Pubblicato in: Giustizia

Brescia. Lei denuncia stupro, loro rapporto a pagamento.

Giuseppe Sandro Mela.

216-10-16.

 

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Leggere la sentenza 858/2015, 4607/2013 Reg. Gen., 11298/2008 N.R. della Corte di Appello di Firenze, nelle persone dei Giudici Annese Angela, Cannizzaro Maria e Boscherini Federico consentirebbe di mettere a fuoco una problematica complessa. [Qui la sentenza è riportata in fotocopia].

Lo stupro è un reato particolarmente odioso e correttamente la giurisprudenza lo condanna con pene severe.

Ha però la caratteristica sia di essere raramente documentabile in modo incontrovertibile, sia quella di poter essere simulato, specie nell’ottica di ottenere un qualche rimborso. La giurisprudenza è ricca di sentenze in proposito.

Ma lice identificare il fatto come reato solo ed esclusivamente se esso sia comprovato in modo incontrovertibile da una Corte di Giustizia.

Di norma il fatto si attua senza che abbiano assistito testimoni oculari degni di fede, e questo priva il procedimento penale di un valido supporto documentale.

La refertazione medica deve riportare tutti i segni clinici e medico legali dell’avvenuto stupro: ossia i segni generici della violenza fisica esercitata sulla vittima, unitamente a quelli specifici sui genitali femminili. Però anche un referto particolareggiato e completo altro non attesta che un avvenuto rapporto violento: non documenta in vece chi sia stato l’autore né quanto presunto assalitore e presunta vittima siano stati consenzienti. Esistono infatti anche coppie i rapporti delle quali sono particolarmente “vivaci“, pur essendo le parti non solo ampiamente consenzienti, ma traendone anche ampia soddisfazione.

Si dovrebbe infine notare come le analisi del Dna sui reliquati spermatici rinvenuti di norma permette di individuare in modo univoco il partner del rapporto, ma di per sé non costituisce prova di avvenuta violenza.

Vi sono poi tutti gli elementi al contorno.

Essi vanno dal tempo trascorso tra il riferito stupro e l’accesso al pronto soccorso a tutta la possibile casistica di prove adducibili.

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Il caso accaduto a Brescia potrebbe diventare da manuale di medicina legale e di pratica giurisprudenziale.

Una ragazza riferisce di essere stata violentata da tre individui sconosciuti che la avrebbero immobilizzata, mentre i tre interrogati dalle forze dell’ordine e dal magistrato avrebbero riferito che si fosse trattato di un rapporto a pagamento. Il fatto che i tre fossero in possesso del numero di telefono cellulare della ragazza mal si aggraderebbe allo stupro. Anche tenendo conto che:

«Una delle poche certezze, per ora: sembra che la ragazza, bresciana e residente a Chiari, i tre non li conoscesse, non li avesse proprio mai visti.»

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Come si vede, la materia è delicata e complessa.

I giudici faranno il loro lavoro allo stato dell’arte, ed a sentenza cassata avremo il risultato definitivo su quanto accaduto.

Richiameremmo però l’attenzione sul pericolo di incorrere un facili giustizialismi, sia quelli a favore della presunta vittima, sia quelli a favore dei presunti stupratori.

Specialmente poi in situazioni come questa, ove i tre ragazzi interessati sono tre pachistani richiedenti asilo, circostanza che potrebbe condurre ad erronee attribuzioni di colpevolezza.

Nota.

Uno dei tanti aspetti da chiarire, stando almeno a quello che riportando i giornali, sarebbe il riferito emolumento richiesto.

Si resta alquanto perplessi su di un’offerta di cinque euro, che sarebbe poi salita ai concordai quindici euro. Sembrerebbero essere ranghi di cifre del tutto fuori linea.

 


Adnk. 2016-10-13. Brescia, stuprano in gruppo una 22enne: in manette tre richiedenti asilo

Una ragazza di 22 anni è stata stuprata lunedì sera, 10 ottobre, al parco delle Rogge a Chiari, comune in provincia di Brescia.

Una violenza di gruppo per la quale sono finiti in carcere tre pachistani, tra i 23 e i 26 anni, richiedenti asilo e residenti in zona.

La vittima, secondo quanto emerge sul fronte investigativo, avrebbe riconosciuti gli autori del reato, i quali – rinchiusi nel carcere di Canton Mombello – respingono le accuse.


Brescia Today. 2016-10-13. Chiari: ragazza di 22 anni stuprata al Parco delle Rogge, la cronaca di una notte da incubo.

Chiari: ragazza di 22 anni stuprata al Parco delle Rogge, la cronaca di una notte da incubo

Le poche centinaia di metri che la separavano da casa, dopo una serata con gli amici. L’incubo che si materializza in pochi attimi, nel buio di quel parco di cui i residenti si lamentano da tempo, soprattutto per le svariate (e forse tutt’altro che innocue) frequentazioni notturne.   

Tutto è successo lunedì sera, poco prima della mezzanotte, al Parco delle Rogge di Chiari. Non si sa cosa stessero facendo i ragazzi, quando l’hanno vista arrivare. Sono tutti e tre giovanissimi, di età compresa tra i 23 e i 26 anni, di nazionalità pakistana e richiedenti asilo: lo avrebbe confermato la Prefettura.

Non servono dettagli, per raccontare uno stupro di gruppo. La ragazza sarebbe stata avvicinata, minacciata e poi immobilizzata. L’avrebbero lasciata andare solo dopo aver abusato di lei. Dopo averla stuprata tutti insieme.

In lacrime, avrebbe raccontato tutto: ai genitori, al fidanzato, ai carabinieri. Le indagini sarebbero scattate il giorno seguente, non appena la giovane ha confermato quanto accaduto. Una versione confermata anche dal medico che l’ha visitata: il referto è già agli atti.

Al vaglio degli inquirenti il “peso” delle eventuali responsabilità dei tre pakistani. Sono già in carcere, a Canton Mombello. Erano alloggiati in due diverse strutture d’accoglienza, una a Chiari e l’altra a Castrezzato.

Anche la prima ricostruzione confermerebbe quanto raccontato dalla ragazza. Nelle prossime ore sicuramente emergeranno nuovi dettagli. Una delle poche certezze, per ora: sembra che la ragazza, bresciana e residente a Chiari, i tre non li conoscesse, non li avesse proprio mai visti.


Brescia Today. 2016-10-13. Chiari, stupro al parco: “La ragazza non è stata violentata, era consenziente”
La ragazza non è stata violentata, era consenziente e si è fatta pagare.

“Non l’abbiamo violentata, la ragazza era consenziente”. E’ quanto avrebbero detto due dei tre pakistani arrestati con l’accusa di avere violentato una 22enne bresciana in un parco pubblico a Chiari.

Non solo: secondo la loro testimonianza, rilasciata nel corso dell’interrogatorio avvenuto stamattina nel carcere di Canton Mombello, la giovane avrebbe contrattato con loro un rapporto sessuale per 15 euro: “Noi volevamo dargliene solo 5, ma lei ha  alzato il prezzo”.

A loro discolpa, i due fermati avrebbero sostenuto di essere in possesso del numero di telefono della bresciana, lasciato loro al termine del rapporto. La presenza del numero, se confermata, non escluderebbe le violenze, ma sarebbe in netto contrasto con la versione dell’accusa, che esclude qualsiasi tipo di rapporto tra vittima e aguzzini al di là dello stupro di gruppo. Al momento i tre pakistani restano in cella.