Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Istruzione e Ricerca, Scienza & Tecnica, Unione Europea

Indignazione mondiale. Nessuna femmina al Deutscher Zukunftspreis.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-09-26.

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Deutscher Zukunftspreis. Preis des Bundespräsidenten für die Technik und Innovation.

Premio tedesco per il futuro. Premio del Presidente Federale per la Tecnologia e l’Innovazione.

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«The German Future Prize award is considered one of the most prestigious conferred for science and innovation within Germany. The award is worth 250,000 euros and is more than a scientific prize, it helps to identify projects which not only are of high scientific value, but which have concrete applications and are mature for commercial markets.

This prize has been awarded to various exceptional individuals since 1997.» [Fonte]

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Il Deutscher Zukunftspreis è il più ambito riconoscimento scientifico che possa essere ottenuto in Germania. Una sorta di Premio Nobel in sedicesimo, solo perché è locale e non mondiale, ma è di enorme prestigio.

«Announcement of the nominations for the 2016 Deutscher Zukunftspreis.

Research and development projects from Bavaria, Baden-Württemberg and Saxony are nominated for this year’s Deutscher Zukunftspreis, the German President’s Award for Innovations in Science and Technology. The projects were presented today in Munich.

The nominated scientists and developers show innovation solutions for new and fascinating materials, a machining process that can make a contribution to environmental and climate protection and a technology that promises both safety and comfort. The award is endowed with € 250,000 in prize money and with it the German President honors researchers who have successfully sought solutions and turned them into new, marketable products.

The jury will decide on this year’s award winner on 30 November 2016. German President Joachim Gauck will award the 2016 Deutscher Zukunftspreis at a festive award ceremony in Berlin that same day.

The nominees for the 2016 Deutscher Zukunftspreis are:

– Prof. Dr.-Ing. Manfred Curbach (spokesman)

– Prof. Dr.-Ing. habil. Dipl.-Wirt. Ing. chokri Cherif and

– Prof. Dr.-Ing. habil. Peter Offermann Technical University Dresden with their project

“The fascinating material carbon concrete. Economical. Efficient. Excellent”

The three nominees have taken an innovative concrete composite from fundamental research to the largest development and application network of the German construction industry that can increasingly replace steel reinforced concrete, the most important building material currently in use. This novel concrete increases the life span of concrete structures, thereby reducing maintenance costs – which also means the use of less resources and fewer CO2 emissions. ….»

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Come tutti i riconoscimenti rilasciati a simili livelli è riservato certamente a personaggi con una consolidata carriera scientifica, ma non può non risentire del clima culturale del momento.

Nella motivazione del premio è sicuramente menzionato il fatto che queste nuove scoperte potrebbe portare al rimpiazzo dell’acciaio con un nuovo materiale anche più resistente e trattabile, nonché meno espensivo. Però in chiusura si legge l’immancabile frase «fewer CO2 emissions».

Quando Alternative für Deutschland avrà vinto le elezioni politiche federali ci saranno sicuramente moltitudine di persone, giornalisti in primis, a sostenere che AfD ha reso la Germania ecologicamente più vivibile.

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Ma per portarsi avanti con il lavoro, la Commissione non ha nominato nessuna femmina.

Nemmeno una per sbaglio.

Il Deutsche Welle riporta la notizia costernato, incredulo di fronte a tanto comportamento. È infatti zeppo di giornaliste, ex unità di svago, tuttora alle prese con la grammatica e la sintassi, incapaci di concepire una idea che sia una, ma voscose serve prnube del potere, davanti al quale strisciano in modo avvilente: comportamento questo denominato “femminismo“.

«There are no female scientists

nominated for the

German Future Prize this year»

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«But when this year’s nominated projects were announced on Wednesday, a sadly familiar debate erupted on social media: why are there only male nominees? Three projects, eight scientists and not a single woman. And this isn’t a first. In 2015, there wasn’t a single woman among the nine nominated researchers either.»

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«The female winners can be counted on two hands: seven female researchers spread across four different projects have won the prestigious award since its inception in 1997»

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«Science journalist Leonid Schneider suggested rebranding the Future Prize as the “Penis Prize” or “Women Stay in the Kitchen Prize.”»

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«There are women on the jury, after all. It’s almost half-female, with five female and six male scientists deciding who gets nominated and who wins in the end.»

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Ma cosa mai sta succedendo, si domandano stupefatti i giornalisti tedeschi, e non solo tedeschi?

Per decine e decine di anni la propaganda del potere ci ha ripetuto fino alla nausea che femmina è bello, molto, ma molto meglio del deprecabile maschio, causa efficiente di ogni possibile iattura. L’intelligenza è femmina, la capacità professionale è femmina.

Femmine che devono però lottare contro la congiura maschilista che tende ad escluderle, negando loro quanto giustamente competerebbe. Una vera e propria penocrazia, fonte di ogni calamità, ivi compreso il surriscaldamento globale e l’estinzione del gurzo malese entro il 4139.

Infatti, coerentemente agli assunti, ecco prontamente istituite le quote rosa: ovunque la metà dei posti deve essere riservata alla femmine. Così, accando ai Premio Nobel, agli scienziati veri ed ai ricercatori di fama si collocano poveracce che parlano di femminismo solo perchè non sanno nemmeno l’argomento delle pubblicazioni sulle quali sono stati messi i loro nomi.

Maria Skłodowska si rivolta nella tomba: lei è l’unico essere umano ad aver vinto due Premi Nobel in materie scientifiche, Fisica e Chimica, nei primi anni del novecento. Non ha avuto bisogno di fare cortei né tanto meno di ostentare la propria epidermide. Lavorava nello studio ed in laboratorio, aveva avuto la prole, evitando con cura le alcove così ben frequentate dalle femministe in tiro.

Già. Ma di Maria Skłodowska ce ne è una sola. Le altre femmine proprio non sono tagliate per la scienza.

E solo una femmina, la prof. Maryam Mirzakhani, è riuscita ad ottenere il Premio Fields. Per dare un esempio di cosa significhi il Premio Fields si ricordi che nel 1994 venne assegnato a Andrew Wiles per aver dimostrato l’ultimo teorema di Fermat e nel 2006 a Grigori Perelman per aver dimostrato la congettura di Poincairé. Tanto di cappello al genio di Maryam Mirzakhani: Chapeau non perchè femmina, ma perché brillantemente geniale.

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«Lasciate che vi dica qualcosa dei mei problemi con la ragazze. Tre cose succedono quando le donne sono in un laboratorio: tu ti innamori di loro, loro si innamorano di te e poi, quando le critichi, scoppiano a piangere».

Per questa frase il Premio Nobel Tim Hunt è stato obbligato a dare le dimissioni.

Il reato di leso femminismo equivale ad aver lodato gli Ebrei durante la dittatura di Hitler, oppure ad aver lodato il capitalismo sotto quella di Stalin.

Parliamoci chiaro. Le femmine in laboratorio non valgono una cicca. Ci sono le eccezioni, sicuramente, ma queste non hanno certo bisogno di dire che sono femmine: mostrano la loto intelligenza ed i loro risultati, non le loro forme. Non saltellano nelle alcove pretendendo poi una cattedra di astrofisica. Non sono come queste mammifere che stanno esponendo tutta la loro intelligenza. (Girare senza slip è notoriamente segno di genialità, metterlo in mostra di femminilità).

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Ma tranne questo sparuto manipolo, la massa delle ricercatrici somiglia da vicino a Elena Petrescu ed ad Ana Aslan, due femmine assurte ai vertici della scienza mondiale per motivi politici, e cadute nell’oblio polveroso alla caduta dei rispettivi patroni.

Siamo chiari. Cerchiamo di dimenticarci per un momento il politicamente corretto, visto che tanto tra un po’ non lo dovremo più usare.

Il cervello femminile non è tagliato per le scienze, intendendo per tali la matematica, la fisica e la chimica.

Le femmine hanno altre e ben più illustri doti, l’esercizio delle quale le sublima a figure ieratiche.

Nulla al mondo eguaglia l’abnegazione di una femmina che ha saputo tramutarsi in madre di famiglia, fulcro del focolare domestico, generatrice e tutrice della prole. A tutte queste donne sconfinata ammirazione e stima. Senza il loro eroismo le Collettività si estinguerebbero.

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Nota Importante. Taluni Lettori e Lettrici incontrano una severa difficoltà a comprendere come all’Autore non interessi minimamente il colore del gatto, purché acchiappi i topi, per parafrasare il famoso detto di Deg Xiaoping. Se un essere umano è intelligente, capace, fortemente impegnato nella sua mansione, è da valorizzarsi indipendentemente dal fatto che sia bianco o nero, cattolico o protestante, alto o basso, biondo o bruno, maschio o femmina.

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 «Elena Petrescu Ceaușescu (Petrești, 7 gennaio 1916 – Târgoviște, 25 dicembre 1989) è stata una politica rumena.

Fu vice Primo ministro della Romania e moglie del dittatore comunista Nicolae Ceaușescu. Vera eminenza grigia del regime, Elena Ceaușescu arrivò a simulare scoperte scientifiche per autocelebrarsi. Morì fucilata insieme al marito durante la rivoluzione romena del 1989. ….

Durante il regime del marito, Elena Ceaușescu divenne una delle principali figure politiche rumene. ….

La mancanza di istruzione fu all’origine di uno dei comportamenti più singolari da lei tenuti nel corso di tutta la sua vita pubblica: la continua bramosia di riconoscimenti accademici. Benché priva anche della licenza elementare, e a malapena alfabeta, Elena si fece dare una laurea in chimica ed eleggere presidente del più importante istituto di ricerca chimica della Romania.

Pubblicò a suo nome sulle riviste specializzate i risultati delle ricerche di alcuni famosi scienziati romeni, da lei costretti a cedergliele. Si adoperò per ottenere riconoscimenti accademici anche all’estero: durante il periodo in cui il marito fu a capo della Romania ricevette lauree honoris causa da quasi tutti i Paesi in cui andò in visita. In particolare ottenne molti riconoscimenti scientifici internazionali nel campo della chimica dei polimeri.» [Fonte]

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E come poter dimenticare il mitico Gerovital?

«The impetus for developing the drug is sometimes alleged to have come from Nicolae Ceaușescu, who funded the establishment of a research organization, the National Institute of Geriatrics, in Bucharest, Romania, headed by Ana Aslan (1897–1988)» [Fonte]

Ana Aslan:

«  “Cross of Merit” – First Class of the Order of Merit, Germany, 1971

    “Cavalier de la Nouvelle Europe” Prize Oscar, Italy, 1973

    “Les Palmes Academiques”, France, 1974

    “Honorary Foreign Citizen and Honorary Professor of Sciences”, Philippines, 1978

    “Member Honoris Causa” Diploma of the Bohemo-Slovakian Society of Gerontology, 1981

    “Leon Bernard” Prize, important distinction granted by the World Health Organization upon nomination and endorsement by officials of a member state (in this case by the Romanian Nicolae Ceauşescu) for contributing to the development of gerontology and geriatrics, 1982».


Deutsche Welle. 2016-09-25. A future without women – no female Future Prize nominees

There are no female scientists nominated for the German Future Prize this year. Sadly, that’s not out of the ordinary. Twitter users have had it with women being ignored, and are calling for change.

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The German Future Prize (“Zukunftspreis”) is a prestigious science award that honors innovative scientific research with real-life applications. It is awarded by the German president and endowed with 250,000 euros ($280,000) in prize money. In 2016, the prize celebrates its 20th anniversary.

But when this year’s nominated projects were announced on Wednesday, a sadly familiar debate erupted on social media: why are there only male nominees? Three projects, eight scientists and not a single woman. And this isn’t a first. In 2015, there wasn’t a single woman among the nine nominated researchers either.

Here at DW’s Science Desk, we discussed the issue at length – in our editorial meeting and on Twitter, where many of our followers contributed to the conversation.

Elisabeth Bik, a microbiologist at Stanford University, shared this striking graphic. It shows that except for 2014, the last six years have seen only all-male teams nominated for the German Future Prize.

Over the entire 19 years the prize has been awarded so far, the number of nominated women doesn’t look much better – not to speak of women who have actually won the prize.

The female winners can be counted on two hands: seven female researchers spread across four different projects have won the prestigious award since its inception in 1997. What is up with that?

Mintpink, an account that tweets in German on women in the sciences, called on its followers to topple the male domination of the Future Prize, saying “Girls, we have to change this!” MINT is the German acronym equivalent to STEM – it stands for Mathematics, Informatics, Natural Sciences and Technology.

Some of our followers didn’t mince words when expressing their disappointment on the issue.

Science journalist Leonid Schneider suggested rebranding the Future Prize as the “Penis Prize” or “Women Stay in the Kitchen Prize.”

How come there are no women nominees this year – and why have there been so few in the past? There are women on the jury, after all. It’s almost half-female, with five female and six male scientists deciding who gets nominated and who wins in the end.

The Future Prize team says the problem lies deeper than who is on the jury. They blame the low number of women in engineering and the natural sciences. As a result, says the Future Prize, the research institutes that suggest projects to the jury don’t have as many groups with female members to pick from.

The balance may not be perfect. But there are definitely qualified female scientists. They’re just in the minority compared to men. Speaking out about this big problem isn’t always easy – as Elisabeth Bik suggests in the tweet below.

Let’s hope the 2017 Future Prize does better than this year.

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