Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Rivoluzione contro questa Europa. Jaroslaw Kaczynski.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-10-11.

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Alla fine degli anni ottanta la Polonia ha guidato la rivoluzione anti-sovietica che ha portato alla fine all’implosione dell’Unione Sovietica.

Di questi tempi è ancora la Polonia a guidare, con le nazioni di Visegrad, la rivolta contro l’attuale elité europea.

Polonia. Una nazione da comprendere, da capire.

Kaczyński. L’Innominato polacco.

È una rivolta pacifica, ma oltremodo ferma, che sta già dando ottimi frutti. Il potere degli egemoni era basato più sul fatto che la gente per un po’ li ha lasciati fare che su di una forza reale.

Infatti il loro sostegno erano i partiti socialisti europei, coalizzati nell’internazionale: e questi partiti stanno disgregandosi con crepe vistose quanto irreversibili.

L’ultimo risultato è vistoso:

Juncker. Gli Stati Uniti di Europa sono abortiti. La gente non li vuole.

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Adesso la Polonia è sufficientemente robusta da annullare l’ipotesi di acquisto di cinquanta elicotteri Airbus, con grande disdoro della Francia, che ha anche reagito in malo modo.

Ma molto più dolorose sono le parole che Jaroslaw Kaczynski ha usato nel corso di una delle sue rarissime interviste.

«O l’Europa si riforma ascoltando ogni Stato nazionale membro, o sarà la disintegrazione»

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«L’Europa intera affronta problemi gravi. La ‘correctness’ limita la libertà di parola, religione, dibattito, decisioni. E assistiamo alla liquidazione della democrazia da parte di gruppi di pressioni. Ci opponiamo a ciò, in Polonia e in Europa. Per questo ho parlato con Orbàn di controrivoluzione, sebbene per tradizione polacca preferiamo chiamarla rivoluzione che aiuti a conquistare la libertà»

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«Tutti in Europa dobbiamo tornare al concetto di Stato nazionale, sola istituzione capace di garantire democrazia e libertà»

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«Noi abbiamo avanzato proposte: cambiare i Trattati per rafforzare gli Stati nazionali ed eliminare ogni arbitrio: Sorpresa amara dalla Ue: gentilezza con Ankara, linguaggio brutale con Varsavia»

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«Ovunque i populisti si rafforzano, dalla Germania con la AfD alla Francia con Marine Le Pen. Non penso che ella vinca le elezioni ma è giovane, ha tempo. O guardi alla Lega Nord, ai partiti populisti scandinavi. Non so come sarà l’Europa tra 6 anni. I 5stelle in Italia stanno sorpassando la forza di governo, un partito antieuropeo è al top della popolarità in Olanda, vediamo strane forze di sinistra antieuropee in Grecia e Spagna. Possono far esplodere la Ue. O riformiamo la Ue o andrà al collasso. Un’idea di riforma è internazionalizzare il debito. La Germania dovrebbe spendere per la seconda volta i 2 trilioni di euro spesi per salvare il suo Est, funzionerebbe»

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«In colloqui privati, politici europei mi hanno detto che tra 10 anni l’Europa sarà totalmente diversa. Altri vogliono mantenere lo status quo. Ma ciò porterebbe alla disintegrazione. O riforme, ascoltando ogni Stato membro, o disintegrazione. Meglio curare il paziente a casa che in ospedale, e l’Europa è ancora a casa»

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«Tutti in Europa dobbiamo tornare al concetto di Stato nazionale, sola istituzione capace di garantire democrazia e libertà»

Questo è il cuore di quanto detto da Mr Kaczynski.

Per il momento un cammino tutto in salita, ma l’anno prossimo Mr Hollande lascerà al Presidenza della Francia ed in Germania ci sarà un Cancelliere diverso da Frau Merkel.

Ci si vedrà a Filippi.


Reuters. 2016-10-10. France angry with Poland after it scraps Airbus deal

France reacted angrily on Friday after Poland scrapped a multi-billion-dollar helicopter deal with Airbus, warning it would review defense cooperation with its NATO ally and cancelling a presidential visit to Warsaw.

Poland had agreed to buy 50 Airbus utility helicopters in April 2015 for 13.5 billion zlotys ($3.5 billion) as part of efforts to modernize its military at a time of tensions with Russia.

Its previous centrist government, beaten by the Law and Justice (PiS) party in elections last October, had agreed the provisional deal, but on Oct. 4 the new authorities said they were scrapping the contract altogether.

Members of the new euroskeptic government have said they would rather see the deal awarded to a company that could build the helicopters locally.

“The Franco-Polish bilateral relationship will undeniably be extremely affected by this decision,” a French source close to the matter said.

“The contract’s cancellation will force us to review all the defense cooperation that we have with Poland and see what can be maintained and sadly what can’t in the current context.”

Without indicating which investments, the source added that the French government, which holds roughly 11 percent in Airbus, would advise the firm to review its strategy in the country, including investments that had already been made.

A source in the French presidency had earlier said President Francois Hollande had decided to cancel a visit to Warsaw next week for intergovernmental consultations, in protest.

In a speech on Friday, Prime Minister Manuel Valls took a swipe at Poland at a time when the European Union is trying to reinforce its common defense policy in the face of growing concerns over Russian foreign policy, Islamic militancy and the refugee crisis.

“Poland is a big country, but questions need to be asked of Poland, notably its defense industry, after the choices that have just been made,” Valls said.

“As far as France is concerned, we’re worried because negotiations had started, but also for the very concept of European defense.”

Polish media has reported that Warsaw has already begun negotiations with U.S. firm Lockheed Martin’s Sikorsky, manufacturer of locally-produced Black Hawk helicopters that could be purchased by the Polish army as soon as this year.

As well as boosting Poland’s defense industry, buying Sikorsky helicopters could further strengthen Warsaw’s ties with Washington, already its closest ally.

“Before we had a center-right platform that understood it was in Poland’s interest to go beyond the U.S. axis and have a bilateral relationship with France and Germany,” a French diplomatic source said.

“But clearly the PiS doesn’t understand the benefits for Poland, which are frankly huge in its European arena.”

Poland’s government spokesman and the defense and economy ministries were not immediately available for comment.


Rai News. 2016-10-10. Kaczynski, la sfida dell’Est: “Rivoluzione contro l’Europa”

“O l’Europa si riforma ascoltando ogni Stato nazionale membro, o sarà la disintegrazione”. E’ quanto afferma Jaroslaw Kaczynski, leader storico del PiS (Diritto e giustizia, i nazionalconservatori tornati al potere con le elezioni del 25 ottobre) il più influente politico neoconservatore Ue, in un’intervista esclusiva a Repubblica e al gruppo Lena. “L’Europa intera affronta problemi gravi. La ‘correctness’ limita la libertà di parola, religione, dibattito, decisioni. E assistiamo alla liquidazione della democrazia da parte di gruppi di pressioni. Ci opponiamo a ciò, in Polonia e in Europa. Per questo ho parlato con Orbàn di controrivoluzione, sebbene per tradizione polacca preferiamo chiamarla rivoluzione che aiuti a conquistare la libertà”, è l’opinione di Kaczynski.

“Tutti in Europa dobbiamo tornare al concetto di Stato nazionale, sola istituzione capace di garantire democrazia e libertà”, insiste il leader euroscettico. “Noi abbiamo avanzato proposte: cambiare i Trattati per rafforzare gli Stati nazionali ed eliminare ogni arbitrio: Sorpresa amara dalla Ue: gentilezza con Ankara, linguaggio brutale con Varsavia”.

Kaczynski vede un’Europa che “cambia rapidamente”. “Ovunque i populisti si rafforzano, dalla Germania con la AfD alla Francia con Marine Le Pen. Non penso che ella vinca le elezioni ma è giovane, ha tempo. O guardi alla Lega Nord, ai partiti populisti scandinavi. Non so come sarà l’Europa tra 6 anni. I 5stelle in Italia stanno sorpassando la forza di governo, un partito antieuropeo è al top della popolarità in Olanda, vediamo strane forze di sinistra antieuropee in Grecia e Spagna. Possono far esplodere la Ue. O riformiamo la Ue o andrà al collasso. Un’idea di riforma è internazionalizzare il debito. La Germania dovrebbe spendere per la seconda volta i 2 trilioni di euro spesi per salvare il suo Est, funzionerebbe”, sottolinea.

Secondo il leader della destra polacca, è “difficile cercare un compromesso”. “Sfortunatamente le divergenze non sono a nostro vantaggio”, commenta. “Alcune idee francesi non sono interessanti per la Germania, c’è qualche margine di manovra. L’Italia pur in crisi può giocare un certo ruolo. In colloqui privati, politici europei mi hanno detto che tra 10 anni l’Europa sarà totalmente diversa. Altri vogliono mantenere lo status quo. Ma ciò porterebbe alla disintegrazione. O riforme, ascoltando ogni Stato membro, o disintegrazione. Meglio curare il paziente a casa che in ospedale, e l’Europa è ancora a casa”.

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