Pubblicato in: Finanza e Sistema Bancario

Il Calvario di Unicredit. Un po’ di storia.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-02-06.

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Vignon Claude. Creso.


Riportiamo senza commenti questo articolo che ci sembrerebbe essere molto ben scritto.

Difficile di questi tempi essere equilibrati.


Trend Online. 2017-02-06. Unicredit e l’aumento di capitale monstre

In occasione dell’aumento di capitale di Unicredit (EUREX: DE000A163206.EXnotizie) che partirà il 6 febb. 2017, si ritiene opportuno effettuare una breve cronistoria di questa Società, poichè spesso gli investitori e la gente comune hanno la… memoria corta:

– 2005   OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) su HypoVereinsbank e a cascata su Bank Austria e Bank BPH

– 2007   fusione per incorporazione Capitalia/Unicredito (Milano: UCG.MInotizie)

– 2008   aumento di capitale da 3 miliardi di eur  (l’azione perde in Borsa: -29%)

– 2009   aumento di capitale da 4 miliardi di eur (mancata distribuzione dei dividendi)

– 2010   40 milioni di eur di  buonuscita a Mr. Profumo (2 milioni di eur vengono devoluti in beneficienza)

– 2011   titolo in Borsa: -63% dal 16 febb. al 16/sett 2011  – e nessun dividendo distribuito

– 2012 5 genn. 2012= maxi aumento di capitale da 7.5 miliardi di eur (250 milioni di eur sono le spese per consulenza per tale aumento di capitale) e titolo:  -37% in 3 giorni di Borsa;  nessun dividendo distribuito;  5.200 esuberi di personale in italia,  rosso di bilancio:  -10.6 miliardi di eur

Totale aumenti di capitale nel triennio 2008/2012 = 14,5 miliardi di eur.

Si rileva inoltre come il massimo assoluto delle quotazioni in Borsa del titolo UNICREDIT sia stato raggiunto nel 2007; da allora il valore delle sue azioni è sempre e solo sceso. I numerosi mega aumenti di capitale, i dividendi (pochi) e non distribuiti ai soci ed i vari raggruppamenti non hanno apportato alcun beneficio alle quotazioni del titolo in Borsa nonostante tutte queste manovre fossero state “vendute” come necessarie per il rilancio ed il nuovo sviluppo della Banca.

Pertanto la realtà dei fatti indica che gli Analisti, gli economisti ed i manager che hanno suggerito di acquistare il titolo dal 2007 ad oggi hanno sbagliato in quanto le quotazioni  di Borsa di Unicredit sono inserite in trend ribassista attivo dal 2007 (oltre 9 anni).  Si spera almeno abbiano sbagliato a causa della loro incompetenza e scarsa professionalità, come spesso accade in Italia, e non a causa di malafede o conflitto d’interessi (mentivano sapendo di mentire…).

E, dopo ben 14.5 miliardi di eur di aumenti di capitale nel periodo 2008/2012, non paghi, in questi giorni partirà l’aumento di capitale “monstre” da ben 13 miliardi di euro di Unicredit, di fatto il più pesante aumento di capitale in termini di importo, da qui l’aggettivazione “mostruoso”, della storia borsistica italiana, ed uno dei maggiori a  livello europeo. Tecnicamente si tratta di 13 miliardi di euro di nuove azioni offerte offerte fino al 10 marzo in opzione ai vecchi soci al prezzo di 8,08 eur,  con uno sconto del 38% sul  prezzo teorico dopo lo stacco del diritto (Terp).

Attualmente Unicredit capitalizza 16,5 miliardi di euro e quindi questo aumento di capitale di fatto ne raddoppia la capitalizzazione. Ciò significa che in pratica Unicredit chiede al mercato di versare un importo pari ad un ulteriore 78.8% dell’attuale suo valore. E’ inoltre da rilevare come siano  ben 31 le banche del Consorzio di Garanzia dell’operazione, banche che saranno anche chiamate a coprire l’inoptato (praticamente a farsi carico di comperare tutte le azioni invendute), seppur con alcuni “se” e “ma” non di poco conto:  il Consorzio di banche posto a garanzia dell’aumento ha voluto venissero inserite tra le clausole la possibilità di ritirarsi in caso di condizioni di mercato particolarmente avverse (o meglio di rimanere “a condizioni in linea con la prassi di mercato per operazioni analoghe”). Questa è infatti la medesima clausola  che ha portato il Consorzio guidato da JpMorgan (Londra: JPIU.Lnotizie) a sfilarsi dall’aumento di capitale di Mps (dicembre 2016) e a costringere quindi il Governo Italiano, e quindi i contribuenti italiani, ad entrare in prima persona nel salvataggio dell’Istituto senese con il varo del Decreto Salva-Risparmio, e prima ancora Unicredit a defilarsi dall’aumento in Popolare di Vicenza, legittimando quindi le perdite finanziarie a danno di azionisti ed obbligazionisti.

E’ degno di nota anche il fatto che Unicredit abbia accumulato sinora ben 17,7 miliardi di euro di sofferenze, che saranno cartolarizzate e poi cedute in due fasi a Pimco e Fortress. Le sofferenze superano addirittura il suo attuale valore di capitalizzazione (16,5miliardi). E ciò non fa altro che denotare il solito andazzo degli Istituti bancari italiani, ovvero spartizione, spoliazione, concessione di  linee di credito senza sufficienti garanzie, soprattutto rivolte agli amici… di amministratori, direttori generali, funzionari, ecc…, ed inoltre inefficienza nell’attuazione del recupero delle sofferenze, che semplicemente … si lasciano aumentare, nascoste tra le “pieghe” dei bilanci, spesso con la complicità dei Sindaci e delle Società di Revisione, zero controllo.

Bella ed efficiente dimostrazione delle capacità manageriali degli Amministratori bancari, capacità profumatamente corrisposte… viste i compensi e le liquidazioni milionarie, Profumo docet). 

Eppure i nostri governanti, Padoan in testa, continuano a dichiarare, anche di fronte ai recenti dissesti e disastri bancari, che il nostro sistema bancario gode di ottima salute e stabilità… Che abbiamo forse qualche interesse particolare… quando affermano ciò?

Tornando ad Unicredit già  media ed analisti  dicono mirabilia di questo aumento di capitale. Secondo in nostro modesto punto di vista, alla luce della realtà dei fatti, soprattutto quelli passati, e della situazione del settore bancario in generale, e di Unicredit in particolare, è opportuna una sana cautela in caso di decisione di acquisto di queste azioni.

Interessante anche una veloce occhiata alla composizione azionaria di Unicredit (dati tratti oggi dal sito web di Unicredit); come potete rilevare, oltre alle Fondazioni (Cariverona, Crt (Shanghai: 600125.SSnotizie) , Carimonte) ed ai  privati (es: Caltagirone (Milano: CALT.MInotizie) )  sono tre i maggiori azionisti di Unicredit:

– Capital Research Management Company (6.725%)

– Aabar Luxembourg (5.042%) detenuta da Mubadala Investment Co.

– BlackRock Inc (Sao Paolo: BLAK34.SAnotizie).

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