Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

E ci pensate due giorni prima delle elezioni? – Bbc.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-03.

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La Bbc scende in campo addirittura con l’Editor per l’Europa, Mrs Katya Adler, femmina, ovviamente. Nessuna testata socialista di grido potrebbe permettersi l’onta di avere un maschio ad un posto direzionale. Non interessa più di tanto ciò che scrive, tanto lo stipendio lo paga lo stato, purché ovviamente sia ligio al pensiero egemone.

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«Should European leaders fear Austria-Italy backlash?»

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«And both those hypothetical events would be hugely significant if they came to pass»

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«There are fears of a tsunami of nativist populism sweeping through Europe in 2017 – in France, Italy, the Netherlands and beyond.»

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«The so-called populists are growing in influence and strength because there’s a yawning gap in the political market.»

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«Voter anger, resentment and distrust of the Establishment is widespread, as we know»

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«The more than two million Austrians who voted for the Freedom Party (FPOe) in the first round of their presidential election in October are not all a screaming mob of far-right extremists»

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«Marine Le Pen hasn’t made the French National Front (FN) the success it is today by continuing with her father’s rabid anti-Semitism and xenophobia. …. Young Frenchmen with a North African background hold visible positions in the FN.»

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«So will 2017 in fact be the year traditional politics wakes up?»

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«And the vote in Austria? It’s not “just” a presidential vote. The resonance in Austria of having of a far-right figure as head of state cannot be overplayed.»

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«Polls suggest PM Renzi will lose in Italy and the far right will win in Austria.»

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Le peggiori, acerrime nemiche giurate delle donne sono le femministe assurte in quote rosa a posti di responsabilità.

Si osserva cosa fanno, in questo caso cosa scrivono, e si capisce perché per millenni le donne sono state tenute a casa a far la calza. Ma questo non si potrebbe dire perché sarebbe politicamente scorretto. Il pezzo riportato è comunque da manuale.

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Per gli eventi del quattro di dicembre la Bbc mobilita addirittura l’Editor per l’Europa, Mrs Katya Adler, per fare il commento di cui sopra abbiamo riportato alcune frasi ritenute essere salienti.

A due giorni dalle elezioni in Austria e per il referendum costituzionale italiano l’editorialista si accorge che:

«who voted for the Freedom Party (FPOe) …. are not all a screaming mob of far-right extremists».

Vivaddio! Fino a pochi giorni or sono erano tutti nazisti, razzisti, xenofobi, etc., etc, fino ai due massimi insulti possibili per la sinistra: populisti ed omofobi!

Stesso discorso per gli Elettori di Front National:

«Young Frenchmen with a North African background hold visible positions in the FN.»

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«Voter anger, resentment and distrust of the Establishment is widespread»

No. No, Mrs Katya Adler.

Non sono voti di persone scontente, irritate, anti-establishment.

Non sono voti di mera protesta.

Sono voti di Elettori che vogliono smantellare questo stato socialista, e quindi mandare a casa l’attuale dirigenza, perché vogliono costruire una società ove il socialismo non abbia albergo. Sono voti propositivi, non di protesta.

Sono Elettori che sono determinati a ripristinare i valori della tradizione religiosa, storica, culturale: cosa questa non da poco. Valori millenari corroborati al vaglio del tempo, non posticci logicamente instabili e grondanti di iniquità.

Sono Elettori che vogliono ristabilire il predominio della verità sulla menzogna, e che per questo rifiutano il fraseggio ‘politicamente corretto‘, ove tutto è snaturato nell’edulcorane dell’insulso contraddittorio.

Sono Elettori che sostengono la lucente normalità di ciò che è secondo natura, e che per questo rigettano le perversioni innaturali elette a sistema e difese dalle corti di giustizia. Imposte a viva forza.

Sono infine Elettori che propugnano la libertà di pensiero: è per questo che rigettano la dittatura del pensiero unico, di quello propugnato dal socialismo ed eletto a sistema da questa élite dirigenziale che tra pco tempo sarà scacciata avendo perso le elezioni.

Si badi bene. Non saranno scacciati e basta. Se ne andranno perchè altri avranno vinto la competizione elettorale.

Forse il quattro dicembre non raggiungeranno ancora la maggioranza, ma avranno sicuramente scardinato il sistema.

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Mrs Katya Adler, la devoluzione socialista non sta accadendo per una qualche alchimia elettorale. L’Fpö non ha nel suo dna le votazioni ‘alla austriaca‘.

È la Weltanschauung della libertà che sta travolgendo quella socialista.

Nota.

Secondo Treccani, ‘devoluzione‘ indica «Trasmissione o passaggio di un diritto, del godimento di un bene da una persona a un’altra, per effetto di una legge, di un contratto …. il diritto del proprietario del fondo enfiteutico di far cessare l’enfiteusi riottenendo così il dominio utile».

Per chiarezza, ‘enfiteusi‘ indica il «diritto reale su un fondo altrui, urbano o rustico, in base al quale il titolare (enfiteuta) ha la facoltà di godimento più pieno (dominio utile) sul fondo stesso».

Di conseguenza, il termine ‘devoluzione del socialismo‘ indica il fatto che i cittadini stanno riappropriandosi dell’uso, disposizione e proprietà della cosa pubblica di cui per lungo tempo il socialismo ideologico si era illecitamente appropriato.

La cosa pubblica appartiene ai Cittadini Elettori, non ai socialisti. I Cittadini Elettori sno persone libere, non schiave del pensiero unico. 


Bbc. 2016-12-02. Should European leaders fear Austria-Italy backlash?

There are an awful lot of alarmist headlines about this weekend in Europe – screeching headlines about the far right swooping into Austria’s presidential palace, and painting Italy as poised to crash into financial, banking and political oblivion if Prime Minister Matteo Renzi loses a referendum on constitutional reform.

And both those hypothetical events would be hugely significant if they came to pass: Europe’s first far-right head of state since World War Two in Austria, and uncertainty and instability in the eurozone’s third-largest economy – Italy – spoken of in hushed, nervous whispers in EU corridors as “too big to fail”.

There are fears of a tsunami of nativist populism sweeping through Europe in 2017 – in France, Italy, the Netherlands and beyond.

But the UK’s June Brexit vote and Donald Trump’s US election success do not make victories for Europe’s far right or nationalist-minded, anti-establishment parties inevitable.

Disconnected voters

The so-called populists are growing in influence and strength because there’s a yawning gap in the political market.

They are able to say to voters “We will actually listen to you”.

Voter anger, resentment and distrust of the Establishment is widespread, as we know.

But traditional politics is not dead in the water.

Wake-up call

The more than two million Austrians who voted for the Freedom Party (FPOe) in the first round of their presidential election in October are not all a screaming mob of far-right extremists.

Marine Le Pen hasn’t made the French National Front (FN) the success it is today by continuing with her father’s rabid anti-Semitism and xenophobia.

She changed the party to make it appear more mainstream. Young Frenchmen with a North African background hold visible positions in the FN.

Italy’s Five Star Movement says – as do many of these political groupings in Europe – that it is neither of the right nor the left, but of the people.

Bingo.

So will 2017 in fact be the year traditional politics wakes up?

France’s Hollande won’t seek re-election

Italy referendum: Renzi risks populist wave

Austria far-right hopeful eyes EU vote

Referendum adds to Italian banks’ woes

f you’re worrying about Italy this weekend, take comfort from the fact that the financial markets have wobbled in advance of the referendum, which suggests they won’t take a startled nose-dive if Prime Minister Renzi loses as predicted.

Italy has had 63 governments since 1945. It’s a country well versed in political instability.

Not good for the country or the wider EU and eurozone, but if Mr Renzi steps down, you can bet the Italian president already has in mind the technocrat government he will try to form until elections are held.

And the vote in Austria?

It’s not “just” a presidential vote.

The resonance in Austria of having of a far-right figure as head of state cannot be overplayed. But it might serve to galvanise the bloated, self-entitlement-oozing parties of the centre in Austria (and elsewhere in Europe) to understand why they are failing, while “populists” are so popular, and perhaps work on serving their electorate far better.

And, of course, we don’t yet know what Sunday will bring.

Polls suggest PM Renzi will lose in Italy and the far right will win in Austria.

But who dares trust polls these days?

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