Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Sistemi Politici, Unione Europea

Spagna. Poco chiaro come il nuovo Governo voterà in Commissione Europea.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-10-30.

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La situazione spagnola è rimasta bloccata per oltre dieci mesi.

Poi, alla fine è prevalso il buon senso, anche se non sembrerebbe facile poter prevedere per quanto tempo possa durare.

Punto 1°.

Per quanto riguarda la situazione domestica, essenziale è stato il dimissionamento forzato dell’ex segretario del partito socialista spagnolo, che si opponeva strenuamente a qualsiasi possibile accordo.

Spagna. L’astensione socialista consentirebbe un altro governo Rajoy 2016-10-23

Al momento, degli 84 deputati del psoe solo 68 hanno obbedito all’ordine del partito di astenersi nel voto di fiducia. 15 hanno votato contro e di questi ben sette sono della federazione catalana.

Mr Rajoy dovrà muoversi con grande circospezione, concordando ogni suo provvedimento sia con la sua maggioranza, sia con il partito socialista, sia anche con l’opposizione interna allo psoe.

In altri termini: sarà un governo perennemente ricattabile, e sarà ricattato in continuazione.

Punto 2°.

Se l’attenzione è doverosa sulla situazione domestica spagnola, concentrazione ancora maggiore dovrebbe essere riservata a quello che potrebbe essere il comportamento spagnolo in seno alla Commissione Europea, ove linea politica e voto spagnolo potrebbero essere più determinanti. Infatti, in seno a tale consesso molte decisioni dovrebbero essere prese alla unanimità. E tutto ciò accadrebbe in un momento particolarmente delicato per la Unione. Il 23 aprile si terranno le elezioni presidenziali francesi, e Mr Hollande uscirà di scena. Il probabile nuovo presidente, Mr Juppe, è sicuramente un europeista convinto, ma difficilmente potrà trascurare le istanze portate avanti dal Front National, pena severi turbamenti del suo quadro politico interno. Poi, ci sarebbe da valutare ben l’impatto della presa di posizione del Gruppo Visegrad e della Polonia.

Polonia – EU al round finale sulla Corte Costituzionale.

Ma si terranno anche a brevissimo termine le elezioni politiche in olanda, per non parlare poi degli effetti delle elezioni austriache del 4 dicembre.

In sintesi: in una situazione altamente complessa e contrastante, l’ambiguità spagnola potrebbe giocare brutti scherzi alla conduzione politica dell’Unione Europea e, di conseguenza, a quella di tutti gli stati membri.

Punto 3°.

La situazione spagnola dovrebbe dare da meditare profondamente su molti problemi fondamentali della vita pubblica.

Non è questione politica, bensì organizzativa della gestione della cosa pubblica.

Non esiste un sistema elettorale “perfetto“: tutti hanno dei pro e dei contro.

Il sistema proporzionale, con o senza soglia di sbarramento, potrebbe essere considerato ragionevole in situazioni alquanto statiche e dominate dalla presenza di due grandi che si alternano al potere. Venendo meno codesti presupposti, si determinerebbe il chaos e la impossibilità di esprimere un qualche governo coerente e stabile.

Il metodo elettorale francese con doppio turno, nato dopo la profonda crisi politica degli anni cinquanta, garantisce un governo, sicuramente. Ma lo garantisce anche al prezzo di assistere impotenti a delle inique conventio ad excludendum, per cui il partito di maggioranza relativa potrebbe essere escluso dal governo

Forse, nell’attuale situazione odierna, il premio di maggioranza conferito al partito di maggioranza relativa potrebbe essere una soluzione.

*

Ripetiamo solo per chiarezza: nessun sistema elettorale è “perfetto“.

A nostro parere però, i danni politici e sociali derivanti da una situazione di impasse governativa sono molto più pesanti di quelli derivanti da un sistema elettorale imperfetto.


Adnk. 2016-10-30. Spagna, Rajoy rieletto capo del governo. Decisiva l’astensione del Psoe

Dopo uno stallo politico di dieci mesi, i deputati spagnoli hanno votato la fiducia al governo conservatore di Mariano Rajoy, rieletto primo ministro della Spagna. Il leader del Pp e premier uscente ha ottenuto 170 voti a favore su 349, 111 contrari e 68 astensioni dei deputati del Psoe.

Rajoy, che ha perso un primo scrutinio all’inizio della settimana, aveva bisogno di una maggioranza semplice per formare un governo di minoranza. Migliaia di persone hanno protestato oggi nelle immediate vicinanze del Parlamento di Madrid contro l’investitura.

Degli 84 deputati del Psoe, 15 ‘ribelli’ – 7 dei quali della federazione catalana – hanno votato ‘no’ disobbedendo all’ordine di astenersi imposto dal partito. Tutti rischiano una multa fino a 600 euro e potrebbero anche essere espulsi dal partito. L’ex leader socialista, Pedro Sanchez, che questa mattina ha dato le dimissioni pur di non dare il via libera al rivale, non ha partecipato al voto. Parlando ai media dopo la fine del voto, Rajoy si è detto felice, aggiungendo che “c’è molto lavoro da fare” e proverà a “cercare un accordo e la comprensione con tutti”.


Reuters. 2016-10-30. Spain’s Rajoy set to win confidence vote, ending government impasse

Spain is set to install its first fully functioning government in 10 months on Saturday when parliament is expected to grudgingly grant conservative leader Mariano Rajoy a second term as prime minister.

The vote will draw a line under two inconclusive elections and fruitless attempts at coalition-building between bickering parties, but it won’t guarantee political instability. Rajoy’s weak minority government will struggle to pass legislation.

The opposition Socialists have instructed their lawmakers to abstain in a parliamentary confidence vote set for 7.45 p.m. (1745 GMT), allowing Rajoy, caretaker prime minister since December, to be confirmed as leader of a proper administration.

The result will be a triumph for the 61-year-old Rajoy, who is renowned as a political survivor.

After winning a 2011 election, Rajoy slashed public spending to tackle rising debt as Spain endured a severe recession. Unemployment soared to 27 percent and the country’s banks needed a 41 billion euro ($45 billion) European bailout.

Voters punished Rajoy’s People’s Party (PP) even as the economy later recovered, stripping it of its absolute majority.

But the PP still won the most votes in elections last December and in June, and Rajoy resisted calls from rival parties to step aside and let another PP leader try and form a coalition.

He will now have to negotiate with his political opponents to pass any legislation, including the budget, given his PP has only 137 seats in the 350-seat parliament.

“This is going to require an effort from everyone, on our part too, in terms of trying to pass legislative initiatives,” senior PP lawmaker Rafael Hernando said in a radio interview on Saturday.

STRUGGLE WITH THE OPPOSITION

Rajoy struck a conciliatory tone this week, offering to work with opponents on issues like pension and education reform, and opening the door to further dialogue with Catalonia, a northeastern region in the grip of a strong independence drive.

But his political foes are sceptical he can change his style. Thousands of demonstrators are expected to march in protest against a new Rajoy government in Madrid on Saturday.

The Socialists, the second largest force in parliament, are deeply divided over the party’s decision to allow Rajoy to govern.

Former Socialist leader Pedro Sanchez, ousted in early October over his refusal to enable a Rajoy government, said on Saturday he would quit his seat in parliament rather than abstain in Saturday’s vote. He suggested he could try and run for the party leadership again in upcoming primaries.

“I completely disagree with the decision to enable Mariano Rajoy to govern,” a tearful Sanchez told a news conference.

“From Monday onwards I’m going to get into my car and go all over Spain to listen to those that are not being listened to.”

Rajoy, who may need to pass fresh spending cuts to meet deficit targets next year, will be able to count on support on some issues from the liberal Ciudadanos or “Citizens” party, which came fourth in June elections.

But others, including the Socialists and anti-austerity Podemos (“We Can”), have said they will fight Rajoy’s policies and will not approve his budgets.

Antonio Barroso, a senior analyst at risk consultancy Teneo Intelligence, said Rajoy would head a minority government with the weakest parliamentary support since democracy was restored in Spain after General Francisco Franco’s death in 1975.

“It is unlikely that the new government will last four years,” he said in a note.

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