Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Merkel si candida nuovamente alla cancelleria.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-16.

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Il mondo occidentale sta vivendo un periodo politicamente turbolento.

L’America ha eletto Presidente Mr Trump, un outsider che si è presentato con un programma politico ed economico che per molti aspetti ribalta la linea intrapresa dalla pregressa amministrazione. E poiché gli Stati Uniti sono il paese leader dell’Occidente, è del tutto ragionevole che anche l’Unione Europea dovrà trovare nuovi equilibri.

Sul vecchio continente pesano gli effetti del brexit e le severe sconfitte elettorali subite dalla Union, Cdu e Csu, e dai socialdemocratici nelle elezioni di cinque Länder tenutesi questa primavera. Alternative für Deutschland è diventata un partito di peso nazionale.

Non solo. Il quattro dicembre si voterà per il referendum in Italia e per le elezioni presidenziali in Austria. Nei primi mesi del prossimo anno si terranno elezioni politiche in Olanda e le presidenziali in Francia, per terminare con le elezioni politiche in Germania nell’autunno.

Sembrerebbe essere verosimile che la classe dirigente europea si rinnovi sia nei volti sia nelle idee.

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In questa situazione giunge la notizia che Frau Merkel intende candidarsi alla cancellerie tedesca per il quarto mandato. Non è annuncio ufficiale, ma essendo stato dato da Norbert Röttgen difficilmente potrebbe essere smentito.

Frau Merkel ha perso molto della sua pregressa popolarità ed il suo partito, la Cdu, ha perso molti consensi. Sicuramente ha pesato la crisi dei migranti, ma in tutta la Germania sta aleggiando un grande senso di insicurezza ed incertezza sul presente e sul futuro. La situazione economica pesa non poco: se è vero che l’occupazione è cresciuta, è altrettanto vero che è stata sostenuta dall’aumento del numero di Miniarbeit più che dall’incremento di assunzioni a posto regolare. Se è vero che l’inflazione è negativa o nulla quando calcolata con il paniere statistico, è altrettanto vero che è quasi impossibile trovare frutta a meno di due euro al kilo e che molti generi non compresi nel paniere hanno subito forti aumenti.

Sta correndo una battuta: “È talmente ricco che può permettersi di fumare, mangiare una fetta di filetto e della frutta, e pagarsi gli esami del sangue“. Se gli anziani sono preoccupati per la loro pensione in essere, i giovani sono altrettanto preoccupati di non poter mai più andare in pensione.

Se è vero che la grande industria regge bene e genera reddito, il sistema bancario scricchiola vistosamente, ed il comune cittadino ben avverte il problema.

Infine, ma solo per citare fenomeni grossolani, sta diffondendosi in modo sempre più evidente il malcelato scontento verso uno stato troppo intrigante nel privato dei cittadini, che stanno ritornando a rivalutare il valore delle loro pristine tradizioni.

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In questa situazione di transitorio turbolento la candidatura di Frau Merkel conferisce continuità al sistema, cosa sempre molto apprezzata dai tedeschi, ma è anche una candidatura sofferta. In realtà, non sono emersi dei nomi che potessero cercare di coagulare voti su ciò che resta dell’Union.

Gli ultimi sondaggi disponibili dovrebbero essere letti con molto buon senso. Intanto, le recenti esperienze inglese con il brexit ed americana con le presidenziali evidenziano chiaramente come questi soffrano di un errore previsionale molto maggiore di quanto ammesso. Non solo però: è emersa una grande ritrosia delle gente a rispondere serenamente alle telefonate di sondaggio, spesso per il concreto timore di probabili rappresaglie. Senza una vera garanzia dell’anonimato tutte le risposte sono viziate alla base. Ed in alcuni stati europei di rappresaglie se ne sono già viste numerose.

I dati principali sono semplici. L’Unione scenderebbe dal 41.5% al 30.0%, con una perdita di 11.5 punti percentuali soprattutto per crollo della Cdu. I socialdemocratici fletterebbero dal 25.7% al 22.5%, ossia una riduzione molto più contenuta di quanto atteso nei mesi scorsi. A destra due evenienze di gran peso: l’Fdp sarebbe al 6.5%, così superando la soglia di sbarramento e ritornando ad essere attrice politica al Bundestag, menre AfD si attesterebbe al 14.5%. Nel suo complesso, per quanto polimorfo sia pure politopo, la destra sfiorerebbe il 21% dei voti: una quota elettorale la cui forza non è trascurabile.

In termini numerici, una Große Koalition sarebbe possibile: avrebbe il 52.5% dei voti. Non sarebbe invece possibile un governo di sinistra, nemmeno quello rosso-rosso-verde, essendo 22.5 + 11.5 + 10.5 = 44.5%. Teoricamente, un governo Union, Fdp ed AfD avrebbe un risicato 51%, ma il rapporto politico tra queste formazioni è quanto meno pessimo.

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Concludendo.

La situazione attuale è quanto mai fluida. Il comportamento della nuova Amministrazione americana avrà un grande peso, ma forse potrebbe ancor maggiormente influire il probabile crollo dei socialisti francesi: dopo brexit e Trump l’ipotesi di avere la le Pen a fare il Presidente francese è tutt’altro che remota. In ogni caso, se i risultati di queste proiezioni perdurassero nel tempo, la Germania si starebbe avviando verso una situazione di instabilità politica.


CNN. 2016-11-15. CDU politician: Merkel win run for fourth term [Video]

Angela Merkel will run for a fourth term as chancellor next year, says Norbert Roettgen, a politician in her Christian Democratic Union.

 


Ansa. 2016-11-16. Merkel si candiderà per quarto mandato

La cancelliera tedesca Angela Merkel si candiderà per un quarto mandato. Lo ha detto alla Cnn il vice presidente federale della Cdu, Norbert Roettgen. Le elezioni tedesche sono in calendario a settembre 2017.

 


La Stampa. 2016-11-16. Angela Merkel si candiderà per la quarta volta

La cancelliera tedesca Angela Merkel si candiderà per un quarto mandato. Lo ha detto alla Cnn il vice presidente federale della Cdu, Norbert Roettgen. Le elezioni tedesche sono in calendario per settembre 2017. La decisione sarebbe stata presa nonostante la batosta presa dalla Cancelliera all’ultima tornata elettorale. Alle regionali di settembre in Meclemburgo-Pomerania, il Land in cui Angela Merkel ha il suo seggio al Bundestag, la Cdu ha registrato il risultato più basso della sua storia fermandosi al 19% delle preferenze a vantaggio della destra dell’AfD di Frauke Petry, che è volata al 20,8%. 

Non è un periodo facile per Angela Merkel, che fino all’anno scorso godeva di ottima fama a livello internazionale e si era conquistata anche la copertina del Time come persona dell’anno: alla sconfitta alle regionali, infatti, si aggiunge la nomina del socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier alla presidenza della Germania. La notizia, interpretata da più parti come un colpo alla leadership della Cancelliera, è stata accolta dalla Merkel come «un segnale di stabilità». Secondo la Cancelliera, infatti, «in un periodo in cui c’è disordine e instabilità nel mondo, mandare un segnale di stabilità» come la nomina del socialdemocratico Steinmeier «dal mio punto di vista è giusto e importante».  

Fatto sta che la Cdu ha accettato di sostenere l’attuale ministro degli Esteri come candidato alla presidenza, rinunciando a un proprio candidato, per evitare una lunga disputa politica che avrebbe potuto creare turbolenze in un governo già provato dal calo di gradimento a seguito delle politiche pro immigrati inaugurate lo scorso anno. Il voto all’assemblea federale di Berlino è previsto il 12 febbraio del prossimo anno, quando sarà scelto il successore del presidente uscente Joachim Gauck. 

 


Sole 24 Ore. 2016-11-16. Il vicepresidente della Cdu: nel 2017 Merkel si ricandida a un nuovo mandato

Il vicepresidente federale della Cdu, Norbert Röttgen, ha detto in un’intervista alla Cnn che la cancelliera Angela Merkel si candiderà a un quarto mandato alle elezioni politiche dell’anno prossimo. Prima di lui, che è presidente della Commissione Esteri al Bundestag oltre che vice della cancelliera nel partito, un altro politico di primo piano, Wolfgang Bosbach, aveva espresso la stessa convinzione in un’intervista. Sembra dunque sempre più probabile che il partito sceglierà di nuovo Angela per sfidare i socialdemocratici di Sigmar Gabriel a settembre 2017.

Merkel (attraverso il suo portavoce) e anche il partito, dopo la diffusione dell’intervista, hanno tenuto fermo il punto che la decisione verrà presa e annunciata al momento opportuno, ovvero a dicembre, durante il congresso della Cdu a Essen che dovrà rinnovare i vertici. Dato che è il leader del partito a correre per la cancelleria, soltanto allora si avrà la certezza che la candidata sarà di nuovo lei. Il video ha costretto la Cdu ad emettere una nota per sottolineare che la decisione verrà annunciata quando sarà il momento.

L’emittente statunitense ha chiesto a Röttgen se Angela Merkel sia consapevole del ruolo, che molti osservatori le attribuiscono, di politico europeo in grado di mantenere l’ordine liberale internazionale soprattutto nelle relazioni tra le due sponde dell’Oceano, dopo l’elezione di Donald Trump e mentre ovunque avanzano i populismi. Ha domandato quindi se la cancelliera intenda continuare a svolgere questo ruolo posta l’incertezza su una sua ennesima candidatura.

«Lei correrà per la cancelleria – ha risposto il suo vice – ed è assolutamente determinata e pronta a contribuire al rafforzamento di questo ordine internazionale, ma non si può vedere nella cancelliera e nella Germania l’ultimo bastione. Si deve lavorare insieme in Europa e soprattutto avere il sostegno dell’Alleanza transatlantica». Si deve trovare un modo, ha aggiunto, per reinventare l’Occidente e non disintegrarlo. Merkel, secondo il politico, è un attore fondamentale ma il ruolo dell’Occidente come player globale deve essere necessariamente integrato da quello degli Stati Uniti.

 


Zeit Online. 2016-11-16. Norbert Röttgen: “Merkel wird als Kanzlerkandidatin antreten”

Bundeskanzlerin Angela Merkel (CDU) tritt nach den Worten von CDU-Politiker Norbert Röttgen bei der Bundestagswahl 2017 für eine vierte Amtszeit an. Das sagte der Chef des Bundestags-Außenausschusses dem US-Sender CNN.

Auf die Frage, ob Merkel bereit sei, eine Rolle als liberale Anführerin zu übernehmen, sagte Röttgen: “Sie wird für das Kanzleramt antreten. Sie ist absolut willens und bereit, zu der internationalen liberalen Ordnung beizutragen.” Dies könne allerdings nur innerhalb Europas und mit der Unterstützung der transatlantischen Allianz funktionieren. Der Westen müsse auf eine Art neu erfunden werden, und die Kanzlerin sei ein Grundpfeiler dieses politischen Konzepts des Westens.

Dennoch wäre es unmöglich, sagte Röttgen weiter, sich allein auf eine Person zu verlassen. Gebraucht werde der Westen, und das bedeute unbedingt die Teilnahme des stärksten Teils des Westens, also den USA.

“Auf ein paar Tage mehr oder weniger kommt es nicht an”

Nach Bekanntwerden des Interviews teilte ein CDU-Sprecher mit, es gelte das, “was die Parteivorsitzende gesagt hat: Sie wird ihre Entscheidung zur gegebenen Zeit mitteilen.” Ähnlich äußerte sich Regierungssprecher Steffen Seibert. Die Deutsche Presse-Agentur zitiert Kreise der Parteispitze mit den Worten, es sei “nahezu ausgeschlossen”, dass Röttgen wisse, was Merkel vorhabe. 

 

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