Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario, Unione Europea

Altri elementi a favore di un rialzo dei tassi.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-29.

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Ci sembrerebbe attribuire troppi poteri a Mr Trump affermare che egli possa essere la causa del prossimo aumento dei tassi di interesse. Concausa certamente, causa sembrerebbe essere giudizio azzardato.

I periodi di tassi alti si alternano a periodi di tassi bassi: i governanti del momento cercano solo di gestire al meglio le situazioni contingenti.

Ragionevolmente, sempre che la stima sia corretta e che sia poi attuata, questo potrebbe essere lo scenario futuro.

«Questo stimolo fiscale vale 200 miliardi di dollari e di questa cifra aumenteranno le aste dei titoli di Stato americani nel 2017. A questo vanno sommati altri 200 miliardi di flussi usciti dai Treasuries ed entrati in Borsa. In tutto si tratta di 400 miliardi che equivalgono a un rialzo dei rendimenti di 40 centesimi».

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«Il mercato sta modificando prezzi e rendimenti dei bond, è un cambiamento epocale, stiamo passando da un mondo dominato dalla politica monetaria delle banche centrali a una crescita economica dettata dalle politiche fiscali più accomodanti … Il rendimento del BTp e lo spread contro Bund hanno iniziato a muoversi su questo, in anticipo, non per il referendum. Il tasso del BTp ha cominciato a salire dal discorso di Draghi in settembre, perché il mercato ha scontato meno acquisti di titoli italiani da parte della Bce»

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Si dovrebbe però aggiunger ai già numerosi problemi quello del quale nessuno vorrebbe parlare.

Tra sei mesi esisterà ancora l’Unione Europea, almeno così come oggi la conosciamo? Tra pochi giorni si terrà il referendum in italia e l’elezione presidenziale in Austria. Anche Mr Hofer non sia eletto, la presenza di eurocritici al 50% non potrà essere ignorata da nessun governo. Poi ci saranno le elezioni in Olanda e quelle in alcuni Laender tedeschi, ed in questi ultimi Frau Merkel potrebbe riportare scottanti sconfitte elettorali. Le elezioni presidenziali francesi poi scardineranno l’atuale assetto europeo: che sia eletto Mr Fillon oppure Mrs Le Pen l’asse franco – tedesco sarà rotto in modo irrimediabile e l’ottica delle politiche economiche severamente alterato. Sarebbe ingenuo pensare che i tassi di interesse non ne subiscano delle conseguenze, ma anche sarebbe altrettanto ingenuo ritenere che questa Europa possa sopravvivere serenamente.

 


Sole 24 Ore. 2016-11-24. Trump, gli stimoli fiscali e il balzo dei rendimenti

Stimolo fiscale, più emissioni di titoli di Stato e più inflazione, politica monetaria meno accomodante, inasprimento del rischio politico e allargamento degli spread. I mercati non sono a corto di idee quando decidono di imprimere la tanto attesa correzione sui bond dopo un lungo periodo di tassi ai minimi storici.

Il chief economist di S&P Global ratings Jean-Michel Six ieri ha spiegato da dove viene l’impennata dei rendimenti dei Treasuries Usa decennali: «Il mercato sconta uno stimolo fiscale del’1% del Pil nel 2017 che Trump farà subito con il taglio delle tasse a imprese e famiglie. Gli investimenti in infrastrutture hanno tempi molto più lunghi – ha detto -. Questo stimolofiscale vale 200 miliardi di dollari e di questa cifra aumenteranno le aste dei titoli di Stato americani nel 2017. A questo vanno sommati altri 200 miliardi di flussi usciti dai Treasuries ed entrati in Borsa. In tutto si tratta di 400 miliardi che equivalgono a un rialzo dei rendimenti di 40 centesimi». Infatti i Treasuries decennali sono saliti dall’1,86% pre-Trump all’attuale 2,30%. Six prevede l’avvio da questo dicembre di un ciclo di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, due o tre aumenti nel 2017 e due nel 2018 «basati sull’accelerazione dell’inflazione e il deficit per finanziare lo stimolo fiscale». I rendimenti dei titoli di Stato europei, tedeschi per primi, si stanno agganciando ai bond Usa: per arbitraggi e aggiustamenti di posizioni dei fund manager, e perchè in Europa, per arginare l’ascesa del populismo, i governi allenteranno la cinghia a favore dello stimolo fiscale. Six ha sottolineato che lapolitica monetaria della Bce andrà nella direzione opposta a quella della Federal Reserve (un euro debole fa bene alla ripresa europea) arriverà l’estensione del QE di Mario Draghi fino a fine 2017.

Il settore del fixed income è in ebollizione. «Il mercato sta modificando prezzi e rendimenti dei bond, è un cambiamento epocale, stiamo passando da un mondo dominato dalla politica monetaria delle banche centrali a una crescita economica dettata dalle politiche fiscali più accomodanti- ha commentato Cosimo Marasciulo, head of government bonds di Pioneer Investments. – Il rendimento del BTp e lo spread contro Bund hanno iniziato a muoversi su questo, in anticipo, non per il referendum. Il tasso del BTp ha cominciato a salire dal discorso di Draghi in settembre, perché il mercato ha scontato meno acquisti di titoli italiani da parte della Bce. Poi il nuovo target della Banca centrale del Giappone sul rendimento dei titoli di Stato a 10 anni è stato interpretato dal mercato come una mossa di Kuroda per poter acquistare JGBs senza limite di importo e tenere bassi i tassi sul lungo termine nel caso di maggior stimolo fiscale: per evitare in Giappone quello che sta già accadendo negli Usa dove i rendimenti dei Treasuries sono schizzati all’insù in previsione di una politica fiscale accomodante da Donald Trump. In Europa, la Germania è il paese con il maggior spazio fiscale e Merkel e Schauble hanno infatti annunciato tagli alle tasse post elezioni. Ma intanto il rendimento del BTp sale per la prima volta più di quello dei Bund e questo incorpora un maggior premio per il rischio Italia». Six prevede tensione sullo spreadBTp/Bund nel caso di vittoria del “no” al referendum, anche se i livelli della crisi 2010-2011 non torneranno.

In controtendenza i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a due anni hanno toccato in questi giorni minimi storici scommettendo sulla Bce se deciderà di acquistare bond sotto la soglia delle deposit facilities (-0,40%) . Ieri però c’è stato un rimbalzo da questi minimi su voci di un intervento della banca centrale per allentare le forti tensioni sul mercato del pronti contro termine europeo dove è tutto sotto sopra, chi si finanzia viene ben remunerato invece di pagare un interesse. Lo spread tra i titoli a due anni italiani(0,23%) e tedeschi (-0,73%) segue il trend e si allarga: in pochi giorni è quasi raddoppiato, da 50 a 100 punti.

 

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