Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Politici, Unione Europea

Unione Europea e Polonia. Il cuore del contendere.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-16.

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La diatriba in corso tra Unione Europea e Polonia è molto semplice.

La attuale dirigenza pro tempore considera l’Unione Europea come se essa fosse anche una unione politica e vuole quindi imporre i suoi voleri e norme alla Polonia, considerata alla stregua di un membro riottosamente secessionista. Si noti come i suoi voleri implichino l’imposizione dei suoi criteri etici e morali.

La Polonia al contrario

«We want to make Poland a truly sovereign nation, whose actions — taken in its own interest — are accepted by others»

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«For years this wasn’t the case, but now we must fight this tough battle and we will, against our partners in the EU and other partners, such as in NATO, as well as domestic ones who still think in old-fashioned and harmful ways»

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Il problema è ulteriormente complicato dal fatto che gli eurocrati si considerano essere gli unici depositari della “democrazia” e di nobili valori, della verità, in poche parole: guardano quindi a quanti non si allineino ai loro desiderata come anti-democratici, retrogradi, in definitiva degli eretici. E come tali li trattano.

Fino a tanto che i polacchi avevano eletto personaggi politici proni ad esaudire ai loro sia pur latenti desideri, gli eurocrati li avevano lodati come socialmente avanzati, ma quando

«Kaczynski said authorities will continue to “restore” the country’s independence»

allora si sono aperte le cateratte del cielo.

I polacchi non vogliono cedere la propria sovranità nazionale, né demordere dal loro retaggio religioso, storico, culturale, politico e sociale, ossia proprio da ciò che gli eurocrati odiano in modo visceralmente profondo.

Ma i problemi non vengono mai da soli.

In tutta l’Unione Europea è in corso un intenso fenomeno di devoluzione del socialismo ideologico: i partiti socialisti nei diversi paesi perdono elettorato ogni giorno che passa. Al momento vi sono sicuramente ancora governanti socialisti al potere, come Mr Hollande in Francia, ma tutto lascerebbe presagire che nel volgere di qualche tempo le nuove elezioni spazino via in modo completo questi cascami. Anche i Germania i socialdemocratici hanno previsioni elettorali così fosche da mettere in dubbio persino la loro sopravivenza.

Da considerarsi infine come al calo del potere politico corrisponda un altrettanto vistoso calo nelle possibilità di accesso al sottogoverno, la gestione del quale provvede introiti di tutto rispetto a formazioni politiche e persone.

Ma il vero dramma dei socialisti europei riside nelle demografia: le loro classi elettorali sono classicamente i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che da loro hanno beneficiato di un posto fisso intoccato ed intoccabile dalla crisi del comparto produttivo, ed i pensionati, vecchi abbarbicati alle vecchie idee socialiste. Ma ragionando in termini probabilistici, i vecchi muoiono con molta maggiore frequenza dei giovani. Due metri sotto terra anche i socialisti diventano innocui a sé ed agli altri. Ed in Europa i socialisti persono tre milioni a qualcosa di voti all’anno, causa decessi.

Non è più solo questione di sopravvivenza politica, bensì fisica: i socialisti che vivevano di politica e sottogoverno vedono avvicinarsi a passo magari lento ma sicuro il momento in cui per sopravvivere dovrebbero persino lavorare, cosa che considerano essere iattura somma.

L’asperità dei toni è quindi facilmente spiegabile.

Nota.

Nel 2019 si terranno le nuove elezioni per il Parlamento Europeo. Sempre che a tale data esista ancora la Unione Europea. Sulla base dei dati odierni, il partito socialista europeo scenderebbe dagli attuali 190 seggi a non più di sessanta, mentre il partito popolare europeo passerebbe dagli odierni 217 deputati a poco più di novanta.

 


Bloomberg. 2016-11-11. Poland Ready to Fight Allies for Sovereignty, Kaczynski Says

– Leader says foreign, domestic criticism blocks independence

– Law & Justice ready to ‘fight’ opposition of EU, NATO partners

*

Poland is ready to fight a “tough battle” against its closest allies to achieve full sovereignty by ending opposition to its government’s actions at home and abroad, ruling party leader Jaroslaw Kaczynski said in an Independence Day speech.

In a swipe at the European Union, which has taken unprecedented steps to uphold democratic standards it says Poland’s government is undermining, Kaczynski said authorities will continue to “restore” the country’s independence. Tens of thousands of people took part in competing marches in Warsaw on Friday in a show of the growing divide that emerged since his Law & Justice party won elections a year ago.

“We want to make Poland a truly sovereign nation, whose actions — taken in its own interest — are accepted by others,” Kaczynski said in Warsaw. “For years this wasn’t the case, but now we must fight this tough battle and we will, against our partners in the EU and other partners, such as in NATO, as well as domestic ones who still think in old-fashioned and harmful ways.”

Kaczynski, the power behind Prime Minister Beata Szydlo’s cabinet, is pursuing a sweeping political agenda in Poland spurred by the type of anti-establishment sentiment that’s fed support for Brexit and Donald Trump. Holding no position other than lawmaker and party chief, he’s pushed through the biggest changes in the country of 38 million since it overthrew communism nearly three decades ago. The government has fallen out with its partners in Brussels and the U.S. over democratic standards, triggering the country’s first-ever ratings downgrade and undercutting the zloty.

President’s Choice

In central Warsaw, nationalists, anti-Fascists and those seeking to restore democratic order took to the streets separately in carefully choreographed marches to avoid the violence that has marred numerous Independence Day celebrations in past years.

President Andrzej Duda, a former Law & Justice lawmaker, sent a representative to greet the gathering of nationalists, many of whom marched with masked faces, waving burning road flares and singing songs about hanging communists.

At the heart of the dispute over Polish democracy and rule of law, Szydlo’s government has refused to publish two Constitutional Tribunal rulings that strike down sweeping changes at the top court, preventing them from taking effect. Duda hasn’t sworn in three justices appointed to the panel by the previous parliament, triggering the EU’s checks into whether Poland is backsliding on the bloc’s values.

“We are on this path, and this is only the beginning,” Kaczynski said. “But even this means a lot.”

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