Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Politici, Unione Europea

Fillon, pro-russo. Scontro inevitabile con Frau Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-29.

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Alle elezioni primarie Mr Fançois Fillon ha ottenuto 2,851,487 voti validi contro i 1,435,667 di Mr Alain Juppé, vulgo Alì Juppé.

Francia. È iniziata la rivoluzione. Qualcuno lo vada a dire al boia.

Fillon. Le sue idee potrebbero conquistare l’Europa.

Francia. Dopo decenni di persecuzioni il voto cattolico è determinante.

Francia. Primarie. Sorkozy silurato. Fillon primo.

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In primo luogo, è la prima volta che la Francia ricorre alle elezioni primarie per la scelta del candidato alla presidenza della repubblica. Diamo atto i Les Républicains di aver inaugurato questa prassi democratica, che speriamo sia mantenuta nel tempo.

In secondo luogo, notiamo come i Les Républicains abbiano portato alle urne, per accedere alle quali si doveva anche pagare, ben 4,287,154 elettori. È una cifra davvero imponente, che li proietta ad almeno dodici milioni di voti al primo turno delle elezioni presidenziali. Potrebbero risultare essere testa a testa con Mrs Le Pen.

In terzo luogo, Mr Fillon ha sicuramente riconosciuto come il Front National sia un avversario politico, ma sicuramente non lo ha trattato da nemico.

In quarto luogo, il partito socialista francese è destinato ad essere estromesso dall’arco costituzionale annientato come forza politica organizzata. Sembrerebbe del tutto ragionevole che i media, al momento rigorosamente di sinistra, debbano ripensare a fondo le proprie posizioni. Né sarebbe pensabile che Mrs Le Pen o Mr Fillon, chiunque dei due diventi presidente, non bonifichi i media pubblici in modo radicale almeno quanto fece Mr Hollande a suo tempo.

In quinto luogo, non si dovrebbe dimenticare come un milione e mezzo circa di voti ottenuti da Mr Fillon provengano dall’area cattolica. Sarà molto difficile che Mr Fillon, nel caso vincesse le elezioni, non desse voce anche a questa categoria che reclama un riequilibrio in molti provvedimenti presi dalla vecchia amministrazione.

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Sono però interessanti i risvolti in politica estera, sempre nella ipotesi che Mr Fillon, vincesse le elezioni. Ma fra lui e Mrs le Pen vi sono ben poche differenze.

Questa mattina Bloomberg dedica un editoriale su quella che potrebbe essere la politica estera di Mr Fillon.

Fillon Win Gives Putin Hope for New Ally as Sanctions Zeal Fades

«Fillon’s vision is that France and Europe should be a little closer to Moscow and a little more distanced from Washington — this is what he believes would be General de Gaulle’s vision,” Bruno Tertrais, deputy head of the Paris-based Foundation for Strategic Research, said in an interview. “Fillon could open a rift with some European counterparts.»

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«Fillon referred to Russia as a “great nation” in his presidential campaign book and said it is a democracy that is not a threat to Europe. Staffing his campaign team with two long-time advisers — Jean de Boishue and Igor Mitrovanov — descended from Russians exiled after the 1917 revolution, Fillon has called on France to work with Russia, even in Syria and Ukraine.»

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Sarebbe una inversione totale della politica estera francese, molto in assonanza con quella prospettata dal presidente eletto Mr Trump. L’attuale dirigenza europea ne resterebbe totalmente spiazzata ed isolata.

– In Consiglio di Europa siederebbe un Presidente Francese con linea politica diametralmente opposta a quella del suo predecessore. Tutti gli attuali equilibri in seno a tale alto consesso ne risulterebbero stravolti. Non è solo questione di politica dei migranti, anzi. Mr Fillon ha annunciato l’intenzione di licenziare almeno 500,000 di pendenti delle pubbliche amministrazioni e di dimezzare almeno le imposte sulla classe media. L’opposto di quanto sostenuto da Mr Juncker e da Frau Merkel.

– Ma quello che si preannuncerebbe essere il cambiamento maggiore sarebbe quello dei rapporti con la Russia. Mr Fillon usa la Realpolitik: se la Russia c’è ed ha le sue caratteristiche, allora accorre arrivare ad un accordo dignitoso. Questa posizione sarebbe del tutto antitetica a quella della Germania, e potrebbe portare anche ad attriti severi. Qui non si tratterebbe di essere a favore o contrari alla Russia: si tratterebbe soltanto di avere il buon senso di prenderla in considerazione per ciò che è e non per ciò che si vorrebbe essa fosse.

– Si spezzerebbe in questa maniera l’asse Parigi – Berlino che ha governato l’Unione Europea per decenni. Le conseguenze potrebbero essere del tutto impredicibili, specie per quanto concerne i rapporti con la Banca Centrale Europea e con i paesi del Gruppo Visegrad, che già hanno in essere stretti rapporti di collaborazione con la Cina.

– La parcellizzazione del Consiglio di Europa e la rottura dell’asse Parigi – Berlino esiterebbero però in modo inevitabile nella disgregazione dell’Unione Europea.

Né si escluda a priori un Frexit. Il popolo francese è arcistufo di questa Europa, checchè ne dicano i media.

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Un’ultima considerazione, doverosa.

La Bundeskanzlerin Frau Merkel ha annunciato che si presenterà alle elezioni del prossimo autunno per un quarto mandato. Ma i risultati del brexit, delle elezioni americane e di queste primarie francesi insegnerebbero come una cosa sia presentarsi ed un’altra essere eletti. Ne sanno qualcosa Mrs Hillary Clinton, Mr Sarkozy e Mr Juppé.

Per questo motivo ci si prepari. Il periodo che andrà dal 23 aprile alle elezioni politiche tedesche potrebbe veder maturare anche in Germania drastici mutamenti negli umori dell’elettorato.

Nota.

I media, e con essi molti signori Commentatori, hanno espresso puntualmente la loro viscerale avversione ai valori della tradizione europea. Ne prendiamo atto.

Simultaneamente prendiamo atto che le loro posizioni non attirano più gli Elettori, che sono attaccati alla tradizione come patelle agli scogli.

«the silent majority in rural France, embodying traditional values»

Nessuno dei media aveva previsto non si dice la forza politica, ma nemmeno la stessa esistenza, di Sens Commun, che pure rende conto di quasi un milione e mezzo di voti. Per ora su Mr Fillon, ma in un domani su chi sapesse dar loro ascolto e voce. E siamo solo agli inizi.


The Local. 216-11-28. Russia hails Francois Fillon (as a worried Germany looks on)

Russian media on Monday hailed the nomination of former French prime minister Francois Fillon, while he sparked unease in Germany with his friendly attitude toward Russia.

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Francois Fillon, frontrunner to become France’s next president, is known for his pro-Russian stance in international politics.

He wants closer ties with the Kremlin and has called for the European Union to lift its sanctions on Moscow imposed after Russia’s invasion of Ukraine in 2014.

“François Fillon is the most pragmatic candidate in international politics,” said the official Russian news agency, Ria-Novosti.

“Fillon lived up to the expectations of the French people,” said Russia’s most popular Channel One.

NTV channel said Fillon, 62, who was prime minister from 2007-2012, “was able to gauge the moods of the silent majority” in rural France, “embodying traditional values” in voters’ eyes.

“Fillon is closer to the voters than Alain Juppe on several issues: the fight against the Islamic state, gay marriage, and Russia,” Alexei Pushkov, the member of Russian parliament’s upper chamber, wrote on Twitter.

Kremlin spokesman Dmitry Peskov gave a neutral comment Monday, saying Moscow respects electoral processes in other countries and prefers not to interfere.

“Of course there are candidates with whom our president had the occasion to communicate more closely in recent years, and there are candidates with whom he spoke more rarely and whom he does not know as well,” Peskov said.

Fillon’s term as prime minister overlapped with Putin’s and their closeness led to questions about his foreign policy during the campaign, with Juppé calling him Putin’s “yes man”.

Germans ‘prefer Juppé’ 

Fillon’s closeness to President Vladimir Putin, his call to lift sanctions imposed after Russia annexed Crimea, and the fact that he believes the EU and United States “provoked” Russia by expanding NATO’s presence into eastern Europe are all positions that differ from German Chancellor Angela Merkel,   

She has kept the phone lines open to Putin but adopted a firm approach against Russia’s encroachment in Ukraine.

She is worried by Trump’s admiration for Putin, has condemned Russian bombing of Syria’s Aleppo as “inhumane and cruel”, and refused to rule out imposing further sanctions on Moscow.

“In the diplomatic arena, there may be problems between Fillon and Berlin, with the first issue being policies vis-a-vis Russia,” said Barbara Kunz of the Study Committee on French-German Relations.

Kunz said all this meant that, “even if no one is saying it openly, the Germans prefer Alain Juppé”.

A member of the chancellor’s party, speaking on condition of anonymity, agreed on this point, saying that the former prime minister’s less hardline profile is a “better Merkel-fit”.

Norbert Roettgen, who heads the German parliament’s foreign affairs committee, also said that “there is no doubt that there is a major difference” between Fillon and Germany’s position on Russia.

“It’s not just about Ukraine, but also about whether Europe can remain a whole, a free continent” or is once again divided between a “free Europe and a zone of Russian influence”, he told AFP.

“Sanctions are precisely the expression of a united rejection of Russia’s position, which holds that might is right,” he added.

“We have a fundamental disagreement on the issue of Russia and we need to speak about this with Francois Fillon.”

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