Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Economici, Sistemi Politici

Italia. Il paese perdente dell’unione Europea. – Bloomberg

Giuseppe Sandro Mela.

2017-02-03.

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La grafica risulta essere molto chiara.

Negli ultimi diciotto anni il pil reale procapite in Italia è sceso dello 0.4%, mentre in Grecia è salito del 4%, in Francia del 15%, in Spagna del 21% ed in Germania del 26%.

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Questo è il dato nella sua crudezza.

Dare interpretazioni ragionevoli basandosi esclusivamente su di un parametro, per quanto importante esso sia, sembrerebbe essere azione azzardata.

Molti elementi sono però già ben chiari.

Ecb. Sistema, stabilità e prospettive. Una novità indigesta.

Dipendenti Pubbliche Amministrazioni. Numeri e costi.

Ecb ha comprato 1,303.058 miliardi di bond, che qualcuno poi dovrà pagare.

Corruzione. TI ha rilasciato gli score mondiali. Italia primeggia.

Eurispes. Il 48.3% delle famiglie non arriva a fine mese.

Mps, euro, Draghi e l’apocalisse in arrivo.

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A nostro sommesso parere il punto centrale sarebbe l’impossibilità materiale per la classe media di poter generare un minimo di ricchezza. È quel fenomeno per cui Mario Draghi da anni invoca riforme strutturali.

Se generare debito pubblico non sarebbe di per sé una eresia, nessuna teoria è infatti la depositaria di una verità assoluta, diventa invece condannabile l’abitudine di aumentare il debito pubblico non a fronte di investimenti bensì di consumo corrente.

Se la burocrazia svolge una funzione utile nel contesto sociale ed economico, altrettanto vero sarebbe il fatto che una sua ipertrofia soffocherebbe ogni possibilità di crescita. Sempre Mario Draghi disse esplicitamente che quando servano due anni per ottenere una risposta alla richiesta di apertura di una tabaccheria il sistema non funziona.

Una inadeguata pressione fiscale alla fine soffoca ogni possibilità di crescita. Lavorare non conviene più.

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In ogni caso, tutta la classe politica nazionale dovrebbe ben valutare la portata del dato riportato da Bloomberg.

Se è facile e rapido l’impoverire una nazione, è lungo e difficile ripristinare la ricchezza perduta.

Nei prossimi mesi i risultati delle elezioni olandesi e francesi potrebbero rendere instabile l’attuale Unione Europea e rendere ancora più difficile l’opera della Banca centrale. I tempi sembrerebbero non presentare più margini di manovra.


Bloomberg. 2017-02-03. Why Italians Might Be Outright Economic Losers in Era of Euro

– Italy only euro nation to see per-capita GDP drop since 1998

– Germans easily top the league table in the 19-nation zone

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Almost two decades after the creation of the euro single currency, Italians are proving to be the big losers among the 19 member countries.

Gross domestic product per capita in real terms shrank 0.4 percent in the last 18 years, according to Bloomberg calculations based on data from the European Union statistics office up to 2015 and estimates for 2016. While Italy’s economy expanded 6.2 percent since 1998, its population increased by 6.6 percent over the period — thus accounting for the per-head drop.

“The comparison with other countries clearly shows that the Italian economy has expanded at too-slow a pace over the period,” said Loredana Federico, an economist at UniCredit Bank AG in Milan. “It will be very difficult for Italy to close, in the years to come, the gap with other economies that already returned to the pre-crisis level or even surpassed it.”

Eleven members of the EU introduced the euro as an accounting currency in January 1999; they were later joined by Greece. The actual notes and coins were introduced in January 2002, and expansion of the zone has since continued, with Lithuania becoming the 19th member in 2015.

Italy’s per-capita GDP has fared even worse than Greece, which was severely hit by the financial crisis. The value of all goods and services produced in that country rose in the last 18 years by 4 percent on an individual basis, Bloomberg calculations show.

In Germany, the euro region’s largest economy, per-capita output rose by 26.1 percent since 1998. That makes the citizens of Chancellor Angela Merkel’s nation the winners among all of the bloc’s main economies.

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