Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Economici, Unione Europea

Belgio rifiuta il trattato Ceta EU-Canada sul commercio.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-10-24.

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Gli allegati sono parte integrante dell’articolo. Devono essere letti con grande cura ed attenzione, perché sono pieni di polpette avvelenate.


Cosa è il trattato CETA EU-Canada sul commercio? [Eur-Lex pdf]

«The Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) is a freshly negotiated EU-Canada treaty. Once applied, it will offer EU firms more and better business opportunities in Canada and support jobs in Europe.

It will remove customs duties, end restrictions on access to public contracts, open-up the services market, offer predictable conditions for investors and help prevent illegal copying of EU innovations and traditional products.

The agreement will fully uphold Europe’s standards in areas such as food safety and worker’s rights. It also contains all the guarantees to make sure that the economic gains do not come at the expense of democracy, the environment or consumers’ health and safety. The Commission made public its trade negotiating mandate in December 2015

 Outcome of the CETA negotiations

Negotiators finished the negotiations on (CETA) in August 2014. In this section we present the complete outcome of the negotiations.

– In July 2016 the European Commission adopted the following texts and formally proposed them to the Council of the EU:

— The signature of the agreement (translation in all EU languages)

— The conclusion of the agreement (translation in all EU languages)

— The provisional application of the agreement (translation in all EU languages)

Summary of the final negotiating result (Other languages)

 A legal review of the text has now been completed but the text of the agreement is not yet binding under international law.

The European Commission has now formally proposed to the Council of the EU the signature and conclusion of CETA.

Following a decision by the Council, it will be possible to provisionally apply CETA. Its full entry into force will be subject to the EU’s conclusion, through a Council decision with the consent of the European Parliament, and by all Member States through the relevant national ratification procedures.»

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«Il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), sul cui varo è impegnato il Consiglio europeo, è l’Accordo economico e commerciale globale tra l’Ue e il Canada.

I negoziati sono cominciati nel 2009 e si sono conclusi nel 2014.

Obiettivo del trattato è eliminare al 99% i dazi doganali e altri ostacoli alle reciproche esportazioni e all’accesso agli appalti pubblici, aprire il mercato dei servizi, offrire agli investitori condizioni prevedibili e «prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell’Ue». Il Ceta «una volta applicato – sostiene la Commissione europea – offrirà alle imprese europee nuove e migliori opportunità commerciali in Canada e sosterrà la creazione di posti di lavoro in Europa».

La firma è prevista per il 27 ottobre prossimo durante il vertice Ue-Canada. Ma per l’approvazione definitiva occorre la ratifica dei governi degli Stati membri Ue e del parlamento europeo. La sigla del Ceta è pertanto bloccata, al momento, dalla opposizione del parlamento della Vallonia, che ha assunto una posizione radicale contro il trattato da cui teme effetti negativi sulle proprie imprese e sull’occupazione.

Esportatori Ue risparmieranno 500 milioni

Secondo la Commissione europea, i vantaggi del Ceta sono quantificabili: dall’abolizione dei dazi gli esportatori Ue risparmieranno circa 500 milioni di euro l’anno. Le imprese parteciperanno agli appalti in Canada, accederanno ai servizi e agli investimenti, potranno trasferire il proprio personale oltreoceano in via temporanea. Architetti, ingegneri ed esperti contabili potranno fornire i loro servizi in Canada. Saranno piu’ tutelati i prodotti Ue, dalle opere d’arte ai formaggi, alle innovazioni, da copie illegali.

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Perché la Vallonia dice no

La Vallonia ha un Parlamento autonomo di 75 membri, che lo scorso 10 ottobre ha votato contro il Ceta, il trattato di libero scambio tra l’Unione europea e il Canada. In pratica la Vallonia ha posto il veto alla firma da parte del Belgio al trattato tra Ue e Canada. Con 44 voti favorevoli e 22 contrari i valloni hanno approvato una risoluzione in cui il Parlamento chiede al governo vallone di non accordare pieni poteri al governo federale per siglare il Ceta. «Non darò mai pieni poteri al governo federale» ha dichiarato il capo del governo vallone, il socialista, Paul Magnette. Il parlamento vallone, in quanto organo legislativo federale, ha competenza sui trattati internazionali e dunque ha il potere di bloccare l’eventuale ratifica del Ceta da parte del governo e del Parlamento nazionale. Agli occhi dei socialisti valloni il Ceta rischia di scardinare il modello agricolo della regione edi far saltare i diritti dei lavoratori, il sistema sanitario e le norme a protezione dei consumatori e dell’ambiente. L’altro grosso ostacolo sono le norme sugli arbitraggi, previste dal Ceta in caso di controversie commerciali che, secondo i valloni, metterebbero in dubbio la capacità legislativa degli stati nazionali.» [Sole 24 Ore]

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«La Vallonia ha un Parlamento autonomo di 75 membri, che lo scorso 10 ottobre ha votato contro il Ceta, il trattato di libero scambio tra l’Unione europea e il Canada. In pratica la Vallonia ha posto il veto alla firma da parte del Belgio al trattato tra Ue e Canada. Con 44 voti favorevoli e 22 contrari i valloni hanno approvato una risoluzione in cui il Parlamento chiede al governo vallone di non accordare pieni poteri al governo federale per siglare il Ceta. «Non darò mai pieni poteri al governo federale» ha dichiarato il capo del governo vallone, il socialista, Paul Magnette»

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«Il parlamento vallone, in quanto organo legislativo federale, ha competenza sui trattati internazionali e dunque ha il potere di bloccare l’eventuale ratifica del Ceta da parte del governo e del Parlamento nazionale»

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«L’altro grosso ostacolo sono le norme sugli arbitraggi, previste dal Ceta in caso di controversie commerciali che, secondo i valloni, metterebbero in dubbio la capacità legislativa degli stati nazionali»

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Il Ceta è uno dei tanti capolavori di Mr Juncker e di Herr Schulz.

Quando un trattato si compone di oltre 9,000 pagine, tra testo, allegati ed allegati agli allegati, di clausole e condizioni sorgono forti sospetti che invece di liberalizzare i commerci li imbrigli un nugolo di norme.

Ma il cuore della polpetta avvelenata risiede nelle normative sugli arbitrati.

Le norme sugli arbitrati prevedono infatti che una commissione di “esperti”, ossia di burocrati, possa andare a delibere con effetto vincolante per tutti gli stati membri dell’Unione Europea.

È un modo indiretto e subdolo per sancire la perdita di sovranità nazionale, bypassando una sia pure formale richiesta di parere del popolo che una volta era detto “sovrano“.

 


France 24. 2016-10-24. Belgian PM says he cannot sign off on EU-Canada trade deal

Belgium is not able to sign off on a landmark EU-Canada free trade deal after Wallonia and other regional administrations refused to give the federal government the go-ahead, Prime Minister Charles Michel said on Monday.

In an embarrassment for the 28-nation EU, Belgium has so far been the only member not to sign up to the CETA trade deal, blocked by French-speaking Wallonia, which has refused to endorse it.

“We are not in a position to sign CETA,” Michel said after brief talks with Belgium’s regional leaders in Brussels broke up without an accord despite a looming EU deadline of late Monday.

“The federal government, the German community and Flanders said ‘yes.’ Wallonia, the Brussels city government and the French community said ‘no’,'” he added.

Michel’s announcement came a day after the head of the Wallonia rejected a 24-hour ultimatum from the bloc to end its objection to the agreement.

The EU had warned that unless Belgium made its position clear by Monday evening, it would cancel a summit on Thursday to sign the accord with Ottawa.

Paul Magnette, the leader of the Wallonia region, told the Belga news agency on Sunday that an “ultimatum is not compatible with the exercise of democratic rights”.

Magnette hit out at the EU, despite efforts by the bloc to provide reassurances to his government over investment protection — one of the major sticking points in negotiations between Brussels and Wallonia.

One European diplomat said that the reassurances “responded to all of Mr Magnette’s concerns”.

Canada’s trade minister Chrystia Freeland flew home from Brussels Saturday saying the ball was in the EU’s court after talks on Friday failed to overcome the differences.

‘Stop bad trade treaties’

The CETA — or Comprehensive Economic and Trade Agreement — would link the EU market of 500 million people with the world’s tenth biggest economy.

The deal is opposed by anti-globalisation groups who say it is a test model to push through an even more controversial EU-US trade agreement called TTIP, talks on which have also stalled.

Sebastian Dullien, a senior policy fellow at the European Council on Foreign Relations, criticised the Commission for its role in the failure of negotiators to secure an agreement on the deal.

“The European Commission carries part of the blame because it didn’t quickly seek a dialogue with doubters. And for this type of deal, you need a large consensus,” he said.

Wallonia has some support for its position elsewhere in Europe.

On Saturday, 8,000 people, including young people, farmers, union leaders and entrepreneurs, joined a rally in Amsterdam in a show of solidarity, organisers said.

They held banners saying “Our world is not for sale” and “Stop these bad trade treaties”.

Wallonia has also enjoyed support from activist groups like Greenpeace which charged that the deal risked satisfying “corporate greed” and trampling on people’s rights and health standards on both sides of the Atlantic.

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