Pubblicato in: Geopolitica Asiatica, Geopolitica Militare, Geopolitica Mondiale

La Cina costruisce isole artificiali anche alle Scarborough Shoal.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-09-27.

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I cinesi stanno proseguendo a ritmo serrato a costruirsi nel Mare Cinese del Sud isole artificiali, che fortificano con aeroporti ed eliporti, stazioni radar, e che difendono con batterie di missili terra-aria e terra-mare.

Adesso sembrerebbero intenzionati a fortificare anche le Scarborough Shoal, a quattro salti dalle Filippine. Sembrerebbero aver assimilato quello che era stato il concetto di confine marittimo definito da Lord Nelson ed adottato per un buon secolo dal Regno Unito. I confini di una potenza marittima sono le coste avversarie.

Il problema è noto, così come le diatribe legali internazionali: per i cinesi questa operazione è un fiordaliso di legalità, per tutti gli altri è un arbitrio.

I cinesi non riconoscono il potere giuridico delle Corti di Giustizia internazionali, queste di converso fanno simpaticissime sentenza, lette solo da pochi intimi e non applicabili.

Al pratico, sta di fatto che le isole artificiali ci sono e che nessuno ha la forza politica di opporvisi in modo concreto.

Se sarebbe eccessivo dire che adesso il mare Cinese del Sud sia un lago cinese, escludendovi persino il Vietnam, la Malaysia, le Filippine e, diciamolo francamente, anche Taiwan, d’altro canto le lamentele non sembrerebbero essere destituite di un qualche fondamento. Il fatto è che i cinesi hanno agito con una rapidità tale da mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Quello che veniva loro negato in sede di trattative diplomatiche se lo sono preso con l’astuzia e la forza, con una soluzione che ha spiazzato tutti.

Hanno operato colpendo il punto debole della catena decisionale occidentale: la viscosa lentezza operativa, la farraginosità ragionativa, la mancanza di una qualsiasi visione del futuro.

Alcune considerazioni sembrerebbero essere a questo punto possibili.

(1). Sicuramente tutto il sistema di isole artificiali sembrerebbe essere, al momento, ininfluente nel caso di una guerra globale. Ma nulla vieta di pensare che in un domani possano essere armate con missili-anti missile, in grado di bloccare almeno una aliquota significativa di armi balistiche ben lontano dalle coste cinesi.

(2). Nessun sistema difensivo è perfetto: anche quello delle isole artificiali è quindi potenzialmente penetrabile. Ma una cosa è penetrarlo con qualche sommergibile, ed un’altra con una flotta d’assalto, dotata di portaerei. Queste navi, sia pur di enorme potenza di fuoco, sono nel contempo anche molto vulnerabili. Nessun ammiraglio potrebbe sottovalutare il fatto che una cosa è forzare la penetrazione, ed una totalmente più ardua il potersi ritirare in sicurezza. Quanto poi ad assumerne il dominio navale, non se ne parli nemmeno.

In una eventuale guerra convenzionale i cinesi sembrerebbero essere ottimamente piazzati.

(3). Il problema politico è drammaticamente chiaro. Stati Uniti e paesi viciniori sono stati presi di contropiede e si sono dimostrati incapaci di organizzare una decente opera dissuasiva.

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È vero che gli americani sono supervitaminizzati, hanno tutti il telefonino, sono socialmente avanzati, praticano il culto del gender e grazie al femminismo esercito ed aziende pullulano di giovanotte d’assalto, ma è anche vero che tutto questo simpatico marchingegno sta perdendo ogni giorno che passa il controllo del mondo.

Poniamo allora delle domande.

– È la Cina aggressiva oppure gli Stati Uniti desistenti?

– Guardate bene la carta geografica: cosa succederebbe se le Filippine oppure la Malaysia entrassero nell’orbita cinese?


Deutsche Welle. 2016-09-07. Philippines unveils images of Chinese island building on disputed shoal.

The Philippines has released images of Chinese boats alleged to be planning to build artificial islands on a disputed South China Sea shoal. Beijing seized the Scarborough Shoal in 2012.

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The Philippines on Wednesday released reconnaissance pictures it said revealed Chinese intentions to build artificial islands on a disputed shoal to cement territorial claims over the South China Sea.

The images shown at the 10-nation ASEAN summit appeared to show Chinese coast guard ships and barges capable of dredging sand at the Scarborough Shoal. If true, it would be China’s first artificial island building in the hotly contested shoal.

In Beijing, Chinese Foreign Ministry spokeswoman Hua Chunying denied China was constructing an artificial island.

“What I can tell you is that the situation in waters near Huangyan Island remains unchanged and China hasn’t made any new moves,” Hua said in Beijing, using the shoal’s Chinese name. “We should be highly alert against the mischief-making intentions of people who spread such groundless information in such situations.”

Beijing seized the Scarborough Shoal in 2012 after a standoff with the Philippine Navy, and has blocked Filipino fishing vessels from the area. China has built several artificial islands on other reefs, including military bases, in order to exert its claims over nearly all of the resource-rich South China Sea.

Vietnam, the Philippines, Malaysia and Brunei also have claims over parts of the sea, through which some $5 billion in trade passes every year.

An international arbitration body in July ruled on behalf of the Philippines, saying that Chinese claims in the South China Sea had no legal or historical basis. China dismissed the findings.

Philippine President Rodrigo Duterte, seeking to smooth ties with China, has said he would not bring up the court ruling.

The dispute has drawn in the United States, a treaty ally of the Philippines. The United States has conducted so-called freedom of navigation exercises in waters near the artificial islands and flown aircraft over the territories, prompting Beijing to accuse America of “militarizing the region.”

 

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