Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Unione Europea

Referendum. Demopolis. Sì 48%, No 52%.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-15.

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Questo è il quesito referendario:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

Questo è il testo comparso su Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016.

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 Si ricordi che il voto è politico, solo secondariamente è giuridico.

È la politica che fa le leggi, ivi comprese le carte costituzionali, non viceversa.

Il vero quesito del referendum del quattro dicembre.

«non è previsto il quorum: vinceranno i “sì” o i “no” indipendentemente da quante persone andranno a votare. La riforma, se approvata, modificherà in maniera sostanziale il funzionamento dello stato.»

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Il cuore del quesito risiede nella modifica dell’art. 117 della Costituzione, prevista all’art. 31.

«1. L’Articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«Art. 117. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.» ….

Questo articolo non è mai stato sottoposto alla vidimazione referendaria.

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Demopolis. 2016-11-15. Un voto sempre più fluido ed incerto: analisi a 4 settimane dal Referendum

Resta bassa la percentuale di italiani che dichiara di aver compreso i cambiamenti previsti dalla Riforma. No in lieve vantaggio. Altissimo il numero degli indecisi in un voto che appare sempre più condizionato dalla polarizzazione sulla figura di Matteo Renzi.

A meno di 4 settimane dal Referendum, secondo il sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis, resta bassa la percentuale di italiani che dichiara di aver compreso i cambiamenti previsti dalla Riforma costituzionale: poco più di 1 cittadino su 10 afferma di conoscerla pienamente; il 42% a grandi linee.

“Un terzo dei cittadini – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – ammette di averne solo sentito parlare, mentre il 14% confessa di non saperne nulla. Non sembra creare grande passione la sfida referendaria che peserà sul futuro volto politico ed istituzionale del Paese”.

Se la consultazione si tenesse oggi, con un’affluenza in lieve crescita al 54%, il 26% degli elettori non saprebbe ancora come votare. Quasi il 36% opterebbe per il Sì, poco più del 38% sceglierebbe il No, in lieve vantaggio a 28 giorni dall’apertura delle urne.

Secondo l’analisi effettuata da Demopolis per il programma Otto e Mezzo (LA7), ripercentualizzando i dati in proiezione elettorale, in assenza di quanti non hanno ancora deciso, il 48,5% confermerebbe la Riforma, il 51,5% la boccerebbe. Con oltre un quarto di elettori incerti, la forbice stimata oggi da Demopolis oscilla tra il 45 ed il 52% per il Sì, e tra il 48% ed il 55% per il No.

“Il trend tracciato negli ultimi mesi – sostiene il direttore di Demopolis Pietro Vento – conferma ampiamente l’incertezza e la fluidità di un voto che appare sempre più condizionato dalla polarizzazione sulla figura di Matteo Renzi”. Il Sì perde 10 punti da aprile ad agosto, passando dal 58 al 48%; risale poco sopra il 50% all’indomani dell’annuncio da parte del Governo di alcune misure della legge di Stabilità (dall’aumento per le pensioni sotto i mille Euro alla riforma di Equitalia), per tornare oggi al 48,5%. L’opinione pubblica, secondo la fotografia scattata dall’Istituto Demopolis a 4 settimane dal voto, resta di fatto spaccata a metà, con il No in leggero vantaggio.

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