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Socialdemocrazie europee. Trump sbatte in faccia la realtà.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-21.

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Con notevole prudenza e circospezione Mr Peter Levring ha pubblicato in Bloomberg un articolo che mette un dito dentro una piaga purulenta di questa povera Unione Europea. Per farlo, Mr Levring porta l’esempio della Danimarca, ma si sta dando da bere al chierico per dissetare il parroco. Il messaggio suona forte e chiaro per Germania, Francia e Regno Unito. Solo per fare i nomi più rilevanti.

Il problema.

– Senza forze armate nessun paese può permettersi il lusso di fare una sua politica estera.

– Senza forze armate presto o tardi il paese soccombe a quanti ne dispongano e siano disposti ad usarle;

– Per decenni la politica americana, specialmente quella dei democratici, ha tollerato che i paesi europei contribuissero in modo virtuale al mantenimento della Nato, anche a costo di gravare sulle tasche dei propri contribuenti.

– Non fu buon animo. Con forze armate fatiscenti i paesi europei erano legati mani e piedi ad ogni desiderio dell’Amministrazione americana. E questo in qualsiasi settore politico ed economico.

– I paesi europei si cullarono nella illusione che gli Stati Uniti fossero disposti ad affrontare una guerra atomica globale, ossia a scomparire dalla faccia della terra, pur di difendere l’integrità territoriale dell’Europa. Visione utopica di menti psichiatriche.

*

Adesso Mr Trump, nuovo Presidente degli Stati Uniti dopo un vuoto direzionale di ben otto lunghi anni, ha deciso di tirare i remi in barca ed invertire la rotta.

Per rimettere in moto l’economia americana, non a parole ma nei fatti, Mr Trump deve almeno dimezzare le tasse alla classe media, come peraltro aveva promesso, ed aumentare il budget militare.

Se gli europei vogliono essere difesi, devono pagare e pagare molto ma molto di più rispetto a quanto non stiano facendo adesso. E non solo in termini di denaro ed investimenti bellici, ma anche in termini di eserciti realmente funzionanti e dotati di organici idonei.

Per gli europei, ma soprattutto per la loro attuale classe dirigente pro tempore (tutta le cariche elettive un giorno o l’altro vanno a scadenza) sono campane che suonano a morto.

Un esempio per tutti.

La Danimarca spende 21 miliardi per la difesa, 146 in varie, e 526 miliardi nel welfare. Lo stato ti porta la colazione a letto, in poche parole.

Peccato, tra l’altro, che tutto questo bengodi sia ottenuto incrementando il debito sovrano, se no che razza di socialisti mai sarebbero stati?

Le spese per il welfare sono venticinque volte quelle militari.

*

Adesso l’Europa è al dilemma.

Se innalza, ed in modo consistente, il budget militare, deve per forza di cose ridurre il welfare.

In caso contrario, in tempi non biblici diventerà una dependance della Russia, che verosimilmente non continuerebbe a viziare così i cittadini europei.

*

Trump ha sbattuto in faccia agli europei la realtà. L’era dei sogni utopici è finita.

La Große Politische Europa è stata solo non un malefico sogno, ma un incubo il cui conto arriva adesso da pagare.


Bloomberg. 2016-11-20. Trump’s NATO Spending Demand Would Break Denmark’s Welfare State

– Meeting NATO’s 2% spending target would require tough choices

– Annual shorfall estimated at $2.1 billion by Nordea economist

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Meeting Donald Trump’s demands on defense spending could allow NATO-member Denmark to buy a dozen F-35 fighter jets and four frigates. It could also damage the cherished welfare state.

During his presidential campaign, the victorious Republican candidate raised alarm among allies by suggesting that the U.S. would think twice about defending a North Atlantic Treaty Organization member that failed to live up to the group’s commitment to spend 2 percent of gross domestic product on defense.

This is a long-standing source of frustration for the U.S., since only a handful of NATO’s 28 members regularly meet the target. But Trump is the first to have raised existential questions about the alliance since Russia’s illegal annexation of Crimea.

According to the Stockholm International Peace Research Institute, Denmark last met the NATO spending target in the final years of the Cold War, when Soviet forces were stationed across the Baltic Sea. Since then, the ratio of Danish spending has dropped consistently and totaled 23.2 billion kroner ($3.31 billion), or 1.2 percent of GDP, in 2015.

Welfare Trumps Defense

Helge Pedersen, a Copenhagen-based chief economist at Nordea Bank AB, estimates that meeting the 2 percent mark again would require about 15 billion kroner in extra defense spending.

That’s how much Denmark spends each year on supporting its universities, or five years of child support for its families.

After the Cold War, Denmark raised its participation in military operations abroad, with Danish soldiers and pilots fighting in Afghanistan, Iraq, Kosovo, Libya and Syria. But military spending is still a fraction of the cost of its welfare state — less than one-twenty-fifth, according to the Finance Ministry’s 2017 budget draft — and certainly less popular.

Prime Minister Lars Lokke Rasmussen has pledged to add 800 million kroner in security spending starting next year. Finding the money isn’t easy. Defense Minister Peter Christensen has said the government is struggling to gain support for its economic policy amid competing demands for tax cuts and more welfare from its parliamentary allies.

In any case, Denmark’s “budget deficit is already close to the EU’s budget limits,” Pedersen said. “There’s really no way we can increase defense spending without cutting costs elsewhere.”

Aging Equipment

Raising taxes is also an unpalatable option for a country with the highest overall tax burden in Europe. And since Christensen has already ruled out Denmark meeting the 2 percent target any time soon, Trump is set for a disappointment.

Still, the president-elect has succeeded in casting the spotlight on an issue that rarely gets much public attention in the small Scandinavian nation. After his first conversation with Trump, Rasmussen reiterated his pledge to boost his country’s defense capabilities.

“We need money for international operations and Danish military equipment is more worn down than most people realize,” Johannes Riber Nordby, deputy director at the Institute for Strategy at the Danish Defense College, said in a phone interview.

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