Pubblicato in: Banche Centrali

Eurozona. Titoli di stato a rendimento negativo scesi a 3,000 mld (41%).

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-18.

 

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La pacchia si sta mestamente avviando al termine

Poi, quando Yellen aumenterà i tassi, saranno lamenti alti fino al cielo.

Intanto, ore 13:20, Banca Intesa Sanpaolo -2.87%, Banco Popolare -4.42%, Banca Carige -3.16%.

 


Reuters. 2016-11-18. Zona euro, scende a 41% quota titoli di Stato con rendimento negativo

La quota di titoli di Stato della zona euro che hanno rendimenti negativi è diminuita al 41% dal 45% di ottobre alla luce delle aspettative degli investitori per una crescita dell’inflazione dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza Usa.

Dei circa 7.180 miliardi di euro di bond nel sistema, circa 3.000 miliardi (il 41%) hanno rendimenti inferiori allo zero.

Il dato è inferiore al 45% registrato il mese scorso e al 55% di inizio luglio, quando la domanda per asset non rischiosi è cresciuta sui timori che il voto sulla Brexit potesse essere una minaccia alla crescita globale.

Le aspettative che la politica economica di Trump alimenti l’inflazione ha fatto scattare vendite massicce nel mercato globale dei bond, con il rendimento del Bund tedesco oggi in forte rialzo [GVD/EUR].

Il rialzo dei rendimenti ha reso più difficile una interruzione degli acquisti di asset da parte della Bce per via dei limiti che essa stessa si è posta.

I dati di Tradeweb mostrano che sono circa il 23% del totale i bond della zona euro con rendimenti inferiori al tasso di deposito minimo fissato dalla Bce, pari a -0,4%, che segna il limite inferiore per gli acquisti del programma di Qe. La quota è inferiore al 25% registrato lo scorso mese e al 28% di settembre.

Gli acquisti della Bce, cominciati all’inizio di quest’anno, uniti alla domanda di debito con rating elevato, hanno spinto anche molti bond societari a rendimenti sotto lo zero.

Circa il 21% dei corporate bond denominati in euro “investment grade” disponibili sulla piattaforma di Tradeweb sono inferiori allo zero, contro una quota del 23% nel mese scorso.

I dati si basano sulle valutazioni dei mercati alla chiusura di ieri.

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