero meno di cinquanta gli SS-29 fino ad oggi schierati.

La Russia prevede di aumentare la spesa annuale sulle armi nucleari di oltre il 50 per cento nei prossimi tre anni per un investimento complessivo di 1,4 miliardi di dollari entro il 2016. Il Ministero della Difesa ha già annunciato il ritiro di quasi tutti gli ormai obsoleti Icbm come gli SS-18 ‘Satan’, SS-19 ‘Stiletto’ e SS-25 ‘Sickle’ (Topol) e sostituirli con gli SS- 27 ‘Sickle-B’ (Topol-M) e RS-24 ‘Yars’ missili entro il 2021.

Entro il 2016, l’80 per cento delle Forze Missilistiche Strategiche russe sarà composta da ‘Yars’ e ‘Topol-M’. Mosca dispone attualmente di 326 missili balistici intercontinentali con circa 1.050 testate pronte al lancio (Mirv-Marv).»  [Fonte]

*

«Le vetture sono così solide che possono resistere all’esplosione di una testata nucleare ad alcune centinaia di metri di distanza. Un treno può operare per un mese in modo autonomo e percorrere 1000 chilometri al giorno.»

*

Questa è una delle risposte che la Russia ha messo in campo in risposta al collocamento avanzato del Prompt Global Strike da parte della Nato.

Prima di agire, forse sarebbe sempre opportuno ragionare a fondo sulle reazioni che si evocano.


National Interest. 2017-02-26. Russia’s Nuclear Missile ‘Death Train’ Arriving in 2019

Russia will test-fire an ICBM from a missile-equipped “death train” in 2019, according to Russian media.

The Barguzin “railroad combat complex,” or BZhRK, will be armed with six RS-24 Yars ICBMs, a fifty-five-ton missile that reportedly carries up to ten nuclear warheads, and is already deployed in fixed silos and mobile truck-mounted launchers. There will be five railroad missile regiments, each consisting of one train and six ballistic missiles. Operational deployment is slated for 2020.

Barguzin is not a new concept. It is actually a revival of train-launched ICBMs, fielded by the Soviet Union beginning in the 1960s. The twelve trains, equipped with three RT-23 Scalpel missiles each, were phased out by 2005.

“As it was impossible to precisely determine the place where they could fire a nuclear missile, they were dubbed as ‘death’ or ‘phantom’ trains,” reported Sputnik News.

The new trains will carry six missiles instead of three. A Russian defense industry official told Sputnik News in 2015 that the missile trains “will not need any specific big cars. They will completely coincide with the existing parameters of railcars and will therefore be completely hidden from a foe’s reconnaissance and surveillance. Moreover, the system will enable launches virtually everywhere on the railway bed in contrast with the previous system that required special launch conditions.”

A 2016 Russian media article, translated by the U.S. Army’s Foreign Military Studies Office, stated that Barguzin “will restore the ground triad of the RSVN [Strategic Missile Troops] of the Soviet era, augmenting the silo-based and mobile ground-based intercontinental ballistic missile systems that are in the inventory.”

Russia’s move has caught the eye of China, which itself tested a rail-mounted ICBM in 2015. A Chinese media article suggests the missile train is “a countermove in response to America’s global missile defense system and C-PGS (prompt global strike) program” of hypersonic missiles.

Are we entering a new strategic arms race? Building mobile ICBMs suggests that Russian leaders feel less than secure with their current nuclear portfolio versus the Americans. The irony, of course, is that America is developing a new ICBM because it doesn’t feel its nuclear deterrent is secure against the Russians.

The United States itself once toyed with train-based ICBMs. In the 1980s, the Reagan administration approved a plan to base MX (Peacekeeper) missiles on railroad cars that, upon command, would disperse throughout the continental U.S. rail network. The program was later terminated.

Train-based ICBMs do offer some advantages over missiles in fixed silos, namely that the enemy can never be sure where they are—or, more accurately, where all of them are at any given moment. But as a 2014 RAND study pointed out, rail and truck launchers have their drawbacks. Maintaining a missile on a train is more difficult than in a silo, while rail lines and roads can be blocked by snow, which tends to restrict railroad ICBMs to warmer climates. In addition, because there are only a limited number of rail lines and highways in an area (think Siberia), enemy surveillance can focus on a few areas. And, once located, mobile missiles are more vulnerable than ICBMs in hardened silos.


Aurora. 2017-02-26. Perché i ‘treni-fantasmi’ russi spaventano l’occidente

Commentando i recenti successi del test di lancio del missile balistico intercontinentale russo dell’avanzato complesso missilistico strategico su rotaia Barguzin, i media tedeschi hanno lanciato un allarme, definendolo “incubo”, tuttavia osservando che si tratta della risposta all’aggressività occidentale ai confini della Russia. Il test ha avuto luogo presso il cosmodromo di Plesetsk ai primi di novembre, e apre la via ai test di volo reali. “Le prove di lancio sono svolte per determinare se il complesso è operativo. Il missile e il contenitore di lancio sono stati progettati da tempo, ma la piattaforma di lancio è nuova. Le prove hanno lo scopo di testarne le prestazioni“, affermava l’analista della difesa Viktor Murakhovskij a Radio Sputnik, all’inizio di novembre. Il test segna il rilancio del progetto del treno nucleare sovietico. Nel 1987, l’URSS decise di disporre di missili su ferrovia, approfittando dell’ampia e ramificata rete ferroviaria, in cui un treno poteva sfuggire alla ricognizione satellitare. Ciascuno dei 12 ‘treni nucleari’ sovietici era armato con tre missili balistici intercontinentali (ICBM) RT-23 (SS-24 Scalpel) che trasportavano 10 testate. Dallo spazio, questi treni sembravano vetture-frigorifero ordinarie.

In conformità con il trattato START II, la Russia disattivò i treni nel 2005 e li radiò nel 2007. Il nuovo progetto, nome in codice Barguzin, dal forte vento del Bajkal, non è soggetto al trattato e supera i predecessori per potenza. Ogni treno Barguzin sarà armato con 6 ICBM RS-24 Jars (equivalente terrestre del Bulava navale). Il nuovo “treno nucleare” opera similmente a un sottomarino nucleare. Le vetture sono così solide che possono resistere all’esplosione di una testata nucleare ad alcune centinaia di metri di distanza. Un treno può operare per un mese in modo autonomo e percorrere 1000 chilometri al giorno. Il sistema dovrebbe essere messo a punto entro il 2018. Cinque reggimenti Barguzin dovrebbero entrare nelle Forze missilistiche strategiche della Russia entro il 2020. “Le piattaforme sovietiche impiegavano vagoni ferroviari diversi dalle carrozze ferroviarie standard. Il nuovo complesso missilistico è adattato allo scartamento standard. I carri che trasportano i missili recentemente testati, assomigliano a quelli frigorifero, ad esempio“, spiegava Murakhovskij. Commentando i recenti test, il sito Welt.de e la rivista Stern hanno definito il treno “un incubo“. Tuttavia notavano che il rilancio dei cosiddetti “treni fantasma” è la risposta a ciò che Mosca vede come “passaggio dell’occidente della linea rossa” in Europa orientale, ai confini della Russia, indicando il rafforzamento militare della NATO in Europa orientale e nel Baltico. In un commento sul tema, il commentatore militare Vasilij Sychev osservava che i Barguzin sono solo la risposta all’unità Prompt Global Strike (PGS), un sistema aereo d’attacco convenzionale con armi intelligenti capace di colpire qualsiasi parte del mondo entro un’ora, similmente ad un ICBM nucleare. Tale arma permetterebbe agli Stati Uniti di rispondere molto più rapidamente di quanto sia possibile con le forze convenzionali.
Nel settembre 2014, il Presidente Putin citò il PGS tra le numerose nuove minacce che la Russia doveva affrontare, insieme al sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti in Alaska, al sistema di difesa antibalistico Aegis in Europa e la maggiore attività della NATO in Europa orientale. Il Viceprimo Ministro incaricato dell’Industria della Difesa Dmitrij Rogozin avvertiva che la Russia aggiornerà le forze nucleari strategiche e le difese aerospaziali in risposta al sistema PGS. Viktor Murakhovskij affermava che chi definisce il treno “un puro e semplice incubo” presso i servizi segreti stranieri, ha tutte le ragioni per dirlo. “Sono d’accordo dato che non ci sono gli elementi che potrebbero essere utilizzati per rilevare il complesso missilistico su rotaia“, aveva detto. “C’è una nuova piattaforma di lancio e un nuovo sistema di controllo operativo che utilizza canali di trasmissione digitali protetti. Vi sono nuovi programmi per le missioni“, dettagliava. Quindi i media tedeschi hanno ragione ad allarmarsi sui temuti treni russi che potranno colpire tutti gli obiettivi strategici in occidente. I treni tuttavia rimarranno esclusivamente sul territorio russo, dato che lo scartamento delle ferrovie della Russia è più ampio di quello dell’Europa. I binari nei territori della Russia e dell’ex-Unione Sovietica sono stati costruiti utilizzando il binario a scartamento largo (1520 millimetri). La maggior parte delle ferrovie europee occidentali, fino agli Stati baltici, così come il 60 per cento delle ferrovie del mondo, usa lo scartamento normale (1435 millimetri). Le origini di questa differenza risalgono al 19° secolo. Per la Russia, il diverso scartamento dei binari aveva uno scopo strategico militare, ostacolando la forza militare ostile impedendogli di spostare truppe e materiale bellico nel Paese via treno.

Annunci

2 pensieri riguardo “Russia. Barguzin porta sei RS-24 Yars ICBMs da 10 testate l’uno.

I commenti sono chiusi.