Pubblicato in: Amministrazione, Senza categoria, Sistemi Politici

Voto dei cittadini residenti all’estero. Un problema giuridico.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-04.

 urne-elettorali-001

L’emigrazione all’estero è un fenomeno molto marcato in Italia. Se da una parte indica come questa nazione non sia in grado di fornire idonee posizioni lavorative, dall’altra denota come gli italiani abbiano preparazioni professionali tali da permettere un corretto inserimento in qualsiasi altro stato del mondo.

Emigrazione dall’Italia. 107,529 nel solo 2015.

«La mobilità e una risorsa, ma diventa dannosa se e a senso unico, quando cioè è una emorragia di talento e competenza da un unico posto e non e corrisposta da una forza di attrazione che spinge al rientro»

*

Anagrafe Italiani residenti all’estero (A.I.R.E.)

«L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.) è stata istituita con legge 27 ottobre 1988, n. 470 e contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi. Essa è gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero.

L’iscrizione all’A.I.R.E. è un diritto-dovere del cittadino (art. 6 legge 470/1988) e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti, quali per esempio:

    la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.;

    la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;

    la possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra U.E.; per i dettagli consultate la sezione Autoveicoli – Patente di guida).

Devono iscriversi all’A.I.R.E.:

    i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;

    quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.»

*

Farnesina. Voto Italiani all’Estero.

«I cittadini italiani residenti all’estero e regolarmente iscritti all’AIRE possono esercitare il diritto di voto all’estero nel luogo di residenza per le elezioni politiche nazionali, per i referendum abrogativi e costituzionali ex artt. 75 e 138 della Costituzione e per le elezioni del Parlamento europeo. Il voto all’estero per le elezioni politiche nazionali e i referendum è regolato dalla Legge 27 dicembre 2001, n. 459 e dal relativo Regolamento attuativo (D.P.R. 2 aprile 2003, n. 104), in attuazione degli art. 48, 56 e 57 della Costituzione, che hanno istituito la Circoscrizione Estero. La Legge 6 maggio 2015, n. 52, (c.d. “Italicum”) ha stabilito che anche i cittadini temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi per motivi di lavoro, studio o cure mediche possono chiedere al proprio Comune di votare all’estero per corrispondenza. La disposizione avrà effetto per l’elezione della Camera dei Deputati dal 1° luglio 2016, mentre è in vigore da subito per eventuali referendum successivi alla data di entrata in vigore della legge (23 maggio 2015).

Il voto all’estero per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo è invece regolato dalla legge 24 gennaio 1979 n. 18 e dal Decreto-legge del 24 giugno 1994 n. 408 (convertito in legge 3 agosto 1994, n. 483).

Gli elettori italiani residenti all’estero e regolarmente iscritti all’AIRE possono altresì votare per l’elezione dei rappresentanti dei COMITES – Comitati degli italiani all’estero (legge 23 ottobre 2003, n. 286).»

* * * * * * *

Al 1° gennaio del 2016 sono 4.811.163 i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE). L’aumento, in valore assoluto, rispetto al 2015 è di 174.516 iscrizioni (+3,8% di crescita). La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (oltre 2,5 milioni) e per nascita (1.888.223).

Tenendo conto che tra i residenti all’estero prevalgono quelli in età lavorativa, questa categoria di cittadine rende conto di un po’ più del 12% degli elettori.

*

Il problema se ammetterli o meno al voto e stabilirne le modalità non è per nulla di facile risoluzione, anche se al momento in Italia vige una legge che regolamenta questa evenienza.

In questa sede proponiamo un aspetto giuridico, non politico.

– È chiaro che i residenti all’estero, essendo cittadini italiani, abbiano in linea generale il diritto ad esprimere il proprio voto.

– Sarebbe tuttavia utile distinguere tra residenti all’estero per periodi più o meno lunghi, ma definiti, ovvero in modo definitivo.

– Sembrerebbe infatti lecito domandarsi se il diritto di voto debba o meno essere esteso anche ai cittadini italiani che risiedono in modo permanente all’estero: poniamo questa domanda come interrogativo da dibattere.

* * * * * * * *

Poniamo quindi la domanda finale.

Il diritto di voto dovrebbe competere a tutti i Cittadini ovvero solo ai Cittadini stabilmente residenti in Italia?

Non sarebbe logico attribuire il diritto di voto solo a chi paga le tasse?

È un quesito valido non solo per l’Italia.

Per esempio, nelle ultime elezioni presidenziali poi annullate in Austria, il voto dei residenti all’estero ha ribaltato il risultato elettorale ottenuto in patria.

Sarebbe da discutere, ripetiamo, se sia o meno lecito che persone che non vivono continuativamente in un posto abbiano o meno il diritto di dettarvi legge.

Annunci

Un pensiero riguardo “Voto dei cittadini residenti all’estero. Un problema giuridico.

I commenti sono chiusi.