Pubblicato in: Medio Oriente, Senza categoria, Unione Europea

Turkia. Mr Erdoğan nomina direttamente i nuovi rettori.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-17.

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Tutto richiede il suo tempo per maturare. Nulla si attua in modo istantaneo.

Se è del tutto ragionevole cercare di supportare la propria visione del mondo e portarla a conoscenza al più vasto pubblico possibile, sarebbe altrettanto ragionevole prendere atto che ugualmente possono tranquillamente esistere modi differenti di intendere ed agire.

Così, visioni differenti potrebbero sia contrapporsi muro contro muro, magari evolvendo anche ad uno scontro armato, sia, più ragionevolmente, dovrebbero trovare un come modus vivendi. Usualmente gli accordi sono sempre più vantaggiosi degli scontri.

Nel rapportarsi agli altri, l’Occidente è incorso negli ultimi decenni in alcuni severi errori di valutazione, il peggiore dei quali è stato il voler esportare ed imporre la propria Weltanschauung. Questo atteggiamento mentale e nella prassi è determinato dal fatto che l’Occidente o, meglio, la sua attuale dirigenza pro tempore, è convinta a livello di credo fideistico di essere nel giusto e di rappresentare la giustizia sulla terra. Cosa che sarebbe tutta da dimostrare.

Il secondo errore, che deriva strettamente dal primo, è una stordente ipocrisia comportamentale. L’Occidente considera giusto e perfetto ciò che fa, condannando aspramente chi facesse lo stesso ma non su suo ordine.

Negli anni sessanta, quando l’Occidente rendeva ragione di oltre il 90% del pil mondiale ciò che l’Occidente decretava gli altri dovevano subirlo senza fiatare, ma ad oggi ove l’Occidente genera un po’ più del 40% del pil mondiale i desideri dell’occidente restano tali e gli altri si comportano come meglio ritengono essere opportuno.

È stato in altri termini optato per un atteggiamento di scontro pericoloso quanto improduttivo, che ha aperto straordinari orizzonti alla concorrenza politica ed economica nel governo del mondo.

«China’s popularity …. is strong. Its policy of not linking aid and investments to human rights and good governance has made Beijing many friends on the continent, beyond its authoritarian governments». [Deutsche Welle]

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Gli scontri improduttivi, ovvero quelli persi, impongono però un rinnovo della dirigenza: e questo è il fenomeno in atto in Occidente, piaccia o non piaccia.

Australia. Il senato blocca i matrimoni gay. Riflessi sulla politica mondiale.

Australia. Asylum seekers banditi a vita dal loro territorio.

Polonia – EU al round finale sulla Corte Costituzionale.

Germania. Spd propone legge sui migranti.

Trump vs Clinton. La sorpresa delle preferenze francesi.

Prosegue e si allarga la rivolta all’impèrio mondiale. Gambia.

Cina. Una diplomazia alla conquista del mondo.

Eurozona. Si inizia a parlare di una riforma.

Cina. È diventata il maggiore investitore nell’Europa dell’est.

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Se nell’ambito dell’Unione Europea i movimenti politici eurocritici stanno conquistando fette sempre maggiori di elettorato e nelle prossime tornate elettorali in Austria, Italia, Olanda, Francia e Germania potrebbero anche condizionare fortemente la formazione dei relativi governi, il Brexit è stato un colpo severo. I segni della disgregazione sono evidenti. Mr Trump ha ricevuto con grande ostentazione Mr Farage e non ha nemmeno risposto alla lettera di Mr Juncker.

Dall’altro lato dell’Oceano Atlantico questo sommovimento è esitato nel trionfo di Mr Trump alle elezioni presidenziali: Mr Trump è un outsider, ossia una persona senza legami con l’establishment attualmente dominante negli Stati Uniti. Non supportato dal proprio partito ed avversato con ogni mezzo da quello rivale, il nuovo presidente degli Stati Uniti rappresenta l’elemento di rottura che dovrebbe concretizzarsi in una Realpolitik da parte dell’America.

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Quanto detto è prolegomeno per comprender quanto stia succedendo in Turkia.

L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno preso distanze da quanto successo recentemente in Turkia, arrivando al punto di dimenticarsi sia di quanto avessero concorso in passato a generare una situazione esplosiva sia del fatto che, bene o male, la Turkia è paese membro della Nato.

A voler essere precisi, però, più che Unione Europea e Stati Uniti sono stati i loro attuali dirigenti: dirigenti in via di disarmo, ad iniziar da Mr Obama, il cui partito non è riuscito a vincere le elezioni presidenziali, e che a fine gennaio scomparirà dalla scena politica.

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Il Presidente Erdoğan ha fatto né più né meno quello che in Occidente fanno le logge massoniche. Perché mai biasimarlo?

Non ci si venga a raccontare che in Occidente l’amministrazione della giustizia sia un potere autonomo: è il braccio armato della massoneria. Serve solo a fare processi politici ed a condannare i nemici del sistema.

Nel caso specifico, ovunque i rettori sono nominati dalla proprietà: è quindi del tutto ragionevole che in Turkia essi siano nominati da Mr. Erdoğan. Forse che in Occidente si potrebbe trovare anche un solo rettore che non sia massone?

Forse che in Occidente si potrebbe trovare anche un solo rettore che non applichi rigorosamente le quote rosa, oppure che sia “pro-life”, antiabortista e che non condivida, e quindi non applichi, la teoria del gender? Se uno osasse tanto lo farebbero dimettere immediatamente, anche se ben più spesso sarebbe trascinato davanti ad una corte di giustizia penale.

Ci si pensi su molto bene.

La Turkia è una nazione geopoliticamente e militarmente strategica. Deciderà Mr Trump come ci si debba comportare.


Hürriyet Daily News. 2016-11-13. President given power to directly appoint rectors to universities in Turkey

President Recep Tayyip Erdoğan will be able to appoint rectors to universities directly without having to consider the preferences of academics following the imposition of the latest state of emergency decree on Oct. 29. 

The regulation brings an end to the practice introduced in 1992, which states that rector candidates are elected by the academics at the universities in question before being presented to the president, who can either accept the recommendation or choose another scholar as rector.

The authority to directly appoint rectors was part of an omnibus bill that the ruling Justice and Development Party (AKP) sought to pass after the attempted July 15 coup, widely believed to have been masterminded by followers of the U.S.-based Islamic preacher Fethullah Gülen, but was retracted after the opposition parties fought against it.

With the new regulation, the president will choose from three rector candidates determined by Turkey’s Higher Education Board (YÖK) for state universities. However, the president will be able to appoint a rector directly if he does not select one of those presented by YÖK within a month and the body does not present a new candidate. The rectors will be able to work for a maximum of two terms in state universities. 

In addition, with the new state of emergency decree, Turkish authorities have dismissed a total of 10,131 civil servants over suspected links to Gülenists and other groups. 

Thousands of academics, teachers and health workers were among those removed through the new decree, while 15 media outlets, all of which focused on the southeast or socialist causes, were shut down.

According to the decree, members of “terrorist organizations or groups involved in activities against the country’s national security or those in contact with terrorist organizations or groups” have been dismissed.         
Some 32 officials from the parliament, 183 from the Court of Cassation, 249 from the Directorate of Religious Affairs, 2,534 from the Justice Ministry, 102 from the Foreign Ministry, 2,219 from the Education Ministry, 2,774 from the Health Ministry and 101 from the Turkish Armed Forces were also removed from their positions. A total of 1,267 academics were also dismissed with the new decree, including many from prestigious universities. 

A total of 1,082 police officers, including former, retired and dismissed have been stripped of their ranks by the decree due to their alleged links to the Gülenists. Their respective gun licenses, retired police identification cards, pilot licenses and ship crew documents and passports were also canceled. The officers will not be assigned again to the civil service, and they cannot benefit from rights that come with their ranks. They also cannot establish a private security firm or partner or be employed by a private security firm.

Fifteen media outlets, including Dicle News Agency; Azadiya Welat, Jin News Agency, Evrensel Kültür Magazine and many newspapers and magazines were closed by the decree over their alleged links to the outlawed Kurdistan Workers’ Party (PKK). In total, two news agencies, 10 newspapers and three magazines were shut down with the new degree. 

Separately, the permanent press cards of journalists Hasan Cemal and Doğan Akın were canceled, the Directorate General of Press and Information of the Prime Ministry said on its website.

Meanwhile, a restriction has been introduced against those who have been charged over terrorism, coup plotting or any crime against the state. The aforementioned convicts’ meetings with their lawyers will be listened to and recorded. Authorities will be able to seize documents used in the meetings between the convict and the lawyer, will be able to end the meetings immediately and will also be able to limit the days or hours of the meetings. These restrictions will be ended upon a decision by judges. The Chief Public Prosecutor’s Office will also be able to ban meetings for six months.

Additionally, convicts charged with the aforementioned crimes will be able to bring three lawyers to the hearings at most. The hearings will continue even if the lawyers of the convicts leave the court room without stating a reason, the emergency decree states. 

A small number of people also returned to their post as part of the new decree, with 39 soldiers, including two generals, three parliament personnel, 31 Education Ministry personnel and one Disaster and Emergency Management Authority (AFAD) staff member returning to their posts. 

Changes were also introduced to the practices of the Defense Ministry. The new state of emergency decree paves the way for all graduates of engineering faculties to become pilots in the Air Force, which comes amid a shortage in the number of pilots in the army due to dismissals after the failed coup attempt. 

Separately, the decree said those who were injured during the July 15 coup attempt would receive the title of war veteran.

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