Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Merkel formalmente candidata cancelliere. I se ed i ma.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-28.

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Frau Merkel è da oggi ufficialmente candidata cancelliere per la Cdu.

Non si prospetterebbe una battaglia facile, ma, soprattutto, resterebbe davvero difficile se, anche vinta questa battaglia, Frau Merkel possa vincere anche la guerra, ossia poter formare un governo saldo e duraturo dopo le elezioni politiche.

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«CDU backing for Merkel at home at 95%, down from 100% in 2013»

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«German leader says stands as stable force in ‘uneasy times’»

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«her CDU-led bloc tops every poll, she’s confronting a newly reinvigorated Social Democratic Party under a fresh candidate, former European Parliament President Martin Schulz»

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«On the right, Merkel is contending with undiminished backing for the anti-immigration Alternative for Germany party, or AfD, which has been buoyed by its blunt criticism of her open-border refugee policy»

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«In her home district, around the Baltic port city of Stralsund, she’ll face off against the AfD’s state leader, Leif Erik Holm, for the lower house seat in the Sept. 24 national election. In a state election last September, Holm swept the party into the state legislature with almost 21 percent support»

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Se da una parte è necessario vincere le battaglie, una dopo l’altra, da un’altra angolatura lo scopo finale dovrebbe essere quello di vincere la guerra.

Sono molti gli elementi di incertezza.

– La Csu, la componente bavarese della Union, non condivide apertamente le posizioni di Frau Merkel ed il suo capo ha già detto chiaramente che la Csu potrebbe anche non votare la Cancelliera neo-eletta. Sembrerebbe essere una minaccia non da poco.

– L’Union è accreditata per il 35% (-6.5 punti percentuali): questo calo è da addebitarsi al crollo della Cdu, perché la Csu non dovrebbe evidenziare che variazioni minimali.

– L’Spd si attesterebbe al 23% (-2.7 punti), e l’effetto Schulz sarebbe tutto da discutere.

– Afd prenderebbe il 14% dei voti in sede federale, ma si collocherebbe al 21% nei Länder orientali. Ma dati più recenti indicherebbero una percentuale ben maggiore. Si tenga presente che i Länder nominano i componenti di loro spettanza nel Senato federale, ove Frau Merkel potrebbe non raggiungere una maggioranza.

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Ma tutti questi conti, oltre ad essere decisamente precoci sulla data elettorale, soffrono di vistose lacune.

– Alla guida degli Stati Uniti non vi è più Mr Obama, bensì Mr Trump, le cui idee politiche sono antitetiche con quelle della Frau Merkel. Sembrerebbe inverosimile che Mr Trump appoggi la candidatura Merkel.

– Con le prossime elezioni in Olanda ed in Francia dovrebbero scomparire dalla scena politica i rispettivi partiti socialisti. Frau Merkel perderebbe così due preziosi fiancheggiatori della sua politica, trovandosi nel converso di fronte a due dichiarati avversari.

– La Germania a breve si potrebbe trovare completamente isolata sia in sede mondiale, sia in sede Unione Europea. Per quanto robusta essa possa essere, dato e non concesso che i dati economici siano veritieri, la Germania non può competere contro tutto il mondo.

– Al momento sembrerebbe molto probabile che Mr Trump e Mr Putin possano trovare un accordo strategico globale, tanto che molti osservatori prospettano una Yalta 2. La Germania non sarà nemmeno consultata nel corso di quelle trattative: dovrà soltanto prenderne atto.

– Stati Uniti e Regno Unito sembrerebbero aver rinsaldato la loro tradizionale alleanza: Mr Trump sarebbe diventato un insperato sostenitore del Brexit duro prospettato da Mrs May. Forte colpo alla politica tedesca. Mazzata alle ambizioni dell’Unione Europea.

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Ma soprattutto dobbiamo registrare la presenza del Convitato di Pietra.

Le recenti tornate elettorali hanno evidenziato alcuni fenomeni che influiranno non poco sulle elezioni federali tedesche.

– I media, i giornali ed i giornalisti, non influenzano più la opinione pubblica: sono diventi elementi letti solo all’interno della conventicola. La gente comune ne è disaffezionata o, se li legge, li reputa bugiardi e pensa esattamente l’opposto delle tesi sostenute. Sono in effetti controproducenti.

– L’articolo di Bloomberg non tiene conto della classe media, quella che forma una maggioranza silenziosa, quella che alza il capo solo nel segreto delle urne. Sembrerebbe che Brexit, elezioni presidenziali americane ed esito del referendum in Italia non siano ancora stati metabolizzati dai media. Verificheremo empiricamente la attendibilità di questa ultima constatazione nelle prossime elezioni olandesi e francesi, ma se si fosse anche parzialmente nel vero, i quadri politici potrebbero uscirne scombiccherati.

– Ci si ricordi che Mrs Hillary Clinton era stata indicata come la sicura vincitrice nelle elezioni presidenziali americane, mentre alla fine non ha conquistato nemmeno 230 delegati contro gli oltre 290 di Mr Trump. Una débâcle storica.

«Better to reign in Hell,

than serve in Heaven.»

Spesso le persone si costruiscono già in questa vita quell’inferno che esperiranno poi per la eternità.


Bloomberg. 2017-01-28. Merkel’s Support in Home District Softens Ahead of Election Bid

– CDU backing for Merkel at home at 95%, down from 100% in 2013

– German leader says stands as stable force in ‘uneasy times’

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Chancellor Angela Merkel was re-selected as a candidate for the German parliament as she seeks a fourth term in office, with support weakening slightly in a constituency she’s held since German reunification.

At a gathering of Christian Democratic Union members near the Baltic Sea coast, 165 of 173 party members selected Merkel to stand again for the seat she’s had since 1990. The result of more than 95 percent was short of the unanimous support she received in 2013.

Merkel, who has led Germany for more than 11 years, has positioned herself as a unifying force in a country increasingly polarized after the region’s worst refugee crisis since World War II. She raised the specter of a world being upended by unpredictable forces.

“We’re living in very uneasy times,” Merkel told the crowd in the town of Grimmen in Germany’s former communist east. “Everywhere there is change, fallout, renewal as well as uncertainty — and so I think it’s very important for us to know where we come from.”

While Merkel remains popular nationwide and her CDU-led bloc tops every poll, she’s confronting a newly reinvigorated Social Democratic Party under a fresh candidate, former European Parliament President Martin Schulz. On the right, Merkel is contending with undiminished backing for the anti-immigration Alternative for Germany party, or AfD, which has been buoyed by its blunt criticism of her open-border refugee policy.

In her home district, around the Baltic port city of Stralsund, she’ll face off against the AfD’s state leader, Leif Erik Holm, for the lower house seat in the Sept. 24 national election. In a state election last September, Holm swept the party into the state legislature with almost 21 percent support.

Merkel’s CDU-led bloc slid two points to 35 percent, while the SPD gained three to 23 percent in a nationwide Infratest-dimap poll published Friday, days after SPD Chairman Sigmar Gabriel made the surprise announcement that he’d cede his party’s candidacy to Schulz. The AfD dropped a point to 14 percent, placing third.

 

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