Pubblicato in: Amministrazione, Sistemi Politici

Trump. ‘Not my president’. Non si scherzi con il fuoco.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-10.

 2016-11-10__democrazia__001

«Thousands of demonstrators have taken to the streets of several US cities to protest against the election of Donald Trump»

*

«Not my president»

* * * * * * *

Ecco i titoli di alcune testate:

“Not my president”, proteste anti Trump in tutta l’America

Scatta la rivolta anti Trump in tutti gli Usa, arresti a NY e Los Angeles

Di quando in qua qualche migliaio di persone esprime la volontà di 325 milioni di cittadini?

Cittadini che peraltro si erano già espressi il giorno prima nelle urne?

Solo l’Agi ha un titolo onesto:

Migliaia in piazza manifestano contro Trump.

Una minoranza che non accetta il proprio ruolo non ha diritto a diventare maggioranza.

* * * * * * *

È un discorso difficile, specie dovendolo contenere in poche righe, ma tenteremo di essere chiari.

In primo luogo, gli Stati Uniti d’America hanno circa 325 milioni di abitanti. Le dimostrazioni di piazza condotte da qualche miglia di persone sono insignificanti in termini di rappresentanza percentuale. Si sia quindi molto cauti nel generalizzare.

In secondo luogo, se preoccupazione dovesse emergere, questa non sarebbe per le dimostrazioni quanto piuttosto per le autorità che le hanno permesse e tollerate. Non a caso lo stesso Presidente in carica, Mr Obama, ha detto: «urged all Americans to accept the result of Tuesday’s election».

In terzo luogo, vi è grande differenza tra il dissentire anche completamente dalla linea politica ed economica sostenuta da un Presidente e il ‘non accettarlo‘. Nel primo caso si esercita la normale libertà di espressione del  proprio pensiero politico, mentre nel secondo si mette in forse il rispetto delle regole democratiche relative la sua elezione. E questa sarebbe affermazione ben grave, specie poi se non supportata da fatti probanti.

* * * * * * *

Un sistema democratico si fonda su alcuni assunti.

– I membri della Collettività ricevono il diritto ad eleggere i propri governanti a fronte del dovere di rispettare le regole della Collettività stessa. E queste non possono contrastare le elementari norme della giustizia.

– La maggioranza si vede riconosciuto il diritto a governare, ma si assume nel contempo il dovere di legiferare ed agire nell’alveo di quanto affermato nella Carta Costituzionale e nell’ambito del proprio mandato.

– La maggioranza non è “libera” di fare ciò che voglia, ed alcune tipologie decisionali trascendono i limiti del mandato parlamentare ed anche di quello presidenziale: richiederebbero la vidimazione di una volontà popolare quale solo un referendum può suggellare.

– La minoranza ha il diritto ad esistere e manifestare il proprio pensiero, od anche dissenso, ma ha il dovere di agire secondo le regole prestabilite e nei limiti ad essa legalmente concessi. La sede del dibattito politico è il Parlamento, in questo caso la camera dei Rappresentanti oppure il Senato, nelle sue diverse articolazioni, non la piazza e tanto meno i media.

– Una minoranza talmente minoritaria da non essere nemmeno riuscita ad esprimere un suo unico rappresentante ha scuramente il diritto ad esistere, ma ha anche il dovere di non tracimare i limiti del lecito e del legale.

– La conta elettorale si è appena svolta: la minoranza accetti la realtà di essere tale.

* * * * * * *

Inoltre, sempre in un sistema sostanzialmente democratico, il rispetto delle regole è espresso anche attraverso il rispetto dei simboli. Bruciare la bandiera nazionale, così come bruciare l’effige del presidente è atto non conforma ai canoni della democrazia: è un reato penalmente rilevante.

*

Da ultimo ma non certo per ultimo.

La violenza è aliena alla democrazia.

L’utilizzo della piazza è in buona sostanza una violenza.

Ma tollerare la violenza significa legittimarla, avvallarla: significa dichiararsi nei fati violenti, non democratici.

Le conseguenze potrebbero anche portare a situazioni drammatiche.

 


Bbc. 2016-11-10. Donald Trump election win sparks protests in US cities

Thousands of demonstrators have taken to the streets of several US cities to protest against the election of Donald Trump.

*

Many shouted the slogan “Not my president”. Others burned orange-haired effigies of the businessman.

Mr Trump will become the 45th US president after securing a surprise victory over Hillary Clinton.

He is due to meet current White House incumbent Barack Obama for talks aimed at ensuring a smooth transition.

Mr Obama – who had branded Mr Trump “unfit” for office and campaigned against him – urged all Americans to accept the result of Tuesday’s election.

“We are now all rooting for his success in uniting and leading the country,” he said.

Defeated Mrs Clinton also told supporters Mr Trump had to be given a “chance to lead”.

Despite their calls, protesters gathered in several cities across the country.

– In New York, thousands marched on Trump Tower, attacking Mr Trump’s policies on immigration, gay rights and reproductive rights. Fifteen people were arrested, the New York Times reported.

– Protests were largely peaceful but in Oakland, California, some demonstrators smashed shop windows and threw missiles at riot police, who reportedly responded with tear gas

– A mass anti-Trump rally shut down a key freeway in Los Angeles

– In Chicago, crowds blocked the entrance to Trump Tower, chanting: “No Trump, No KKK, No Fascists USA”

– In Portland, Oregon, demonstrators temporarily closed an interstate highway

– In Washington DC, protesters held a candlelit vigil. Organiser Ben Wikler told the crowd: “We are here because in these darkest moments, we are not alone”

Demonstrations also took place in Philadelphia, Boston, Seattle and San Francisco, among other cities.

In his victory speech in the early hours of Wednesday, Mr Trump vowed to “bind the wounds of division”, after an acrimonious election contest, and to be “president for all Americans”.

White House spokesman Josh Earnest has insisted Mr Obama will be sincere about ensuring a smooth handover when he meets Mr Trump, although he added: “I’m not saying it’s going to be an easy meeting.”

The president-elect will be accompanied to the White House on Thursday morning (1600 GMT) by his wife, Melania, who will have a meeting with First Lady Michelle Obama in the White House residence.

Mr Obama, who congratulated his successor in a phone call in the early hours of Wednesday, said it was “no secret” that he and Mr Trump had pretty significant differences.

But he added that “we all want what’s best for this country” and he was “heartened” by what he heard in Mr Trump’s remarks the night before.

Mr Trump’s transition team for the 10-week period until inauguration will be led by Chris Christie, the governor of New Jersey.

The president-elect, who has never held elected office, has said his immediate priorities will be restoring the country’s infrastructure and doubling its economic growth.

Republican National Committee Chairman Reince Priebus said: “Donald Trump is taking this very seriously,” adding that the business mogul’s deal-making ability would enable him to quickly “make things happen for the American people”.

As president-elect, Mr Trump is entitled to get the same daily intelligence briefing as President Obama, which includes information on covert US operations and other data gathered by America’s 17 intelligence agencies.

Mr Trump’s team is understood to be focused on quickly filling key national security posts.

But it is not yet clear who will sit in his cabinet or fill senior posts in his administration, such as chief of staff.

There are expected to be roles for Mr Christie, former House Speaker Newt Gingrich and former New York Mayor Rudy Giuliani, another of Mr Trump’s closest advisors, who is being linked with the role of attorney general or national security adviser.

After losses overnight as Mr Trump’s surprise victory became clear, financial markets rebounded as a feared meltdown failed to materialise.

Annunci

Un pensiero riguardo “Trump. ‘Not my president’. Non si scherzi con il fuoco.

I commenti sono chiusi.