Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario, Unione Europea

Euro/Usd. Verso la parità.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-09.

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Tutto al momento sembrerebbe giocare a favore di una parità tra euro e dollaro americano.

«Alla luce di quanto annunciato ieri dalla Bce e sulla scommessa di ciò che annuncerà la Fed mercoledì prossimo tra gli addetti ai lavori si specula già su quando potrebbe essere raggiunto l’obiettivo della parità sul dollaro.»

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«In questa fase – commenta Robert Baron, presidente di Delta Hedge – tutto gioca a favore di un indebolimento del cambio euro-dollaro. Secondo le nostre stime si può tranquillamente arrivare alla parità tra le due valute nei primi mesi del prossimo anno dopo che l’amministrazione Trump si sarà insediata»

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«La scommessa sulla rinnovata forza del dollaro è dettata non solo dalla prospettiva di un rialzo dei tassi Fed …. Se ci sarà l’annunciato taglio della corporate tax …. ci aspettiamo un forte rimpatrio dei capitali che in prospettiva è destinato a rafforzare il biglietto verde»

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«Allo stesso modo il fattore politico potrebbe influenzare le quotazioni dell’euro visto il fitto calendario elettorale del 2017 con le elezioni politiche in Francia, Germania, Paesi Bassi e probabilmente anche Italia da affrontare con l’incognita dell’affermazione di partiti populisti.»

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Ricapitolando:

– rialzo dei tassi da parte della Fed;

– taglio della corporate tax;

– prosecuzione del QE con interessi negativi nell’Eurozona;

– incertezza politica per le elezioni Francia, Germania, Paesi Bassi e, probabilmente, anche Italia.

Tutti elementi a favore di un rafforzamento del dollaro americano.

Con grande gioia di chi abbia investito in titoli denominato in Usd.

 


Sole 24 Ore. 2016-12-09. Ecco perché l’obiettivo della parità euro-dollaro è a portata di mano

La decisione della Bce di prolungare di altri nove mesi il Qe ha provocato un netto calo dell’euro-dollaro (qui il grafico del cambio). Il mercato, che nell’immediato ha interpretato la riduzione dell’ammontare degli acquisti mensili di titoli da 80 a 60 miliardi di euro come un segnale dell’intenzione della Bce di mettere in atto un «tapering» (cioè una graduale exit strategy dalla fase di politica espansiva), ha velocemente aggiustato il tiro quando sono emersi con chiarezza il piano e la strategia della Banca centrale.

La scelta di rimuovere il vincolo del tasso sui depositi, che fino ad oggi ha impedito gli acquisti di titoli con tassi inferiori allo 0,4%, e quella di abbassare il paletto della scadenza minima da due a un anno, mostrano chiaramente come l’Eurotower non è disposta ad abbassare la guardia nella sua azione di rilancio dell’inflazione. La retorica di Draghi, che più volte nel corso della conferenza stampa ha negato che l’opzione tapering sia stata discussa, ha fornito ulteriori rassicurazioni in questo senso favorendo la discesa dell’euro/dollaro crollato fino a quota 1,06.

Il tema della divergenza di orientamento tra le due maggiori banche centrali al mondo, alla luce di quanto deciso ieri dalla Bce, è tornato quindi a dettare la linea tra gli investitori. Soprattutto in un quadro che oltreoceano si fa meno incerto sul piano politico, dopo le elezioni presidenziali, e monetario, con la Fed chiaramente orientata ad alzare i tassi la prossima settimana.

Alla luce di quanto annunciato ieri dalla Bce e sulla scommessa di ciò che annuncerà la Fed mercoledì prossimo tra gli addetti ai lavori si specula già su quando potrebbe essere raggiunto l’obiettivo della parità sul dollaro. «In questa fase – commenta Robert Baron, presidente di Delta Hedge – tutto gioca a favore di un indebolimento del cambio euro-dollaro. Secondo le nostre stime si può tranquillamente arrivare alla parità tra le due valute nei primi mesi del prossimo anno dopo che l’amministrazione Trump si sarà insediata».

La scommessa sulla rinnovata forza del dollaro è dettata non solo dalla prospettiva di un rialzo dei tassi Fed ma anche dalla politica fiscale della nuova amministrazione Trump. «Se ci sarà l’annunciato taglio della corporate tax – prosegue Baron – ci aspettiamo un forte rimpatrio dei capitali che in prospettiva è destinato a rafforzare il biglietto verde».

Allo stesso modo il fattore politico potrebbe influenzare le quotazioni dell’euro visto il fitto calendario elettorale del 2017 con le elezioni politiche in Francia, Germania, Paesi Bassi e probabilmente anche Italia da affrontare con l’incognita dell’affermazione di partiti populisti.

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