Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump

Stati Uniti. Cosa sono gli ‘Ordini Esecutivi’ di un Presidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-29.

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Di questi tempi il Presidente Trump ha emanato un certo quale numero di ‘Ordini Esecutivi’, diversamente recepiti e commentati dai media.

Domandiamoci cosa siano e come funzionino.

«United States presidents issue executive orders to help officers and agencies of the executive branch manage the operations within the federal government itself. Executive orders have the full force of law when they take authority from a legislative power which grants its power directly to the Executive by the Constitution, or are made pursuant to Acts of Congress that explicitly delegate to the President some degree of discretionary power (delegated legislation).

Like both legislative statutes and regulations promulgated by government agencies, executive orders are subject to judicial review, and may be struck down if deemed by the courts to be unsupported by statute or the Constitution. Major policy initiatives require approval by the legislative branch, but executive orders have significant influence over the internal affairs of government, deciding how and to what degree legislation will be enforced, dealing with emergencies, waging wars, and in general fine-tuning policy choices in the implementation of broad statutes.» [Fonte]

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«There is no constitutional provision or statute that explicitly permits executive orders.»

Costituzione degli Stati Uniti. Articolo II.

«The executive Power shall be vested in a President of the United States of America.»

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«An executive order of the president must find support in the Constitution, either in a clause granting the president specific power, or by a delegation of power by Congress to the president» [Fonte]

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Il concetto di ‘Ordine Esecutivo‘ è volutamente sfumato per consentire al Presidente un ampio margine di azione. L’ordine esecutivo dovrebbe essere in perfetto accordo con la Costituzione degli Stati Uniti.

Ecco alcuni esempi di ordini esecutivi:

«Roosevelt signed an executive order that led to the creation of detention centres for about 120,000 Japanese Americans»

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«In 1952 President Harry S Truman issued an order that put the steel industry under the control of the government in an attempt to avoid a strike»

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«Mr Obama …. signed orders on healthcare and gay rights»

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Se si volesse, e se si potesse, esprimersi in termini politicamente non corretti, l’intera questione potrebbe diventare immediatamente comprensibile a chiunque. Al massimo, ti gambizzano, oppure ti radiano da Facebook. La verità esige il suo scotto.

La prima cosa da dover razionalizzare è che il Presidente Trump è un outsider, e che vi sono molti partiti trasversali composti da rappresentanti  repubblicani e democratici, lobby più o meno dichiaratamente pubbliche, che avversano il suo programma politico ed economico. Per non parlare dell’affiliazione massonica, nelle sue differenti affiliazioni di rito.

È quindi evidente che se problema dovrebbe sicuramente essere giuridico, la realtà dei fatti lo denatura in problema squisitamente politico, ossia di conquista e gestione del potere. Sotto lo schermo protettivo di altisonanti ideali si celano interessi di vile bottega. Paese piccolo: interessi piccoli. Paese grande: interessi grandi.

Le élite, le lobby, i partiti politici odiano il Presedente Trump per il semplice fatto che non è loro espressione e, quindi, non ne cura gli interessi. Non riescono ad inquadralo in una delle loro categorie mentali. Di qui il rigetto totale ed assoluto.

Le élite, le lobby, i partiti politicihanno in non cale i bisogni del popolo: sono tutti tesi a soddisfare le proprie ingordigie.

In parole poverissime: si ricerca il potere con ogni possibile mezzo e quindi chi ha il potere lo esercita. Poi, a posteriori, si ricerchi una qualche giustificazione: professori universitari e media sono lì a posta per giustificare il potere. Vi ricordate i professori universitari ed i media della Unione Sovietica? Vi ricordate i professori universitari ed i media della Germania nazionalsocialista? Batterie di sociologi, psicologi, economisti e via quant’altro sono lì bramosi di asserire che ciò che dice il potere è “scientificamente comprovato“.

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Cosa sia o non sia coerente con il dettame costituzionale è stabilito dalla Suprema Corte di Giustizia, la corte costituzionale americana.

Se un Presidente ha dalla sua la Corte Suprema ed il Congresso, può letteralmente fare ciò che vuole, che tanto sarebbe sempre ratificato alla bisogna.

Un esempio paradigmatico è l’Ordine Esecutivo emanato dal passato Presidente Mr Obama circa i ‘diritti‘ dei gay. Tranne i liberals americani ed i socialisti ideologici europei nessun giurista al mondo direbbe che i gay debbano godere di ‘diritti‘ in quanto tali. Ma siccome nella passata presidenza i liberals dominavano, potevano far passare tutto ciò che a loro fosse sembrato essere conveniente.

Né si può escludere che, se la caduta dei liberals americani e quella dei socialisti europei fosse definitiva, in materia si ritorni a considerare l’omosessualità oppure l’aborto un reato penalmente rilevante. E questo spiega bene l’acredine con cui i resti del partito democratico cercano di rivoltarsi alla Presidenza Trump. Anche se politicamente scorretto si deve constatare che non siamo in presenza di una lotta politica, bensì ad una guerra di sopravvivenza.

Similmente, Roosevelt internò motu proprio un gran numero di cittadini americani per il solo fatto che erano giapponesi, laddove la Costituzione prevede esplicitamente che la restrizione della libertà di Cittadini possa esser disposta esclusivamente da una Corte di Giustizia dopo che il reato ascritto fosse stato inequivocabilmente accertato, “al di là di ogni ragionevole dubbio“. Ma è la Corte di Giustizia che deve stabilire se le prove siano o meno “al di là di ogni ragionevole dubbio“: da manuale negli ultimi tempi negli Stati Uniti le condanne penali comminate solo sulla scorta di denunce. È sufficiente che una qualsiasi femmina dichiari che ventisette anni or sono Mr. Trump le aveva alzato le gonne che come minimo scatta la gogna mediatica. Non ci si è mica dimenticati di cosa abbia esclamato Caifa: «Che bisogno abbiamo di prove?». Media e politica faranno il resto.

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Il Presidente Trump ha dalla sua Congresso e Senato. Non tutti i membri repubblicani di tali consessi sono favorevoli alla sua linea politica: molti sono dichiaratamente massoni, altri dichiaratamente sono schierati con qualche lobby. Può fidarsi dei rappresentanti, ma solo entro determinati limiti. Non può chiedere loro di suicidarsi: tengono famiglia ed amici.

Quando l’anno prossimo si terranno le elezioni di mezzo termine, ben venticinque senatori democratici dovranno competere in stati a maggioranza repubblicana. Sono e saranno venticinque persone molto duttili, pur di essere rieletti. Ma la desistenza repubblicana ha il suo prezzo: tutto in politica ha il suo prezzo.

Infine, si tenga presente che il Presidente Trump deve nominare un giudice di Corte Suprema, forse anche due se una giudice molto in là negli anni decedesse durante il suo mandato. Sembrerebbe essere molto verosimile che il Presidente Trump nomini un repubblicano piuttosto che un democratico. Questo cambierebbe in modo sostanziale lo schieramento della Corte Suprema. Tutela della Costituzione? ‘Ma faccia il piacere!‘ diceva un noto comico. La Corte Suprema tutela il potere: che diamine!

Aspettiamoci quindi un periodo tumultuoso, in cui saremo testimoni di molte cose sordide che saranno ammantate di eterea santità: il problema è solo che molti ci crederanno come bughe.

Infine, ce lo si ricordi bene, la democrazia altro non è che alternanza di potere: del popolo non se ne infischiano proprio tutti. I liberals se ne diano una ragion d’essere: sono spacciati.


→ Bbc. 2017-01-24. Trump in office: What are presidential executive orders?

Barack Obama used them sparingly; Donald Trump issued at least four in his first week in office: executive orders are a key tool for any US president wanting to make their mark on government policy.

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Republicans accused Mr Obama of overreach when he signed orders on healthcare and gay rights, but they have praised Mr Trump for using the same tactic to roll back Obamacare.

It is a written order issued by the president to the federal government which does not require congressional approval.

Orders range from dramatic reverses of policy, like Mr Trump’s approval for the construction of two bitterly contested oil pipelines, to ordinary business, such as Mr Obama’s instructions on half-day closing for government departments on Christmas Eve 2015.

Authority for issuing the orders is rooted in Article II of the US constitution, which states: “The executive power shall be vested in a president of the United States of America.”

Why do presidents issue them?

Sometimes the orders are made during wartime or to avert a domestic crisis. In February 1942, President Franklin D Roosevelt signed an executive order that led to the creation of detention centres for about 120,000 Japanese Americans.

In 1952 President Harry S Truman issued an order that put the steel industry under the control of the government in an attempt to avoid a strike.

Mr Obama issued his most controversial executive orders in an attempt to work around gridlock in Congress caused by intransigent Republican opposition.

“If they’re not going to do anything, we’ll do what we can on our own,” he told a crowd in Kansas City in July 2014. “That’s when we act – when your Congress won’t.”

Why are they politically sensitive?

Executive orders are controversial because they bypass approval from Congress, allowing the president to act on his own.

Republicans successfully sued Mr Obama over part of his 2010 healthcare changes, arguing that he had exceeded his constitutional authority when he unilaterally delayed an insurance coverage deadline.

A president may also issue an order when members of Congress act too slowly or when the president feels he needs to flesh out details of a new law.

How frequently are executive orders issued?

Roosevelt issued 3,522 orders, while Mr Obama signed just 279. George W Bush issued 279 over his eight years in office.

Mr Obama’s was a modest total by modern standards, but positively extravagant compared to that of Grover Cleveland, who issued just 28 in the course of his two terms.

 

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