Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Politici

Chi voglia arricchirsi faccia il rom in Italia. Parola di Boldrini.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-10-10.

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Allora, ragazzi, volete diventare ricchi davvero? Ma proprio ricchi. ricchi?

Bene.

Fatevi rom della tribù korakhanè: zingari e mussulmani. Boldrini vi proteggerà.

Sono le carte vincenti.

Sotto la condizione di vivere nella Repubblica Comunista Italiana, meglio poi sotto i poteri del Soviet genovese.

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«Nelle mille vite di Sena Halilovic (a cui corrispondono altrettanti pseudonimi), c’è tutta l’aura favolistica degna del suo nome: la “regina degli zingari”.»

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«Dal campo nomadi abusivo con piscina (in cemento) alla casa popolare (un “appoggio” che veniva affittato ad amici e parenti agli arresti domiciliari), dalla villa abusiva costruita nelle campagne di Asti al (vero) castello acquistato a Mostar, dai finti matrimoni per la cittadinanza a un impiego da bidella in Sardegna, pagato con un progetto per l’integrazione pagato dall’Unione europea» Bidella? E chi mai la avrebbe vista sul lavoro? Proprio nessuno si era accorto che non c’era mai?

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«Il più ristretto nucleo familiare, implicato in decine di inchieste per i reati più disparati, aveva una disponibilità di 4 milioni di euro»

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«In diversi conti bancari in Croazia la polizia di Zagabria blocca qualcosa come 5 milioni e 375mila euro». Sentito fetosi pensionati italiani? Voi che non sapete nemmeno andare avanti con cinquecento euro al mese: scialacquaori razzisti e xenofobi!

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«Vivono quasi tutti in Italia, nei campi nomadi tra Torino, Genova, Asti, Massa Carrara, Chivasso» Cortesemente offerti dai Contribuenti italiani.

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«Molti di loro negli anni hanno ricevuto sussidi e alloggi popolari» Al posto dei poveri italiani.

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Boldrini incontra rom e sinti: “Siate orgogliosi della vostra storia”.

Boldrini contro Salvini: “I rom sono italiani, vanno rispettati”.

Boldrini: “I rom vanno valorizzati”.

Boldrini crea una commissione per difendere rom e musulmani

«L’obiettivo sarebbe quello di stilare poi un rapporto sull’odio frutto di xenofobia, antisemitismo, islamofobia e antigitanismo»

Boldrini e il PD: “Il problema non sono gli zingari ma la destra, ficcatevelo in testa”

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Adesso dovrebbe essere chiaro chi siano i correi di tanto scempio.

Il problema non sono i Rom soltanto: sono i politici della sinistra che li proteggono, li appoggiano e, magari, si fanno anche dare qualche segno tangibile di riconoscenza.


Secolo XIX. 2016-10-03. Trovato in Croazia il tesoro della “regina” rom

Genova – Dal campo nomadi abusivo con piscina (in cemento) alla casa popolare (un “appoggio” che veniva affittato ad amici e parenti agli arresti domiciliari), dalla villa abusiva costruita nelle campagne di Asti al (vero) castello acquistato a Mostar, dai finti matrimoni per la cittadinanza a un impiego da bidella in Sardegna, pagato con un progetto per l’integrazione pagato dall’Unione europea. Nelle mille vite di Sena Halilovic (a cui corrispondono altrettanti pseudonimi), c’è tutta l’aura favolistica degna del suo nome: la “regina degli zingari”.

Non è uno di quei appellativi partoriti dalla mente di un giornalista e da quella deriva mediatica a volte deteriore che porta a trovare un’etichetta a tutto: nella cultura matriarcale dei korakhanè – l’etimologia deriva da “lettori di Corano” e indica la fede musulmana di questo ceppo rom originario della zona tra Kosovo e Bosnia – la “regina” è davvero una sovrana per il suo clan. E non una regnante povera, come dimostra un’inchiesta della Procura di Torino: a Sena Halilovic, 60 anni, personaggio che negli ultimi trent’anni ha vissuto in vari campo nomadi a Genova, le autorità hanno trovato mezzo milione di euro in banche croate. Il più ristretto nucleo familiare, implicato in decine di inchieste per i reati più disparati, aveva una disponibilità di 4 milioni di euro.

Il dossier di Zagabria

Tutto nasce da una relazione dell’Europol, arrivata in Italia due anni fa. In diversi conti bancari in Croazia la polizia di Zagabria blocca qualcosa come 5 milioni e 375mila euro. I soldi sono riconducibili a 22 persone, quasi tutte del clan Halilovic, che ufficialmente sono nullatenenti e alle spalle hanno un elenco di precedenti giudiziari o di polizia. Vivono quasi tutti in Italia, nei campi nomadi tra Torino, Genova, Asti, Massa Carrara, Chivasso. Molti di loro negli anni hanno ricevuto sussidi e alloggi popolari. A motivare il congelamento dei conti è la sproporzione tra i possedimenti e le dichiarazioni al Fisco, praticamente nulle.

Il tribunale di Zagabria sequestra tutto e manda un copioso incartamento alla Procura di Torino, dove molti degli indagati sono residenti: come minimo dietro a questa storia, c’è una gigantesca evasione fiscale. Molto più probabilmente, e in questo chiedono le autorità croate aiuto ai colleghi italiani, il denaro è provento di riciclaggio. Per confermare l’accusa, occorre però provare il cosiddetto reato presupposto, all’origine dei proventi illeciti poi reinvestiti.

Sussidi e case popolari

Nei giorni scorsi la Procura di Torino ha ottenuto un maxi-sequestro preventivo a carico dei 22 membri del clan, una misura preventiva che sostanzialmente ricalca il dossier arrivato dalla ex Jugoslavia. Sena Halilovic, che si nascondeva dietro l’alias di Amela Seferovic, poco prima dell’intervento della magistratura aveva provato a ritirare 220mila euro alla Société Générale Splitska Banka (la filiale della banca a Spalato). Dagli accertamenti risulta che era già riuscita a esportare all’estero 330mila euro.

I personaggi coinvolti nell’inchiesta sono praticamente tutti imparentati. A Raselma Halilovic, 66 anni, volto noto del campo nomadi di Torino con precedenti per falso e frode, e a Bronzo Halilovic, finito sui giornali durante un’occupazione abusiva per “necessità”, sono intestati un milione di euro a testa. Bisera Halilovic, 51 anni, (243mila euro) e Angela Halilovic (392mila euro) avevano ricevuto sussidi dal Comune di Torino.

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