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The New York Times. La Voce del Nuovo Padrone.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-10-17.

 

giornalisti-leccaculo

Stiamo assistendo a fatti alquanto strani nella stampa americana, e non solo in quella.

Stampa e media americani stanno cambiando padroni.

Un po’ di nomi e cognomi, per capire meglio cosa stia accadendo.

Ora che la campagna elettorale sta avviandosi all’evento conclusivo, il voto nell’urna, saltando fuori le storie più strane.

Nuove accuse a Trump, “mi toccò sotto la gonna”

«Si moltiplicano le accuse di molestie sessuali contro il candidato repubblicano Donald Trump e, a 24 giorni dall’Election Day Usa, emerge nei sondaggi una crescente disaffezione da parte dell’elettorato femminile per il candidato repubblicano. Trump respinge ogni addebito: dice di non conoscere le sue accusatrici, che non ci sono testimoni e che in ogni caso, argomenta ripetutamente, non sarebbero la sua “la sua prima scelta”, esteticamente parlando. Con la Virginia e il Colorado dati ormai saldamente nelle mani della democratica Hillary Clinton, la partita finale, il prossimo 8 novembre, si giochera’ in quattro Stati in bilico: Ohio, Florida, Pennsylvania e Carolina del Nord.

Ad una settimana dalla pubblicazione del video con le dichiarazioni sessiste di Trump, si allunga la lista delle donne che denunciano pubblicamente di essere state molestate dal candidato repubblicano: sono almeno 8. L’ultima, in ordine di tempo, e’ un’ex concorrente del talent show “The Apprentice”, Summer Zervos, che ha accusato il miliardario di averla palpeggiata e baciata in modo aggressivo in due diverse occasioni nel 2007, durante due incontri privati, organizzati per discutere di opportunita’ di lavoro. Trump era nel programma televisivo ideato da Mark Burnett nei panni del ‘Boss’. La Zervos, senza riuscire a trattenere le lacrime, ha denunciato gli abusi leggendo una dichiarazione davanti alle telecamere, nello studio del suo avvocato, Gloria Allred, a Los Angeles. Un’altra donna, l’ex modella Kristin Anderson, ora 46enne, ha detto che il miliardario le infilò le mani sotto la gonna toccandole i genitali in un night club, nel 1992.»

Si riporta un fatto che sarebbe accaduto 26 anni fa, senza nessuna denuncia al momento, e, soprattutto, senza la presenza di testimoni.

Ma come si potrebbe mai non credere ciecamente a quanto riferisce una femmina affranta?

Lo sanno anche le metope del Partenone che la memoria femminile si ravviva in ragione della speranza di un compenso: più denaro vi sia, maggiore è la memoria.

«La Zervos, senza riuscire a trattenere le lacrime, ha denunciato gli abusi leggendo una dichiarazione davanti alle telecamere, nello studio del suo avvocato, Gloria Allred, a Los Angeles»

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«Summer Zervos, on Friday accused Donald Trump of groping or aggressively kissing her on two separate occasions in 2007, when she met the businessman privately for what she thought were going to be discussions about job opportunities». Nove anni fa. Nessun testimone.

Povera la nostra Mrs Zervos: si è ricordata del riferito fatto solo quando Mr Trump si è presentato alle elezioni presidenziali. Se Mr Trump non si fosse mai presentato come candidato avrebbe dovuto tenere chiuso nel cuore il suo terribile fardello. Piange caldissime lacrime sulla improbabilità di poter ottenere un congruo compenso.

*

Il The New York Times recepisce con tutto lo sdegno del caso la versione della Zervos, la considera ovviamente una sentenza cassata, e pubblica:

Former ‘Apprentice’ contestant accuses Trump of making unwanted sexual contact.

Il contenuto è scritto davvero molto bene. Sarebbe stato molto ma molto meglio che Mr Trump avesse spifferato ai russi la dislocazione delle forze nucleari americane: per il NYT sarebbe stata soltanto un svista, come quelle fatte da Mrs Hillary Clinton.

*

Ovviamente il grande pubblico ci cade. O almeno, si dice che vi cada.

Tutte le femmine frustrate orripilano alla sola idea di poter essere state baciate. Oppure di mani sotto le gonne.

Che cribbio: da che mondo è mondo sono prestazioni che si devono pagare.

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Adesso sgorga naturale una domanda.

Tutti sappiamo come la libertà di stampa sia quella che i giornalisti hanno di obbedire ai loro padroni.

Quindi, domandiamoci chi sia il padrone del The New York Times.

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Carlos Slim.

Secondo Forbes è il secondo uomo più ricco al mondo.


«Carlos Slim Helú (Città del Messico, 28 gennaio 1940) è un imprenditore messicano. Opera in molteplici settori: dalle telecomunicazioni, all’attività bancaria e assicurativa, al monopolio sul tabacco e sul petrolio nel suo Paese. È stato l’uomo più ricco del mondo dal 2010 al 2013, con un patrimonio stimato di circa 76 miliardi di dollari dalla rivista statunitense Forbes.

I suoi genitori erano libanesi e si trasferirono in Messico nel 1902 dove aprirono un negozio. Carlos si iscrisse all’Universidad Nacional Autónoma de México conseguendo la laurea in ingegneria civile nel 1961 e iniziò subito a lavorare in varie aziende riuscendo anche a collaborare con importanti organismi internazionali. Cominciò ad avere fortuna con l’impiego in grandi multinazionali come Altria Group e Alcatel, in seguito si mise in proprio e fondò il Grupo Carso.

Oggi è il più importante magnate delle telecomunicazioni dell’America Latina: detiene infatti il controllo di tre delle più importanti compagnie del continente, la Telmex, la Telcel e la América Móvil. Messe insieme, le tre compagnie controllano circa il 73% del traffico di telefonia mobile dell’America latina, con oltre 100 milioni di utenti.

Il suo impero, che secondo la prestigiosa rivista Fortune realizza il 5% del PIL messicano, non si limita al mondo delle telecomunicazioni. La cassaforte di famiglia possiede banche e catene di ristoranti, piantagioni di tabacco e retailer informatici oltre al 3% delle azioni della Apple. Carlos Slim ha dedicato inoltre alla moglie scomparsa prematuramente, un museo, Soumaya Museum. La sua collezione di 70mila oggetti d’arte appartenenti a dieci secoli comprende opere di Leonardo da Vinci, quadri di Tiziano, Tintoretto, El Greco, Rubens, Dalí, Modigliani, Chagall e Mirò, per non parlare delle opere di Auguste Rodin, di cui Slim possiede la collezione privata più importante e la più ampia al di fuori della Francia.

Nel 2011 voleva formare un consorzio, insieme al magnate dei media Rupert Murdoch, per il controllo della Formula 1, ma il patron Bernie Ecclestone ha dichiarato che la Formula Uno “non è in vendita”, definendo queste voci “spazzatura”.

Carlos Slim Helú è maronita» [Fonte]

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Adesso molte cose potrebbero essere ben più chiare, ma quanto segue è illuminante.

Questa che segue invece è la segnaletica del New York Times.

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«On 14 January 2014, Carso Telecom, in which América Móvil indirectly holds a controlling interest, concluded a conditional share purchase agreement with Inmobiliaria Carso, S.A. de C.V and Control Empresarial de Capitales, S.A. de C.V for a total of 13,901,000 Telekom Austria AG shares, corresponding to 3.14% of the share capital. When the transaction comes into force, Carso Telecom holds a total of 110,841,174 ordinary shares of Telekom Austria AG, corresponding to 25.0206% of the voting rights in Telekom Austria AG, and therefore exceeds the threshold of 25% of the voting rights of the issuer; América Móvil holds directly (section 91 (1) of the Austrian Stock Exchange Act (‘BörseG’)) and indirectly (section 92 (Z 4) of the Austrian Stock Exchange Act) a total of 118,776,874 ordinary shares of Telekom Austria AG, corresponding to 26.8119% of the voting rights in Telekom Austria AG, and therefore exceeds the threshold of 25% of the voting rights of the issuer.

Following this transaction, Carso Telecom holds a total of 110,841,174 ordinary shares of Telekom Austria AG as of 13 March 2014, corresponding to 25.0206% of the voting rights in Telekom Austria AG, and therefore exceeds the threshold of 25% of the voting rights of the issuer; América Móvil directly (section 91 (1) of the Austrian Stock Exchange Act) and indirectly (section 92 (Z 4) of the Austrian Stock Exchange Act) holds a total of 118,776,874 ordinary shares of Telekom Austria AG, corresponding to 26.8119% of the voting rights in Telekom Austria AG, and therefore exceeds the threshold of 25% of the voting rights of the issuer.

On 23 April 2014, América Móvil announced that it had concluded a shareholders’ agreement with ÖIAG concerning its equity interest in Telekom Austria AG via its wholly-owned subsidiary Carso Telecom.» [Telekom Austria]


Reuters. 2016-01-14. Carlos Slim becomes top New York Times shareholder

Mexican billionaire Carlos Slim has become the largest shareholder of New York Times Co (NYT.N) after exercising warrants to double his stake in the publisher to 16.8 percent.

Entities affiliated with Slim exercised the warrants he bought in 2009 when he loaned the company $250 million during the height of the financial crisis.

New York Times, controlled by the Ochs-Sulzberger family through Class B shares, paid back the loan in 2011.

Slim’s total stake is valued at $341.4 million, based on the stock’s Wednesday closing price of $12.28.

He follows other billionaires who have put their faith in the media business. Amazon.com Inc (AMZN.O) founder Jeff Bezos bought the Washington Post in 2013 while Warren Buffett has invested in several newspapers.

Slim acquired nearly 15.9 million shares of Class A common stock at $6.36 per share. He earlier held an 8 percent stake.

New York Times intends to use cash proceeds of about $101.1 million to buy back Class A shares.

“..This one-off repurchase program should not be viewed as a change of position about our capital allocation plans,” Chief Executive Mark Thompson said.

New York Times, which has been under pressure to replace an evaporating pool of print advertising dollars with digital ads and money from subscriptions, projected in November a further decline in advertising sales for the current quarter.


Reuters. 2016-07-22. Slim’s offer over FCC accepted by 25.66 percent of total share capital

Fomento de Construcciones y Contratas SA :Full takeover bid launched over FCC by Mexican tycoon Carlos Slim via Control Empresarial de Capitales was accepted by 25.66 percent of total share capital of FCC, that is 48.30 percent of shares that were object of the offer.


Law360. 2016-07-22. Carlos Slim Doubles NYT Stake To Become Top Shareholder

Mexican billionaire Carlos Slim has agreed to pay about $101.1 million to more than double his stake in The New York Times Co. and become its largest shareholder, and the newspaper said Wednesday that the proceeds will be used to launch a share buyback program.

The deal sees Slim’s interest in the newspaper balloon to nearly 17 percent, planting the America Movil SAB de CV chief executive firmly atop the shareholder totem pole. Slim was able to increase his stake by exercising warrants related to a previous deal he made with the company in 2009, when the billionaire lent The New York Times $250 million to help it get through the global economic crisis.

Under the terms of Wednesday’s deal, Slim — who earned his billions by way of the telecom industry in Latin America — has agreed to pick up 15.9 million more shares of the newspaper’s Class A common stock for about $6.36 apiece. That gives him a total of roughly 27.8 million Class A shares, or 16.8 percent of the company.

The company plans to use the $101.1 million to buy back Class A shares “from time to time” in “open market transactions as conditions permit.”

“We believe a share repurchase program in this instance is an appropriate use of the cash proceeds we will receive upon the exercise of the warrants and the issuance of Class A shares,” Mark Thompson, president and CEO of The New York Times, said in a statement on Wednesday.

“We believe it is in the best interest of the company to continue to maintain a conservative balance sheet and a prudent view on the allocation of free cash flow, and this one-off repurchase program should not be viewed as a change of position about our capital allocation plans,” he added.

According to The New York Times’ most recent proxy statement, released in April of last year, Slim’s 16.8 percent interest in the company puts him 7.5 percent higher than the company’s next largest shareholder, Chicago-based investment adviser Fairpointe Capital LLC, which holds a 9.3 percent interest in the form of almost 14 million Class A shares.

Fairpointe is followed, in descending order, by Contrarius Investment Management Ltd., JHL Capital Group LLC, BlackRock Inc. and T. Rowe Price Associates Inc., each of which hold at least 7 percent of the newspaper’s Class A shares.

After that group comes Arthur Sulzberger Jr., whose family founded the newspaper. Sulzberger Jr., who currently holds the titles of chairman and publisher for the NYT, owns 5.1 percent of the company’s Class A common stock.

Representatives for Slim were not immediately available to comment on Thursday.

Jorge Juantorena, Steven Kaiser and Danya Harnett-Robinson of Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP advised Inmobiliaria Carso S.A. de C.V., Banco Inbursa S.A., Institución de Banca Múltiple and Grupo Financiero Inbursa in the exercising of warrants in this transaction.

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