Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. È iniziata la rivoluzione. Qualcuno lo vada a dire al boia.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-27.

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«Primarie Francia, trionfa Fillon, Juppé ammette la sconfitta.

 Con più della metà dei seggi scrutinati la situazione è 68% contro 32% Il secondo turno delle primarie ha attirato – dato delle 17 – quasi tre milioni di votanti nel 78% dei seggi, un aumento del 4,5% rispetto all’affluenza rilevata alla stessa ora del primo turno. E’ la prima volta che la destra sceglie il candidato con le primarie.» [Rai News]

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L’impressione netta è che non ci si sia ancora resi conto della portata della nomination di Mr. Fillot.

Questo candidato ha capito benissimo come siano cambiati gli umori dei francesi.

Per dirla usando le parole del Deutsche Welle:

«politicians and media opinions had repeatedly stigmatized both movements on a moral basis. Now it is dawning on many that not all who see themselves as right of center are racists, or right wing extremists»

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«Furthermore, over the last several years, irritation over the consensus and feel-good oasis Berlin, in which those who oppose gay marriage are labelled homophobes, has grown palpable»

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«The mainstream media, above all, has been monotonous and one-sided in its reporting, essentially telling people how they should think»

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«More and more, people are growing annoyed with the concept of political correctness as the behavioral compass of our society»

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Ottima l’arguta notazione della Bbc.

«It is the party’s first such primary vote, modelled on the US system. The race for the nomination has come down to a choice between two former prime ministers.»

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«More than four million people voted in the first round a week ago, denying Mr Sarkozy another run at the presidency»

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«Both Mr Fillon, 62, and Mr Juppe, 71, want economic reforms – but they differ widely on how far and how fast to take them»

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«Mr Fillon says France is angry and wants radical change. He is planning to slash 500,000 public jobs.»

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È iniziata la rivoluzione.

«He is planning to slash

500,000 public jobs.»

Quattro milioni di Elettori sono andati a votare, ed hanno pagato per farlo.

Non ne possono di più di questo stato: per loro è questione oramai di vita o di morte.

Fillon ha raccolto l’urlo di dolore che si leva dalla componente produttiva, che da dieci anni sopporta tutto il peso dell’austerity: comparto che non assume e licenzia.

Mentre i dipendenti delle pubbliche amministrazioni assistono dai loro posti inamovibili e blindati dal macello della nazione. Esattamente come i baroni ed i conti dell’Ancien Régime.

Si lamenteranno dei licenziamenti! Stolti! Meglio essere licenziati che finire sotto la ghigliottina, alla quale sono vicinissimi.

 

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2 pensieri riguardo “Francia. È iniziata la rivoluzione. Qualcuno lo vada a dire al boia.

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