Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Grecia. I soldi finiranno a luglio, dopo le elezioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-02-21.

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Il fatto che non se ne parli più molto apertamente non implica che la Grecia abbia finito di avere problemi. Anzi, si direbbe quasi che essi stiano per iniziare.

Abbiamo già delineato la situazione:

Grecia. La pacchia continua a spese nostre.

Grecia. Non se ne parla più, ma esiste ancora.

Grecia. Il Grexit torna di attualità.

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«I ministri delle finanze riuniti a Bruxelles stanno tentando di trovare una soluzione sull’accordo per l’ultima tranche, in ordine di tempo, degli aiuti da destinare alla Grecia»

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«[Il Fmi] da tempo minaccia di abbandonare il tavolo delle trattative con Atene dal momento che ha sempre definito ingestibile e insostenibile sia le riforme imposte alla nazione ellenica, sia il debito che il governo greco è chiamato a sanare»

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«la Germania chiede la permanenza nel club dei creditori, proprio del Fmi  dal momento che un soggetto internazionale è visto come simbolo di garanzia»

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«il Parlamento tedesco, primo a dover dare il nulla osta alla concessione, da parte dello stato tedesco, ai futuri finanziamenti per Atene»

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Sembrerebbe essere molto verosimile che i risultati delle prossime elezioni in Olanda ed in Francia mutino gli indirizzi finora tenuti da queste nazioni in seno all’Unione Europea ed Eurozona. Anche in Germania il clima politico è pre-elettorale, e non sarà facile chiedere al Bundestag di continuare a finanziare il baratro greco.

Tutti vorrebbero poter continuare a mantenere lo status quo, ma ciascuno degli attori vorrebbe che i conti li pagassero gli altri. Non è detto che a seguito delle elezioni l’indirizzo europeo muti in modo anche radicale per quanto concerne la Grecia.

Infine, sembrerebbe che tutti si siano riuniti a piangere sui poveri greci. Come delle prefiche.

Ma i greci sono nella situazione in cui sono perché per decenni hanno votato dei governanti che hanno loro concesso il possibile e l’impossibile, il logico e l’illogico.

Non è solo problema di questione di un debito pubblico smisurato. Il cuore del problema è la struttura statale e sociale greca, ove il comparto produttivo è stato falcidiato ad un ben misero manipolo di imprese agonizzanti, mentre più della metà della popolazione vive dello stato. Ossia sulla reiterazione del debito attuale.

Potrebbe quindi essere verosimile che possa alla fine prevalere in Europa una visione politica che abbandoni la Grecia e la lasci fallire. E con il fallimento smantellare quel sistema statale surreale. Difficilmente l’Unione Europea continuerà ad avere le risorse per mantenere la Grecia.


Trend Online. 2017-02-21. Ancora crisi Grecia: questa volta i soldi finiranno a luglio

I ministri delle finanze riuniti a Bruxelles stanno tentando di trovare una soluzione sull’accordo per l’ultima tranche, in ordine di tempo, degli aiuti da destinare alla Grecia. Ma come da sempre accade su questo fronte, la sola protagonista è la lentezza che continua a contrassegnare non solo il progredire delle riforme richieste dai creditori e che lo stesso governo Tsipras stenta a far approvare, ma anche le strategie che i creditori stessi vorrebbero applicare alla questione del debito ateniese.

Quello che sta succedendo

Quello che si avrà in queste ore, con ogni probabilità, potrebbe essere solo un pre-accordo politico in vista dell’incontro di mercoledì tra la Germania e il Fmi. Infatti quest’ultimo da tempo minaccia di abbandonare il tavolo delle trattative con Atene dal momento che ha sempre definito ingestibile e insostenibile sia le riforme imposte alla nazione ellenica, sia il debito che il governo greco è chiamato a sanare. Non solo, ma anche i target su Pil e surplus previsti per Atene e i parametri usati per misurarli, secondo l’organizzazione guidata da Christine Lagarde, sarebbero estremamente ottimisti arrivando addirittura alla soglia dell’utopia. a prova a convincere il fondo monetario internazionale a restare al tavolo per il salvataggio della Grecia.

Il duello Germania-Fmi

Da parte sua, la Germania chiede la permanenza nel club dei creditori, proprio del Fmi  dal momento che un soggetto internazionale è visto come simbolo di garanzia , un simbolo che rassicura il Parlamento tedesco, primo a dover dare il nulla osta alla concessione, da parte dello stato tedesco, ai futuri finanziamenti per Atene. In altre parole: da un lato il Fmi vorrebbe andarsene perchè ritiene la situazione greca, a meno di un taglio cospicuo del debito, come assolutamente insostenibile, dall’altro Berlino la frena altrimenti la Bundestag, senza il Fmi, non darà il permesso per dare soldi alla Grecia, il che creerebbe una gravissima crisi per l’eurozona. 

Quello che si sta delineando è un vero e proprio duello fra il ministro delle finanze tedesco  Wolfgang Schäuble, che accusa la Grecia di non fare riforme che, a suo dire, permetterebbero di tagliare spese per 3,6 miliardi, e Christine Lagarde. Al centro, i 6 miliardi che dovranno essere rimborsati a luglio. Intanto, Lydia Koniordou, ministro della Cultura greca ha già chiesto ufficialmente a Londra di restituire i fregi del Partenone presenti al British Museum di Londra dal 1816 acquistati da Lord Elgin. E proprio dal Partenone è partita l’ultima polemica che ha coinvolto la Grecia: Gucci, la nota casa di moda, aveva infatti offerto 65 milioni di euro per avere l’Acropolis della capitale, come location per una sfilata. L’affare è sfumato di fronte al rifiuto del comitato che gestisce l’area archeologica con la conseguente, stizzita smentita di Gucci che, in una nota di stampa, ha confermato i contatti presi per un eventuale accordo, ricordando anche il precedente del 1951 con la sfilata di Christian Dior (Swiss: CDI.SWnotizie) , ma ha negato categoricamente di aver avanzato numeri.

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