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Ftse Mib -2.95%. Continuate pure a ridere tranquilli: il 1929 si avvicina.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-30.

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E pensate cosa succederà dopo il voto in Olanda e quello in Francia.

Non ci si stupisca poi se lo stato non sarà più in grado di erogare stipendi e pensioni.

Con i biglietti di banca si potranno fare simpatiche carte da parati.

Lo spettro del 1929 è lì, che ci sghignazza dietro.

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Trend Online. 2017-01-30. Schiaffo doloroso per il Ftse Mib (-2,8%): i perche del crollo

In una giornata segnata dalle vendite tanto sulle Borse europee quanto su quelle americane, spicca la performance negativa di Piazza Affari che resta fanalino di coda tra i principali mercati azionari delle due opposte sponde dell’Atlantico. L’indice Ftse Mib, che aveva inviato già segnali di negatività nelle ultime due sedute della scorsa settimana, dopo essersi scontrato con i recenti massimi di periodo in area 19.800, ha avviato una pesante flessione.

Quest’oggi ha violato al ribasso anche il sostegno dei 19.200 punti, bucando in seguito la soglia psicologica di area 19.000, riportandosi così su livelli che non si vedevano più dalla fine della prima metà dicembre.
Mentre scriviamo infatti l’indice delle blue chips viene scambiato al di sotto dei 18.800 punti, con un affondo del 2,79%.

Tutte le blue chips in rosso: sotto scacco bancari e petroliferi

Tutti i titoli del paniere principale viaggiano in territorio negativo ed è stata sopraffatta dal segno meno anche STM (Shenzhen: 000892.SZnotizie) che in mattinata aveva provato a resistere in positivo, sulla scia della promozione di Bryan Garnier.
Le vendite però si concentrano principalmente sui titoli del settore bancario che vedono Ubi Banca (Amsterdam: UF8.ASnotizie) e Unicredit (EUREX: DE000A163206.EXnotizie) in caduta del 6,4% e del 5,66%, seguito da Bper Banca e Banco BPM che arretrano del 4% e del 3,33%, mentre Mediobanca (Milano: MB.MInotizie) e Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.ASnotizie) viaggiano in rosso del 2,91% e del 2,47%.

Il ritorno dei prezzi del petrolio al di sotto dei 53 dollari al barile non gioca certo ai titoli del settore oil che hanno un certo peso sul Ftse Mib. Saipem (Londra: 0NWY.Lnotizie) lascia sul parterre quasi il 6%, seguito da Tenaris (Amsterdam: TS6.ASnotizie) che flette del 3,64%, mentre ENI (Londra: 0N9S.Lnotizie) indietreggia del 2,37%.

Mercati negativi sulla scia delle incertezze targate Trump

Diversi i fattori che oggi pesano sull’andamento di Piazza Affari, a partire dalle negativa intonazione dei mercati azionari in generale. Anche a Wall Street le vendite stanno avendo la meglio dopo che i redditi personali hanno deluso le attese e le spese al consumo hanno rispettato le previsioni, mentre l’indice home pending sales ha superato le aspettative degli analisti. Quest’ultimo aggiornamento non è bastato da solo a sollevare l’umore degli investitori che liquidano le posizioni dopo i recenti progressi, complice anche la decisione del presidente Donald Trump di vietare temporaneamente l’ingresso negli Stati Uniti dei cittadini di 7 Paesi a prevalenza musulmana.

I timori sono inoltre legati alle incertezze sulle politiche economiche della nuova amministrazione insediatasi alla Casa Bianca, senza dimenticare che in settimana si guarderà al meeting della Fed da cui potrebbero arrivare indicazioni in merito alle prossime mosse in materia di politica monetaria.

Tornando a Piazza Affari, c’è da dire che il notro mercato soffre più di altri a causa soprattutto della negativa performance del settore bancario. Quest’ultimo è penalizzato dall’allargamento dello spread BTP-Bund che in avvio di settimana si spinge oltre i 185 punti base, con un rally superiore al 5%.

BCE (Toronto: BCE-PRA.TOnotizie) : nuove richieste per banche italiane

Come se non bastasse, a creare ulteriori pressioni sul comparto sono le indicazioni che giungono da alcune fonti secondo cui la BCE avrebbe chiesto a diversi istituti di credito italiani di presentare entro fine mese un piano nel quale illustrare le modalità di riduzione dei crediti problematici.

Al momento non sono state specificate le banche in oggetto tra le quali figura sicuramente Unicredit, alle prese con l’imminente aumento di capitale che dovrebbe prendere il via la prossima settimana. 

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