Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Frexit. Una possibilità che si avvicinerebbe a grandi passi.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-01-09.

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«traditional political categories of left and right didn’t apply anymore.».

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Questa frase di Marine Le Pen racchiude la chiave di volta per poter comprendere cosa stia succedendo in Francia ed in tutto l’Occidente, Unione Europea compresa.

Il quadro politico francese sarà definitivamente chiarito per il tempo dei mandati elettorali solo dopo che saranno disponibili i risultati definitivi delle elezioni presidenziali e di quelle politiche per l’Assemblea Nazionale.

Il quadro che si starebbe delineando sulla scorta dei sondaggi sarebbe Mr Fillon. Les Répubblicains, Presidente al secondo turno e presenza di 50 – 60 deputati di Front National nell’Assemblea. Se così fosse, Mrs Marine Le Pen potrebbe diventare l’ago della bilancia: senza il suo partito Mr Fillon non avrebbe la maggioranza parlamentare.

Guardando le cose in modo realistico, due soli elementi sembrerebbero essere al momento cosa davvero certa:

– Mr Fillon vincitore della Presidenza;

– Mrs Marine Le Pen battuta sì alle presidenziali, ma determinante in Parlamento.

*

Il risultato finale sarebbe la scomparsa dalla vita politica del partito socialista francese e l’ingresso, diretto oppure indiretto, del Front National nella stanza dei bottoni.

Sarebbe illusorio pensare che i Les Républicains non recepissero la situazione nella sua realtà.

Di conseguenza, la Francia dovrà variare sia la propria politica interna sia quella estera.

Mrs Marine le Pen sintetizza in poche parole il concetto:

«the U.K. economy is weathering Brexit, giving her confidence to seek an immediate renegotiation of France’s relationship with the European Union if elected»

Eletta Presidente o meno, i rapporti della Francia con l’Unione Europea sono destinati a mutare, e sembrerebbe anche in modo consistente.

Se il Frexit, ossia l’uscita della Francia dall’Unione e dall’Eurozona, sia l’opzione estrema e si verifichino invece sostanziali revisioni dei rapporti sembrerebbe essere questione ben poco rilevante.

Fillon, o chi per lui, seduto in seno alla Commissione Europea avrà linee politiche ed economiche del tutto differenti da quelle dimostrate da Mr Hollande. Frau Merkel avrebbe perso il suo fido scudiero, Mr Juncker la stampella cui appoggiarsi. Che poi, se invece di Mr Fillon ci fosse Mrs Marine Le Pen, cosa mai potrebbe succedere?

Frau Merkel andrà incontro ad un isolamento acuito dal fatto che essa non sembrerebbe essere nelle grazie di Mr Trump, che a giorni subentrerà a Mr Obama. Il peso della Germani nell’Unione Europea risulterebbe così ulteriormente ridotto.

Ma sarebbe tartufesco ignorare, o far finta di ignorare, che la Commissione Europea dia ordini alla Ecb, la Banca Centrale Europea. Esattamente come sarebbe tartufesco ignorare l’influenza della nuova Presidenza americana e l’immane potere detenuto dalla Fed, che si appresterebbe ad innalzare i tassi di interesse.

L’intera Eurozona si ritroverebbe sotto due spinte centrifughe: l’esigenza dei paesi meridionali di mantenere costi quel che costi degli interessi negativi, e l’esigenza del resto dell’Eurozona di adeguarsi agli andamenti dei tassi a livello mondiale.

Ci sarebbero n altri termini tutti gli elementi per una scissione dell’Unione Europea e per la disintegrazione del’Eurozona.

Il resto, sia pur importante e di interesse, sarebbe irrilevante. 


Bloomberg. 2017-01-07. Le Pen Says Brexit Isn’t Disaster and France Should Be Next

– Russia meddling in election unlikely, National Front head says

– French presidential candidate makes pitch to foreign media

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French presidential candidate Marine Le Pen said the U.K. economy is weathering Brexit, giving her confidence to seek an immediate renegotiation of France’s relationship with the European Union if elected.

“Brexit has not been a disaster,” Le Pen said at a meeting with English-language reporters in Paris on Friday. “The economic signals are good.”

National Front leader Le Pen, who polls suggest will reach the presidential runoff in May, said she would seek talks with France’s EU partners “the day after my election” and put the result to a national referendum. She said the goal is to take back what she called “the four sovereignties”: control of borders, economic policy, money and legislation. France should dump the euro and return to a national currency, though the exchange rate could be linked to some sort of European currency mechanism, Le Pen said.

“I’ll give six months to these talks, and if at the end we have won back our sovereignty, I will tell the French to vote to stay in this Europe of nations and liberty,” she said. “If we don’t, I’ll suggest that they vote to leave.”

Polls suggest Le Pen would finish second in the first round of France’s presidential elections on April 23, and lose a May 7 runoff to center-right candidate Francois Fillon. An Elabe poll released Thursday showed independent Emmanuel Macron gaining on Le Pen, taking second place in some hypothetical matchups.

‘Big Finance’

Le Pen, whose party received a 9 million-euro ($8.5 million) loan from a Russian bank in 2014, said she doesn’t fear Russian meddling in France’s election. That follows U.S. intelligence findings that Russian officials directed hacking attacks to help elect Trump, whom she said she supports because his anti-globalist views were better for France.

“Every time big corporations, big finance don’t get what they want, they say it’s a conspiracy of the Russians,” she said. “It makes one laugh.”

While the U.S. shouldn’t lecture anyone given its history of spying on allies, improved ties between Russia and the U.S. are in France’s interest, especially if they can cooperate on combating Islamic militants, Le Pen said.

“I think that Mr. Trump and Putin can repair ties, and I hope so,” she said. “We don’t want to see an increase in tensions between the U.S. and Russia for a very selfish reason: we are in the middle.”

Le Pen said there isn’t much difference between Fillon and Macron, her two main opponents, because traditional political categories of left and right didn’t apply anymore.

“There’s a difference of degree, but not of substance,” she told reporters. “The fracture is now between nationalists and the post-nationalists.”

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