Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Economici, Sistemi Politici

Welfare in liquidazione. Mobilità, adieu.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-17.

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Il Dizionario Treccani è molto chiaro:

«sublimare: far passare una sostanza dallo stato solido allo stato aeriforme mediante il processo detto sublimazione».

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Così, grazie alla legge di Riforma Fornero, (Legge 92/2012), a partire dal 1° gennaio 2017, sarà abolita l’indennità di mobilità.

Così l’indennità di mobilità sublima nel nulla.

«L’indennità di mobilità è una prestazione economica che spetta ai lavoratori che abbiano perso il posto all’esito di una procedura di mobilità, venendo meno il percorso prefigurato nel programma di CIGS, ovvero che abbiano subito un licenziamento collettivo in conseguenza della cessazione dell’attività ovvero della riduzione o trasformazione dell’attività o del lavoro.

L’indennità di mobilità viene corrisposta ai soli lavoratori assunti con un contratto a tempo indeterminato che abbiano maturato un’anzianità aziendale pari o superiore a 12 mesi, di cui almeno 6 effettivamente lavorati.

L’indennità è erogata dall’Inps e concorrono al finanziamento delle prestazioni di mobilità anche le imprese rientranti nel campo di applicazione della Cassa integrazione guadagni straordinari (CIGS).

La Riforma Fornero (Legge 92/2012) ha disposto la soppressione dell’indennità di mobilità a partire dal 1° gennaio 2017.
I lavoratori licenziati a far data dal 31 dicembre 2016, dunque, non godranno più dell’indennità di mobilità, bensì, in presenza dei requisiti indicati dalla legge, dell’indennità di disoccupazione (AspI) ovvero della mini AspI.» [Wiki Labour]

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Si noti che l’Aspl, così come definita dalla Legge di Riforma Fornero, è sublimata anch’essa e non esiste più.

Con mossa provvida e paterna, l’allora Governo Renzi sostituì l’Aspl con la Naspi (Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego) a partire dal 01/01/2015, a seguito delle modifiche introdotte con il cd. “Jobs Act” (Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22)

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“Mossa provvida e paterna”?

Beati i figli di n.n!

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Signori, per quanti non se ne siano ancora accorti, il welfare sta sublimando nel nulla.

Nota. Ricordiamo ai Signori lettori come i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni siano illicenziabili. Proprio come la nobiltà francese prima della rivoluzione, che la ghigliottinò tutta nel breve volgere di qualche mese: erano davvero tante persone.  Problema risolto in modo definitivo, senza tante discussioni e senza nessun rimpianto.


Ansa. 2016-12-17. Lavoro: mobilità addio dopo 25 anni

ROMA, 17 DIC – Addio alla mobilità per i lavoratori colpiti da licenziamento collettivo a partire dal prossimo anno: dal 1 gennaio 2017 infatti, secondo quanto previsto dalla legge Fornero sul lavoro del 2012, l’indennità che spettava ai lavoratori licenziati da imprese industriali con più di 15 dipendenti o commerciali con più di 50 è abrogata. Dopo 25 anni dall’istituzione del sussidio che in alcuni casi (mobilità lunga verso la pensione) poteva durare fino a 7 anni in caso di lavoratore anziano licenziato al Sud, l’unico assegno di disoccupazione resta la Naspi, uguale per tutti. Chi è stato messo in mobilità quest’anno continuerà a percepire l’assegno mentre non sarà possibile erogarne di nuovi.

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