Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

I mercati snobbano Matteo Renzi.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-05.

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Per mesi i media di regime ci avevamo subissato con un mare di iatture prossime venture se il referendum avesse osato dare la vittoria ai “No.”

Terremoti, epidemia di tifo e tetano, gente rosa dalla scabbia, scene di panico e disperazione, e, male dei sommi mali, impotenza per i residui maschi e frigidità irreversibile per le residue femmine. Omofili riconverti all’eterosessualità.

Le ire furibonde dei mercati avrebbero flagellato Italia, Unione Europea e tutto il mondo. Per non parlare poi dell’intero sistema solare.

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Poi non raccontiamoci che Reuters sia un’organizzazione seria.

Il titolo è tutto un programma.

«Euro giù ma in recupero da minimi post vittoria ‘No’ referendum»

Insomma: adesso il trionfo del “No” fa apprezzare l’euro.

Ma allora era Renzi a fare lo iettatore sui mercati!

Poi ci si domanda per quale motivo la gente non presta più fede ai media.

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E mo’ guardatevi questi grafici e tiratene Voi stessi le conclusioni.

 


Reuters. 2016-12-05. Euro giù ma in recupero da minimi post vittoria ‘No’ referendum

LONDRA (Reuters) – Euro sempre in deprezzamento questa mattina ma in risalita dai minimi della notte, toccati poco dopo la chiusura delle urne e l’emergere della vittoria del ‘No’ nel referendum costituzionale italiano di ieri e l’annuncio di dimissioni da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

** Poco dopo le ore 9 l’euro/dollaro si riporta sopra quota 1,06, dopo essere sceso nella prima parte della seduta fino al minimo da quasi due anni di 1,0508.

** L’euro recupera anche nei confronti dello yen, riavvicinandosi a 121 dopo essere sceso fino a 118,77.

** Il cambio euro/sterlina resta invece poco sopra il minimo di seduta di 0,8305, il livello più basso da fine luglio.

** In mattinata si guarderà anche ai Pmi servizi della zona euro, mentre in prospettiva assume ancora più significato il meeting Bce di giovedì, dal quale molti operatori si attendono l’annuncio di un’estensione del Qe.

** In mattinata intanto si è espresso il banchiere centrale francese Francois Villeroy de Galhau, spiegando che l’esito del referendum italiano rappresenta un’altra fonte di incertezza e che Francoforte ne guarderà con attenzione le conseguenze, ma che non può essere messo a confronto col voto sulla Brexit.

 

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