Pubblicato in: Senza categoria

Credit Suisse. Global Wealth Report 2016.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-26.

2016-11-26__credit_suisse__001

Il Credit Suisse Research Institute ha pubblicato il Global Wealth Report 2016, unitamente al Global Wealth Databook 2016.

Testi e tabelle sono davvero ponderosi, coprendo tutte le nazioni del mondo: sarebbe semplicemente impossibile farne un sia pur stringato sommario.

Sembrerebbe però di interesse generale concentrarsi su di una sola tabella, quella che inerisce la ricchezza nazionale.

Un particolare motivo di interesse consiste nel fatto che gli statistici del Credit Suisse hanno, molto correttamente, riportato anche i valori mediani. Ricordiamo come, data una serie di dati, la media aritmetica sia quel parametro che minimizza la somma degli scarti quadratici medi, mentre la mediana minimizza la somma dei valori assoluti degli scarti. In altri termini, meno formali ma forse più comprensibili, la mediana è quel valore che lascia un eguale numero di elementi alla sua sinistra ed alla sua destra: minori ovvero maggiori.

Nel caso di distribuzioni simmetriche attorno al valor centrale, media e mediana coincidono. Più le curve di distribuzione di frequenza siano asimmetriche, maggiore la differenza tra media e mediana.

Nelle curve di frequenza con lunga coda destra la mediana è inferiore alla media, e viceversa.

*

In Italia ogni adulto ha una ricchezza media di 104,105$, contro una mediana di 43,425$. Sono valori molto buoni ma non certo entusiasmanti. Il rapporto media/mediana è 2.4, segno che la ricchezza è molto, troppo, distribuita. Infatti il numero dei milionari assomma a 1,132,000 su 49,300,000 adulti, essendo quindi il rapporto eguale a 43.55.

Se si considerasse la Germania, ogni adulto ha una ricchezza media di 185,175$, contro una mediana di 42,833$. Ma Il rapporto media/mediana è 4.32 ed il numero dei milionari assomma a 1,637,000, con rapporto 40.97.  In questo paese la ricchezza è ben più concentrata che in Italia, fatto questo che favorisce gli investimenti produttivi..

Si noti come, ragionando in termini mediani, i tedeschi siano meno ricchi degli italiani, sfatando così un luogo comune.

Considerando invece gli Stati Uniti, ogni adulto ha una ricchezza media di 344,692$, contro una mediana di 44,977$. Il rapporto media/mediana è 7.66. La metà della popolazione americana ha una ricchezza di poco superiore a quella della metà della popolazione italiana e tedesca. Per contro, il numero dei milionari è 13,554,000, con un rapporto di 18.75.

*

La disponibilità dei valor mediani di ricchezza consente di trarre numerose considerazioni.

Nei paesi europei la ricchezza è troppo distribuita: è in altri termini troppo sbilanciata. Questo dato risponde a giustizia solo entro angusti limiti logici: se infatti consente di elargire benessere a strati ampi della popolazione, d’altro canto inibisce numero e quantità di investimenti, uno mezzo noto per far incrementare il benessere. Si privilegia in altri termini il livello di poco superiore la sopravvivenza pagando lo scotto di ostacolare la formazione generalizzata di ricchezza consistente. Infatti, in Italia il rapporto popolazione / milionari è 43.55 in Italia, 40.97 in Germania, mentre negli Stati Uniti vale 18.75.

Se è vero che le esigenze basali della popolazione devono essere soddisfatte anche nell’immediato – chi avesse fame dovrebbe essere sfamato adesso, non tra un qualche tempo – è altrettanto vero che una collettività che non genera nuovi e sempre più numerosi milionari si taglia ogni via di possibile sviluppo nel tempo.

Sono due fenomeni opposti nella scala temporale: servirebbe avere un equilibrio misto a buon senso che solo l’empirismo sembrerebbe poter provvedere.

Questa considerazioni basata sulle evidenze empiriche porterebbero alla fine a mettere in dubbio, in discussione, un dogma fortissimamente radicato nella mentalità europea corrente, al punto tale da essere considerato un tabù, una verità religiosa, cosa che in realtà non è.

Ci si dovrebbe porre concretamente la domanda se in questa fase storica non sia più conveniente passare da una tassazione progressiva sul reddito ad una flat.

I due sistemi hanno caratteristiche differenti, ma non esiste presupposto teorico per cui una delle due sia più “giusta” dell’altra.

Il sistema progressivo drena dalla popolazione una maggiore quota di ricchezza, utilizzata poi in una qualche maniera politica dallo stato. In ultima analisi, impedisce ai ricchi di arricchirsi sempre più. Ciò è visto in Europa come disdicevole, ma il giudizio morale non compete allo stato. Più il ricco diventa ricco, e maggiore sarà la quota di ricchezza che dedica agli investimenti. Investimenti produttivi del tutto latitanti negli stati europei negli ultimi decenni.

La tassa flat unisce la semplicità della riscossione alla possibilità di accantonare risorse oltrepassando alla fine la soglia che, avendo più che ampiamente soddisfatto le esigenze personali, riversa sugli investimenti produttivi.

Due ultime considerazioni, si direbbe quasi lapalissiane.

Nessuno ha interesse a lavorare in una società che non consenta di arricchirsi e che non consenta di vivere da ricchi.

Se l’attuale situazione europea impedisce l’arricchimento, ne consegue che facilita l’impoverimento.

La Ricchezza. Domandiamoci cosa sia.

Italia. Povertà. Un disonore nazionale.

 

 

Annunci

Un pensiero riguardo “Credit Suisse. Global Wealth Report 2016.

I commenti sono chiusi.