Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Dresden. Ragazzina borseggiata e mezzo strangolata. La Polizia.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-10-21.

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Gli episodi di borseggio e piccola violenza sono diventati così comuni nella Germania, una volta ossessivamente ordinata e composta, da non fare più notizia: si da per scontato che camminare per strada sia un’attività svolta a proprio rischio e pericolo. E chi se ne lamentasse sarebbe immediatamente bollato come nazista, razzista, xenofobo, omofobo, e persino “revisionista” oppure “euroscettico“. Ossia con i peggiori degli insulti del momento.

Questo fatto è la ripetizione stereotipa di centinaia di altri: il classico report di ogni giorno in ogni cittadina tedesca.

Una ragazzina laotiana, piccola e minuta, 22 anni, arrivata in Germania da nove anni, se ne stava andando al ristorante di Sushi nella cui cucina aveva trovato lavoro. Due uomini la hanno borseggiata con violenza e quasi strangolata perché si ribellava, dandola anche un bel pugno in faccia. Ribellarsi ai migranti costa ben caro!

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Dove sta la vera notizia?

«Bis Dienstag war der Vorfall der Polizei nicht mal eine Meldung wert!»

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«Bild sprach mit der Sushi-Meisterin, die bereits am Montag Anzeige erstattete.»

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La polizia tedesca oramai non si cura nemmeno più di segnalare fatti del genere.

Sono la norma, ma ha anche severe direttive di celare al pubblico quanto stia succedendo, come se il silenzio cancellasse l’esistenza dei fatti.

Se il proprietario dell’esercizio ed il Bild non fossero entrati in contatto, nessuno avrebbe detto nulla, non si sarebbe saputo nulla.

Esattamente come nell’Unione Sovietica subito prima del suo crollo.

 


Bild. 2016-10-20. Überfall in Dresden. Sushi-Meisterin (22) fast erwürgt.

Dresden – Brutaler Überfall in der Friedrichstadt. Eine junge Frau (22) wurde in der Nacht zum Montag auf der Seminarstraße von zwei Männern überfallen, ausgeraubt und fast erwürgt!

Bis Dienstag war der Vorfall der Polizei nicht mal eine Meldung wert! BILD sprach mit der Sushi-Meisterin, die bereits am Montag Anzeige erstattete. Plany A. (Name geändert) stammt aus Laos, kam mit ihrer Familie vor neun Jahren nach Dresden.

„Es war gegen 0.30 Uhr, ich kam von einem Besuch meiner Eltern, wollte nur schnell die paar Hundert Meter nach Hause in meine Wohnung, als ich merkte, dass ich verfolgt werde. Plötzlich stürzten sich zwei Männer auf mich, rissen an meiner Handtasche.“

Als die zierliche Frau sich wehrt, wird sie gewürgt und ins Gesicht geschlagen. „Ich bekam keine Luft mehr, hatte Todesangst“, sagt die nur 1,55 Meter große Frau, die bei „Sushi und Wein“ in der Küche arbeitet.

Die Täter beschreibt sie als 1,80 bis 1,90 groß. „Sie trugen dunkle Kleidung, sagten kein Wort. Es waren keine Deutschen oder Asiaten, eher Südländer mit dunkler Haut und schwarzen Haaren.“

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